Judas Priest: Ian Hill parla del suo ritiro, "Non avevo scelta. Non volevo diventare un problema per gli altri"
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Judas Priest: Ian Hill parla del suo ritiro, "Non avevo scelta. Non volevo diventare un problema per gli altri"

Durante una recente intervista con Metal Pilgrim, il bassista dei Judas Priest, Ian Hill ha parlato della sua recente decisione di ritirarsi dalle scene…

di Manuel Gregorin 15 Ottobre 2026 - 08:30
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Durante una recente intervista con Metal Pilgrim, il bassista dei Judas Priest, Ian Hill ha parlato della sua recente decisione di ritirarsi dalle scene. Hill ha militato nella band dal 1970, e con i suoi 56 anni di servizio, è in assoluto il membro più longevo nella line up della band inglese

"È curioso, perché gli ultimi due tour sono stati un po' difficili, perché questo problema riguarda fondamentalmente la spalla e il pollice, ho un grosso nodulo sul pollice, che è a causa del artrite. Ho avuto difficoltà con questo problema negli ultimi tour. E purtroppo non se ne va, ed è una di quelle cose che peggiora col passare del tempo.
È buffo come tutto sia successo. Gli Iron Maiden ci hanno chiesto: 'Vi va di fare un tour di quattro settimane in America quest'anno?' Allora ho detto: 'Beh, sì, mi sembra ok, un tour di quattro settimane in America, quattro settimane passano veloci.' Poi loro hanno rinunciato. Nel frattempo, abbiamo organizzato Bloodstock in Inghilterra. A questo punto non aveva senso prepararsi per un solo spettacolo. Quindi abbiamo deciso, 'Oh, faremo una o due date in Europa in concomitanza con Bloodstock.' Alla fine si è trattato di nove settimane... Ed è proprio questo che ha fatto la differenza. Abbiamo fatto sei spettacoli in otto giorni. Così, durante la tappa di Bruxelles, il tendine si è rotto. In media facevamo circa un giorno di lavoro ed uno di riposo, così da dare il tempo alla troupe di prepararsi per il concerto successivo. E, ovviamente, con i giorni di riposo il tendine si sistemava. Ma poi, tornando sul palco il problema si ripresentava. Ma poi, come ho detto, ci sono stati quei sei concerti in otto giorni, e non ho mai avuto il tempo per riposare il braccio. E proprio prima del bis nello spettacolo di Bruxelles, ho sentito uno schianto e un dolore acuto e bruciante, e ho pensato: 'Ecco fatto. Adesso è finita.' Per il bis, ho dovuto appoggiare il gomito sulla pancia e tirare indietro il basso per arrivare fino al fondo del manico. Ora il dolore è diminuito di molto. Riesco in qualche modo a sollevare la spalla e fare cose che non potevo fare appena successo il pasticcio. Per farti capire, non riuscivo proprio a muoverlo. Dal gomito in giù, andava tutto bene. Ma non riuscivo proprio a muovere la spalla. Ed è per questo che ho dovuto perdermi lo spettacolo di Londra. Non riuscivo più fisicamente a suonare il basso.”

Hill, ha confermato di essere riuscito a dare il suo contributo per le linee di basso al prossimo album dei Judas Priest, ma per il tour europeo, la band ha coinvolto Davey Rimmer bassista degli Uriah Heep. Hill ha così commentato:

"C'erano dei dubbi sulla mia prestazione in tour, visti i problemi avuti in passato. Così abbiamo chiesto a Davey di provare. Così lui è venuto a casa di Andy Sneap nel Derbyshire. Ha imparato la scaletta e l’ha provata insieme agli altri della band. Sono rimasto in cucina ad ascoltarlo. E ha fatto un lavoro veramente incredibile. E’ stato velocissimo, solo due giorni di preavviso ed era già pronto per salire sul palco. Wow. E’ stato incredibile.”

Ian ha poi concluso:

"Ero davvero, davvero dispiaciuto di non essere riuscito a partecipare all'ultimo concerto a Londra. Voglio dire, sarebbe stata la mia ultima volta. Ma non è stato possibile. Ora devo farmi visitare da degli specialisti. Ho una visita giusto domani. Il medico mi ha esposto un programma. Non vuole mandarmi a fare un intervento chirurgico, il che è una buona notizia. Se dovessi fare un intervento, ha detto che non ci siano garanzie che funzionerà. Quindi cercherà di evitarlo se possibile.
Quindi non ho avuto altra scelta, e ho dovuto farmene una ragione. Non potevo rischiare di creare problemi agli altri ragazzi partendo in tour, con l’eventualità che il problema si ripresenti. Non sarebbe stato giusto. Nei confronti dei fan, degli altri ragazzi, della genteche ha investito soldi su di noi per portarci in giro, se poi all'improvviso devi cancellare concerti e cose del genere. Non è giusto. Così ho deciso di chiudere adesso, e così ho fatto. Nel corso degli anni ho trascurato la vita familiare. Mi è costato due matrimoni. Così ho deciso d’ora in poi di passare un po' di tempo con la famiglia e gli amici."

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