Let my spirit unfold as my temple dissolves
My blood runs cold like winters of old
"Axis Mundi" è il sesto album dei violincore svedesi Imminence. Partiti nel 2009 con una gran voglia di metal, Eddie Berg (voce, violino) e Harald Barrett (chitarra, voce), hanno costruito via via un progetto musicale sempre più importante e riconoscibile. Tanta gavetta, tanto lavoro, tanti sacrifici per arrivare allo stato dell'arte in materiale di melodic metalcore (giusto per inglobare il ridetto violincore).
Un risultato ottenuto grazie a un sound unico fra centinaia di migliaia, riconoscibile con estrema facilità anche solo dopo pochi secondi di ascolto. La contrapposizione fra la durezza del metalcore e i dolcissimi inserimenti del violino si può affermare essere unica sulla faccia della Terra. Certo, proprio il melodic metalcore rappresenta un ossimoro perfetto fra rudezza e morbidezza. Purtuttavia il combo nordeuropeo lo sviluppa con un approccio tale da timbrare a fuoco "Axis Mundi" come, in assoluto, il migliore esempio di antitesi fra riff possenti e chorus da commozione.
E sì, perché, semplicemente, gli Imminence si possono tranquillamente definire come i più bravi interpreti di melodic metalcore in ambito in internazionale. Un'affermazione pesante, certo, di cui lo scrivente si assume l'intera responsabilità. Ma a certificarlo, oltre all'unicità dello stile, sono le incredibili, meravigliose, travolgenti canzoni dell'LP. Ovviamente è inutile proporre uno sterile quanto vano track-by-track per il semplice motivo che il livello tecnico/artistico è talmente elevato che tutte le tracce, ma proprio tutte, rappresentano singoli capolavori innestate in "Axis Mundi", capolavoro principe.
A proposito, "Axis Mundi" è un'espressione latina che significa Asse del Mondo. Simbolo che collega differenti livelli dell'esistenza rappresentando altresì un centro attorno al quale si organizza il Cosmo. Pertanto, parafrasando, il platter delinea una narrazione che esplora contrasti e conflitti. Luce e oscurità, violenza e bellezza, disperazione e speranza. Contrapposizioni più su accennate ma che qui trovano il loro valore più profondo.
Da una parte, quindi, si scatena la potenza devastante dei breakdown originatisi dalle scintille di metal estremo che eruttano dalla chitarre di Barrett e Alex Arnoldsson; breakdown sostenuti da un sound possente, monumentale che, per via, anche, della possanza della sezione ritmica e in particolare del basso di Christian Höijer, in certi momenti diviene davvero cattivo. D'altro canto, la genialità di Berg lo porta a interpretare soavi ritornelli che hanno dell'incredibile. Ritornelli che inducono il fortunato ascoltatore a socchiudere gli per sognare di essere trasportati in un Universo parallelo, in cui gli astri raccolgono la musica degli dei.
Oltre ai succitati ritornelli, il violino dona al tutto un'aurea di costante malinconia ("Crestfallen"). Forse più nostalgia. Che rimanda a ciò che è stato e che non tornerà più. Non potevano mancare nemmeno arrangiamenti orchestrali e le atmosfere cinematografiche; elementi di partenza per i videoclip delle song, cui contribuisce attivamente, alla creazione, lo stesso Berg. Insomma, semplificando al massimo, non esiste nessuno, nel genere di cui trattasi, in grado di scivolare così naturalmente nel contrasto tra delicatezza e violenza sonora.
Si è già accennato alle canzoni, si ripete autentici capolavori nel capolavoro. Una per tutte "Power Divine", mirabile allucinazione in cui il chorus entra così tanto nell'anima da indurre il pianto, magari solo accennato da una lacrima che scivola sulla guancia. Lacrima che fa capolino solo nelle più grandi composizioni della Storia della musica. Ecco sì, l'infinita bravura degli Imminence li porta a travalicare ogni legame con le definizioni del metal per assurgere a entità musicale a sé stante. Oltre ogni recinto eretto dall'Uomo per tentare d'intrappolare l'invisibile.
Non si finirà mai di sottolinearlo affinché la l'Opera possa raggiungere al massimo gli amanti della Musica con la M maiuscola: "Axis Mundi" è un capolavoro. E gli Imminence. Semplice, la migliore compagine melodic metalcore di tutti tempi.
Imperdibile, assolutamente.
Daniele "dani66" D'Adamo