Judas Priest: K.K. Downing rompe il silenzio sull'addio di Ian Hill ai Judas Priest
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Judas Priest: K.K. Downing rompe il silenzio sull'addio di Ian Hill ai Judas Priest

Durante la sua apparizione del 14 ottobre al programma Trunk Nation With Eddie Trunk su SiriusXM, K.K. Downing è stato chiesto di commentare il recente…

di Valeria Campagnale 17 Ottobre 2026 - 12:10
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Durante la sua apparizione del 14 ottobre al programma Trunk Nation With Eddie Trunk su SiriusXM, K.K. Downing è stato chiesto di commentare il recente annuncio del bassista Ian Hill, che ha comunicato il suo ritiro immediato dalla band.

Downing ha dichiarato:

"Beh, è stato un percorso lunghissimo per tutti noi, e ovviamente quando hai determinati problemi di salute, suppongo tu debba arrenderti quando la realtà chiama. Ma, come dico sempre, Ian ha avuto una carriera lunga, bella e di enorme successo. Certo, per me è una situazione un po' strana, perché è un peccato che Ian non mi abbia riaccolto nella band qualche anno fa [quando Glenn Tipton ha smesso di andare in tour]. A quest'ora sarei ancora lì, anche se lui ora se n'è andato. Ma gli auguro comunque ogni bene e tutto il meglio per il futuro."

Interpellato sul fatto che lui e Hill possano essere considerati i veri fondatori dei Judas Priest, K.K. ha affermato:

"Sì, esattamente. Avevo un trio con mio cugino Brian Badhams, che ora suona con la band di Elkie Brooks. Brian se ne andò perché non avevamo un cantante, così invitai Ian e contemporaneamente cambiai batterista. Eravamo un semplice trio, niente di più. Poi Al Atkins bussò alla porta della nostra sala prove e ci chiese: "Ragazzi, vi serve un cantante?". Così Al si unì alla mia band. Siamo andati al pub e ci siamo detti: "Possiamo chiamarci Judas Priest?". Al aveva già avuto un gruppo con quel nome, arrivato al capolinea dopo un anno. È andata così. Io e Ian siamo stati lì da quel momento in poi, fino al suo recente ritiro e a quello che è successo a me. Ma non ho rimpianti. È stato fantastico. Abbiamo scritto grande musica e non avremmo potuto fare nulla senza i fan, quindi un grande grazie va a loro".

Dopo che il conduttore ha fatto notare come sia incredibile che solo due membri della formazione classica dei Judas Priest, Downing e Rob Halford, siano ancora attivi nei tour K.K. ha aggiunto:

"Sì, sì. Beh, abbiamo un calendario davvero fitto, quindi sarò in giro a suonare. Mi piacerebbe rivedere tutti se vorranno venire a sentirci per riascoltare, ovviamente, alcuni storici riff e brani dei Priest e cantare insieme a noi. Siete tutti i benvenuti".

Sulla responsabilità di custodire l'eredità dei Judas Priest con i KK's Priest dopo il ritiro di Hill, il fondatore K.K. ha affermato:

"Penso che la risposta sia... anche se è una cosa capitata tra capo e collo, credo che la risposta sia sì. Alla fine ho fondato questa band tantissimo tempo fa, ed è diventata il mio sogno, la mia passione e la mia vita. Ho sempre desiderato che andasse avanti, finché fosse stato possibile. È questa la nostra situazione. E ogni volta che salgo su quel palco, come stasera, per me non è cambiato nulla. Ci sono grandi musicisti, di grande impatto e bravura, che suonano questi fantastici pezzi. Per questo posso dire di essere davvero felice".

Chiestogli come stia vivendo a livello fisico l'intenso tour nordamericano che vede i KK's Priest condividere il palco con i W.A.S.P., K.K. Downing ha affermato:

"È normale avere qualche acciacco qua e là, ma considerando quante date abbiamo già fatto in questo tour, ora devo fare la sottrazione, 13 su 42... sono davvero tanti concerti, 29 di fila, giusto? non ho avuto alcun problema. Mi prendo cura di me stesso e mi mantengo in forma, è una cosa di cui vado fiero. Quindi no, sono pronto a partire. Posso garantire a tutti che sarò lì per offrire un grande show, quindi venite a trovarci non appena potete".

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