Live Report: Temic + Kingcrow + Asymmetric Universe @Slaughter, Paderno Dugnano (MI)– 15/10/2026
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Live Report: Temic + Kingcrow + Asymmetric Universe @Slaughter, Paderno Dugnano (MI)– 15/10/2026

Live Report a cura di Vittorio Cafiero || Giovedì 15 ottobre, lo Slaughter Club di Paderno Dugnano ospita la prima data italiana del tour europeo Autumnal…

di Vittorio Cafiero 17 Ottobre 2026 - 10:58
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Live Report a cura di Vittorio Cafiero ||

Giovedì 15 ottobre, lo Slaughter Club di Paderno Dugnano ospita la prima data italiana del tour europeo "Autumnal Offerings" dei Temic, affiancati dai Kingcrow e dagli Asymmetric Universe. Una serata dedicata al progressive metal nelle sue diverse declinazioni, con tre band che affrontano il genere da prospettive differenti: dalla complessità strumentale alla costruzione di brani più strutturati, fino alla combinazione di tecnica, composizione e coinvolgimento emotivo.

Asymmetric Universe

Gli Asymmetric Universe, duo torinese composto dai fratelli Federico Vese alla chitarra a otto corde e Nicolò Vese al basso, si presentano sul palco in formazione a tre, con Gabriele Bullita alla batteria. La loro proposta è un progressive metal strumentale che combina influenze fusion, funky e jazz con passaggi più vicini al djent, anche grazie alle possibilità offerte dalla chitarra a otto corde.
La musica si sviluppa attraverso cambi di tempo continui, strutture articolate e frequenti passaggi strumentali, mettendo in evidenza un livello tecnico decisamente elevato. Chitarra, basso e batteria trovano un buon equilibrio, alternandosi nel ruolo di protagonisti e lasciando spazio a momenti solistici per ciascuno dei tre musicisti. L'assenza della voce permette agli strumenti di occupare interamente la scena e di sviluppare le composizioni senza altri elementi.
È una proposta che si rivolge soprattutto agli appassionati del genere e che non cerca scorciatoie per risultare immediatamente accessibile. Un'apertura interessante, anche in considerazione delle band che saliranno sul palco successivamente.

Kingcrow

I Kingcrow sono una realtà storica del progressive metal italiano. La formazione romana propone uno spettacolo compatto e ben preparato, con un approccio che privilegia la costruzione dei brani rispetto alla ricerca del virtuosismo fine a sé stesso. Cristian Della Polla, tastierista della band, è assente questa sera e le sue parti vengono riprodotte in versione preregistrata.
Il concerto alterna momenti più energici e sostenuti ad altri più atmosferici e rarefatti. Anche quando il ritmo aumenta, la band non cerca necessariamente soluzioni di facile presa sul pubblico, mantenendo un'impostazione sobria e concentrata sulla struttura delle composizioni. In questo senso, l'approccio dei Kingcrow può ricordare quello di gruppi come Threshold e Andromeda.
Diego Marchesi si distingue per una voce calda e rotonda, mentre Manuel Cafolla sostiene i brani con uno stile alla batteria eclettico e ricco di personalità. Il lavoro ritmico ha un ruolo importante nell'economia delle composizioni e contribuisce a dare solidità anche ai passaggi più articolati. Sul palco i musicisti mantengono un atteggiamento tranquillo, senza eccessi, mostrando comunque di trovarsi a proprio agio e di divertirsi. Tra il pubblico non manca una componente di fan della band romana.
Tra i momenti da segnalare c'è "Highest Stakes", un brano inedito che la band presenta per la prima volta e che dovrebbe trovare spazio nella prossima pubblicazione. "Night Drive", invece, evoca con la sua atmosfera l'immagine di un viaggio notturno, con pensieri che si susseguono senza una destinazione precisa.
I Kingcrow accompagneranno i Temic anche nelle successive date del tour, confermando il legame tra due realtà che, pur con caratteristiche differenti, condividono una forte attenzione alla composizione e alla qualità esecutiva.

Setlist:
"Kintsugi"
"Drenched"
"Closer"
"Highest Stakes"
"Parallel Lines"
"Night Drive"
"Glitch"
"The Persistence"
"The Moth"
"Hopium"

Temic

L'attesa per i Temic è ampiamente ripagata. La band si presenta allo Slaughter Club per una performance impressionante, che si colloca tra le migliori esibizioni dell'anno. Cinque musicisti di caratura eccezionale, capaci di confermare dal vivo quanto già emerso nei due album pubblicati.
I Temic sono un supergruppo che riunisce musicisti con esperienze importanti nel panorama progressive internazionale. Alle tastiere troviamo Diego Tejeida, già negli Haken e coinvolto in progetti legati a Devin Townsend e Mike Portnoy, oltre a essere uno dei fondatori della band. Alla chitarra c'è Eric Gillette, conosciuto per il suo lavoro con la Neal Morse Band e per la partecipazione al progetto Shattered Fortress di Mike Portnoy. Alla voce troviamo Fredrik Klemp, cantante dei Maraton e legato anche ai 22, mentre al basso c'è Miguel Pereira, già membro di Withem e Big City. Dietro le pelli, per questo tour, Frank Nordeng Røe sostituisce Simen Sandnes, impegnato con gli Evergrey, con cui suona abitualmente. Anche Røe vanta una solida esperienza nel progressive metal, avendo suonato proprio con Withem e Big City, tra gli altri progetti.
Il livello esecutivo è altissimo, ai vertici del progressive metal e non soltanto. Tecnica, precisione e capacità di trasmettere emozioni si combinano in uno spettacolo che non si riduce mai a una semplice dimostrazione di virtuosismo. Ogni musicista ha un ruolo preciso all'interno degli arrangiamenti, ma trova anche il modo di mettere in mostra le proprie capacità.
Frank Nordeng Røe si integra alla perfezione: più che un sostituto, sembra un membro della band da sempre. La sua è una prestazione di altissimo livello, per controllo e personalità. Diego Tejeida alle tastiere conferma il ruolo centrale che ricopre nel progetto, mentre Eric Gillette offre una prova impressionante. La sua tecnica è impeccabile, il controllo assoluto e la tranquillità con cui affronta anche i passaggi più complessi richiamano, per stile e approccio, quelli di John Petrucci. Un chitarrista di livello assoluto, capace di suonare con una naturalezza che rende ancora più evidenti le sue qualità.
Solido, tecnico ed energico anche Miguel Pereira al basso, particolarmente espressivo sul palco, con una partecipazione fisica che accompagna il suo lavoro strumentale. A colpire è però anche il cantante Fredrik Klemp. Il suo aspetto quasi naif, da bravo ragazzo, contrasta con il trasporto che riesce a trasmettere, tanto nei momenti più luminosi dello show quanto in quelli più drammatici.
La sublimazione delle capacità strumentali e virtuosistiche dei Temic trova il suo apice in "Friendly Fire", l'unico brano interamente strumentale della setlist. È qui che ciascun musicista ha modo di mettersi in evidenza con assoli di livello eccezionale. Klemp lascia momentaneamente il palco, salvo poi rientrare e prendere in mano i sintetizzatori, sostituendo di fatto Tejeida, che nel frattempo abbandona le tastiere, imbraccia lo strumento a tracolla e si lancia in un assolo che lo trasforma, per qualche minuto, in un vero guitar hero alle prese con il proprio strumento. Anche Gillette e Pereira si ritagliano il proprio spazio, con passaggi solistici di grande tecnica e precisione. Una sequenza che mette in luce non soltanto le capacità individuali dei cinque musicisti, ma anche la loro capacità di integrarle in un'esecuzione collettiva di altissimo livello.
La componente emotiva è altrettanto importante. Klemp racconta di essere stato colpito recentemente da un lutto e spiega quanto sia significativo per lui "Ceiba", l'ultimo album, che affronta anche il rapporto tra vita e morte e il tema della perdita. In alcuni momenti la partecipazione emotiva è evidente: il ricordo della nonna, recentemente scomparsa, lo porta quasi alle lacrime, mentre le liriche dei brani assumono un significato profondamente personale. Non è soltanto interpretazione, ma un coinvolgimento autentico che arriva chiaramente anche al pubblico.
A rendere lo spettacolo ancora più coinvolgente è il rapporto con gli spettatori. Klemp scende spesso in mezzo al pubblico per cantare insieme a loro, mostrando, come il resto della band, un atteggiamento estremamente amichevole e spontaneo. Va detto che il pubblico non è particolarmente numeroso, ma questo non condiziona minimamente i Temic, capaci di vivere ogni momento con grande partecipazione. Sorrisi e complicità nei passaggi più leggeri, emozione autentica e persino qualche lacrima nei momenti più intensi: la band vive la performance con un trasporto raro, riuscendo a trasmetterlo anche a chi si trova sotto il palco.
Non mancano alcuni piccoli problemi tecnici, superati senza compromettere lo spettacolo. I Temic dimostrano che non servono necessariamente produzioni elaborate o artifici scenici per lasciare il segno. Quando una tecnica strumentale di questo livello si mette al servizio delle canzoni, il risultato va oltre la semplice dimostrazione di bravura: è la musica stessa a emergere.
La serata si chiude con "Mothallah", in un contesto quasi corale, che sfocia praticamente in un karaoke collettivo. Il testo viene proiettato sullo schermo alle spalle del palco e Klemp invita il pubblico a cantare insieme alla band, scendendo ancora una volta nel pit per coinvolgere direttamente gli spettatori. È il finale di un'eccellente serata di progressive metal declinato in modi diversi, dalle soluzioni strumentali più complesse degli Asymmetric Universe all'approccio più strutturato dei Kingcrow, fino alla combinazione di tecnica, composizione e intensità emotiva proposta dai Temic.

Setlist:
"Asunder"
"Ashes"
"Skeletons"
"Ceased to Be"
"Through the Sands of Time"
"Falling Away"
"Casting Stone"
"Broken"
"Friendly Fire"
"See Myself"
"Once More"
"As Long As We Last"
"Mothallah"

Vittorio Cafiero

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