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Recensione libro: Mille Petrozza (Kreator), Your Heaven, My Hell – How Heavy Metal Saved Me

Mille Petrozza, il Líder Máximo dei Kreator, classe 1967, ha deciso di raccontare la propria storia, insieme con il giornalista musicale Torsten Groß

Recensione libro: Mille Petrozza (Kreator), Your Heaven, My Hell – How Heavy Metal Saved Me
di Stefano Ricetti 30 Ottobre 2026 - 07:29
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Your Heaven, My Hell – How Heavy Metal Saved Me

di Mille Petrozza (Kreator) con Torsten Groß

Pagine: 286

Formato: 16x23

ISBN: 979-12-986151-2-0

Prezzo: 19 Euro

Crash Edizioni

Mille Petrozza, il Líder Máximo dei Kreator, classe 1967, ha deciso di raccontare la propria storia, insieme con il giornalista musicale Torsten Groß. L’italianissima, giovane casa editrice Crash Edizioni, ha pensato di acquisire i diritti per pubblicare in lingua italiana Your Heaven, My Hell: wie heavy metal mich gerettet hat, uscito lo scorso anno sotto l’egida dell’Ullstein di Berlino, bestseller di Der Spiegel. Tradotto da Giulia Neumann il libro, intitolato Your Heaven, My Hell – How Heavy Metal Saved Me, consta di 286 pagine di cui otto occupate da foto in bianco e nero. Ottima la scelta di mantenere i titoli dei vari capitoli in lingua tedesca, così da conservare la solennità e lo stretto legame con l’opera originaria: Die Klasse von 1984, Versuchungen und Sonstige Optionen, solo per citarne due, di capitoli.

Mille Petrozza cresce ad Essen, all’interno del quartiere ad alta presenza operaia Altenessen, figlio di un immigrato calabrese e di una rifugiata della DDR. Il padre, dalla fortissima caratterizzazione italiana patriarcale, lavora duramente in miniera, senza mai lamentarsi, conscio del fatto che la Ruhr dà da mangiare alla sua famiglia e come tale va rispettata e onorata. La madre è la tipica donna dell’Est di allora, inquadratissima e fiera. In casa Petrozza la musica non manca mai, nonostante le difficoltà. Mille vive sulla propria pelle l’integrazione fra culture differenti, dal momento che la notevole richiesta di manodopera in Germania ha attratto gente da molte parti del mondo. Da una parte vi sono i grandi lavoratori, come suo padre, mentre dall’altra crescono fenomenologie legate all’emarginazione che portano alla violenza di strada e all’abuso di sostanze stupefacenti e di alcool. Mille sin da ragazzino ha però le idee molto chiare: non soccomberà al futuro per lui già scritto fra i cumuli di carbone della Ruhr! Mentre le miniere iniziano a chiudere, generando fermenti a livello sociale ed etnico, la luce è rappresentata sia dalla Disco Dance figlia della Febbre del Sabato Sera di John Travolta che da una band multicolore e fragorosa, che pare uscita un fumetto di supereroi, da lui particolarmente amati: i Kiss! Da lì, per Petrozza, nonostante l’errato acquisto del terrificante disco solista di Peter Criss – che lo porterà ad affermare: chi spende poco, finisce per pagare due volte! - inizierà un amore sviscerato per quelle sonorità forti e dure – per allora, ovviamente! – che lo indurrà, insieme con altri figli di operai, a dar vita ai Kreator, una fra le band di Thrash Metal più importanti, stimate e longeve a livello internazionale.

Scritto in maniera semplice, Your Heaven, My Hell – How Heavy Metal Saved Me, scorre che è un piacere durante la lettura, raccontando le vicende di Petrozza e del suo giro, che lo ha portato a consumare droghe, eroina esclusa, sino a dopo l’uscita di Renewal, benché le ultime pagine forniscano brevemente una visione d’insieme così da portare la narrazione sino ai giorni nostri.

Tanti anche gli aneddoti sciorinati: si scopre perché Tom Angelripper dei Sodom non amava farsi fotografare, i primi tempi, poi l'idiosincrasia di Petrozza, invasato dei Venom, per i Motörhead, quando i Kreator, che si chiamavano in altro modo, stavano pian piano emergendo. Successivamente rivide le proprie posizioni. Mille racconta poi delle offerte per entrare nei Sodom e nei Celtic Frost, del suo disprezzo per i Poison – gli americani, non di certo gli omonimi di Ulm! – e la mancanza di empatia (eufemismo) nei confronti di Chris Boltendahl e dei Grave Digger per l’assenza di rispetto da questi ultimi mostrata nei confronti dei Kreator al festival di Augusta del 1985. Poi la nostalgia per le lugubri - ma frequentate da ragazze bellissime - feste organizzate a Zurigo da Martin Eric Ain dei Celtic Frost e per finire, il dispiacere di appurare che Varg “Burzum” Vikernes, quando assassinò Euronymous dei Mayhem, indossava la t-shirt dei Kreator di Pleasure to Kill.

La forza di Your Heaven, My Hell – How Heavy Metal Saved Me risiede nel fatto che non per forza debba piacere ai soli seguaci dell’heavy metal: trattasi infatti di libro adatto tutti quanti possono essere interessati alla storia di un ragazzo nato ad Essen, figlio di un minatore immigrato italiano nel cuore della Germania – anche se Mille l’italiano non lo parla! – che è riuscito a realizzare il sogno della sua vita, di nome Kreator.

Una volta pubblicata, la musica si stacca da chi l’ha creata e inizia a vivere di vita propria  

Mille Petrozza, Kreator, pagina 165

Stefano “Steven Rich” Ricetti 

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