Death

Vulvodynia: il cantante cerca di uccidere il batterista, viene cacciato e la band torna sul palco meno di 24 ore dopo

Di Davide Sciaky - 9 Maggio 2023 - 11:51
Vulvodynia: il cantante cerca di uccidere il batterista, viene cacciato e la band torna sul palco meno di 24 ore dopo

La band Death Metal sudafricana Vulvodynia è stata in questi giorni al centro di una serie di eventi tra il tragico e l’incredibile.
Secondo quanto denunciato dalla band stessa, il cantante della band Duncan Bentley avrebbe prima minacciato di uccidere il batterista Thomas Hughes per poi effettivamente tentare l’omicidio.
Questo il comunicato della band:

Alcuni di voi si staranno chiedendo cosa stia succedendo e meritate di sapere la verità.

A causa dei recenti eventi e della continua violenza incontrollabile di Duncan Bentley non possiamo continuare ad averlo nella band.

Questo è qualcosa che ci preoccupava anche prima dell’inizio del tour, ma abbiamo voluto fare un tentativo perché le perdite economiche se avessimo cancellato il tour sarebbero state troppo devastanti.

Duncan ha minacciato e ha provato ad uccidere il nostro batterista Tom. Tom è finito in ospedale riportando diverse ferite tra cui il naso rotto. Questa non è la prima volta che ha attaccato Tom e mostrato questo tipo di violenza. E’ un problema che si è presentato sistematicamente da tempo. Pensavamo che fosse legato al suo consumo di alcol ma abbiamo capito che è semplicemente il modo in cui è fatto.

Continueremo il tour senza di lui. Faremo dei piani per coinvolgere alcuni amici cantanti ad aiutarci a fare il miglior show possibile andando avanti.

Tom è assolutamente devastato e sta soffrendo, ma è intenzionato a cercare di finire il tour e anche noi faremo del nostro meglio. Come molti di voi sanno il costo di andare in tour è incredibilmente alto e vorremmo portarlo a termine per poter coprire questi costi.

Speriamo che capiate che vi stiamo dando questa notizia con il cuore spezzato.

Per favore, non fidatevi di Duncan. E’ un manipolatore, uno psicopatico e un bugiardo patologico. Cercherà di andare contro di noi e per questo abbiamo condiviso con voi la verità.

I Vulvodynia hanno poi condiviso un messaggio del profilo personale di Thomas Hughes in cui il batterista spiegava la dinamica degli eventi:

Non c’è stata nessuna rissa tra ubriachi. Abbiamo passato una bellissima serata insieme a degli amici dopo il nostro concerto e verso la fine della serata abbiamo cominciato a notare cambiamenti nel comportamento di Duncan; è diventato iracondo e irratabile e gratuitamente cattivo nei confronti della gente e dei senzatetto lì vicino, quindi quando siamo tornati in hotel gli ho chiesto se avesse bevuto ed è impazzito.
Gli ho letteralmente chiesto, “Duncan, da amico ti devo chiedere se stasera hai bevuto” e non ci ha più visto.

Non è la prima volta che succede qualcosa del genere, ho affrontato qualcosa di molto simile nelle Filippine appena un mese fa quando era in ritardo per la partenza dall’hotel per andare in aeroporto e sono andato a chiamarlo in camera sua. Anche quella volta è impazzito e ha cominciato a prendermi a pugni rompendomi le costole.

Dopo il comunicato di cui sopra pubblicato domenica 7 maggio, la band ha condiviso il seguente messaggio il giorno successivo, lunedì 8 maggio, mostrando di essere tornati in tour pochissimo dopo i sconvolgenti eventi del giorno prima.

Lo spettacolo deve continuare! Grazie Dresda!

Dopo gli orribili eventi degli ultimi tempi, e il guasto al nostro furgone, siamo riusciti ad arrivare appena pochi minuti prima del nostro show! Nate, il ragazzo del merch, e Zdenek della Lacerated Enemy Records ci hanno aiutato con la voce e siamo riusciti a farcela.

Grazie a tutti per il supporto. Torneremo più forti e migliori che mai. Questa non è la fine dei Vulvodynia, è un nuovo inizio.