Amon Amarth: Ted Lundström ripercorre l'ascesa della band
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Amon Amarth: Ted Lundström ripercorre l'ascesa della band

Intervistato da KillerTube, il bassista Ted Lundström ha ripercorso la storia degli Amon Amarth. Pensando agli inizi della celebre formazione death metal…

di Valeria Campagnale 5 Ottobre 2026 - 11:00
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Intervistato da KillerTube, il bassista Ted Lundström ha ripercorso la storia degli Amon Amarth. Pensando agli inizi della celebre formazione death metal svedese, quasi 35 anni fa, gli è stato chiesto cosa faccia oggi la band che all'epoca sarebbe sembrato del tutto impossibile.

Lundström ha risposto:

"Beh, a quei tempi, tutto ciò che facciamo ora era completamente impossibile. Voglio dire, questo è un mondo del tutto diverso. 30 anni fa ero un adolescente, era tutto nuovo e folle e vivevamo la cosa giorno per giorno. Non avevamo vere e proprie visioni oltre al passo successivo, a cosa fare con la band. Quindi quello che stiamo facendo ora non era nemmeno un sogno all'epoca, perché il nostro viaggio è stato davvero assurdo. Anche se è stato un percorso lento ma costante, una crescita continua, per ogni traguardo raggiunto ci siamo semplicemente posti nuovi obiettivi. Poi a un certo punto, a metà strada, quando ci siamo resi conto che la cosa faceva sul serio, abbiamo lasciato i nostri lavori diurni per dedicarci al 100% alla musica. Quindi sì, è stato davvero un bel viaggio".

"Poco fa stavo rilasciando un'altra intervista a proposito di questo pezzo acustico ["Upphaf"] che abbiamo inciso [per il nostro ultimo album, "The Allfather Awakens"]: era una cosa totalmente fuori discussione quando abbiamo iniziato, quando eri giovane, il metal era consideratissimo e la scena black metal era in pieno boom, quindi dovevi essere pesantissimo, stiloso e molto rigido sul genere. A distanza di 30 anni sei una persona diversa per certi versi, ma ti diverti ancora quanto agli esordi. Immagino che questo sia un bene... Magari oggi cerchi una risposta diversa dal pubblico rispetto ad allora. Ma ogni epoca ha il suo perché... Immagino faccia semplicemente parte della vita. Le cose cambiano negli anni, il mercato musicale oggi è completamente diverso rispetto ad allora e noi stessi siamo persone diverse. Ma sì, penso sia comunque una bella cosa".

Alla domanda se ci sia stato un momento particolare in cui lui e ila band si sono detti "Possiamo farne davvero una carriera", Ted ha risposto:

"Beh, non c'è stato un momento esatto, ma lungo la strada, quando pubblichi un album o fai certe esperienze, capisci che la cosa potrebbe funzionare davvero. Quindi quando all'inizio abbiamo lasciato il lavoro, non stavamo guadagnando niente, ma ci siamo detti: "Dobbiamo almeno provarci". Sentivamo che c'era del potenziale, così abbiamo detto: "Facciamo questo tentativo, tanto vivremo fino a diventare vecchi", sperando che sia così, "quindi tanto vale provarci finché siamo giovani". Perché quando invecchi hai molte più cose importanti di cui occuparti. Non avevamo famiglie, non avevamo mutui, casa, niente di niente. Potevamo fare tutto quello che volevamo, quindi è stato un ottimo momento per buttarsi alla cieca nel vuoto e vedere cosa sarebbe successo. Ma ricordo, per esempio, quando abbiamo iniziato a crescere negli Stati Uniti. Credo fosse il tour con i Children Of Bodom, forse nel 2005 o 2006. È stato lì che abbiamo iniziato a pensare che forse potevamo arrivare da qualche parte anche da quella parte di mondo, dato che per conquistare diverse aree del pianeta serve più tempo. Perciò ci sono stati piccoli passi dappertutto e una crescita lenta. Ma è stato un viaggio divertente".

Ted Lundström ha poi aggiunto che non gli dispiace affatto che agli Amon Amarth ci siano voluti più di tre decenni per raggiungere questo punto.

"Sono felicissimo di aver potuto vivere tutto questo, non vorrei mai essere una band che diventa famosa dall'oggi al domani. Abbiamo lavorato duro e siamo stati molto dediti alla causa... Tutti nella band hanno sempre avuto questo obiettivo di crescere: non un traguardo specifico, ma la spinta a raggiungere il livello successivo, i paesi successivi da visitare, album più importanti e via dicendo. Guardandomi indietro, sono davvero felice di aver vissuto tutte quelle esperienze: dormire in un sacco a pelo dentro un furgone, sul pavimento del palco o dovunque capitasse. Magari il tuo pranzo era una birra e un pacchetto di patatine, ed eri felice lo stesso perché ti divertivi ed eri con i tuoi amici. È stato davvero un viaggio fantastico".

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