Copertina di Empathy dei Memories Lab
Recensione Demo · 2006

Memories Lab Empathy

di Riccardo Angelini 28 Marzo 2007 - 00:00
Tipologia
Demo
Anno
2006
Nazione
Italia

Qualcuno, leggendo la biografia dei Memories Lab, potrebbe temere il peggio. La band nasce nel 2001 come cover band dei Dream Theater (ahi), va incontro a molteplici cambi di line-up (ahi) che rendono il lavoro discontinuo (ahi), ma continua a lavorare su un concept (ahi) album di cui fanno parte i brani contenuti in questo demo. Già sembrerebbe delinearsi all'orizzonte la sagoma della solita clone-band dei Dream Theater che tenta di farsi notare grazie al solito concept album, che di fatto è il solito espediente (ab)usato per mascherare i soliti limiti di contenuti. Ebbene, le cose non stanno così.


Senza bisogno di ricorerre a ostentati citazionismi per dimostrare la propria abilità agli strumenti, il combo di Messina dimostra di che pasta è fatto fin dalle prime note della malinconica “Epilogue: A New Beginning”. Il brano, interamente strumentale, introduce alle atmosfere crepuscolari e caliginose del demo. I pezzi giocano volentieri sul contrasto tra melodia e oscurità, affidando la prima prevalentemente al piano e alle tastiere, e la seconda alle chitarre, potenze motrici di riff grevi e pesanti, al confine tra thrash e power americano vecchia scuola. Le sei corde dimostrano peraltro una spiccata versatilità, entrando spesso in azione combinata con gli intricati pattern del basso, altro grande protagonista, con arpeggi o assoli molto evocativi. É la formula che rende vincenti brani dal mood sabbathiano come “Just Exuses” e “Hydra”. Sottotono invece l'elaborata “Final Day”, probabilmente il brano più complesso dal punto di vista ritmico ma anche quello meno ispirato. A tratti le linee vocali sembrano allinearsi a quelle del Tate dei Queensryche degli anni d'oro – poste tutte le differenze del caso – con esiti altalenanti. Complessivamente buona comunque la prova del singer, sebbene incostante: il talento c'è e si sente, ma l'impressione è che lo sforzo sia concentrato nei passaggi più impegnativi, gestiti con buona disinvoltura, mentre nel sezioni apparentemente più agevoli l'attenzione per i dettagli tende a calare. In crescita la tenebrosa “Tears and Blood”, che colpisce positivamente per la potenza del riffing e per il lavoro certosino dell'accoppiata basso/batteria.


I fantasmi dei cliché che sembravano manifestarsi in primo momento sono dunque esorcizzati da una prestazione pienamente convincente. Considerate le premesse, “Empathy” riesce a stupire soprattutto per la personalità che emerge dai brani. Certo, ci sono ancora diversi punti su cui lavorare: cesellare ogni imperfezione sarà requisito necessario ma non sufficiente in vista di un prossimo debutto. Più di ogni altra cosa, per non finire dispersi nel marasma di prog band moderne, i Memories Lab dovranno dimostrarsi in grado di realizzare con continuità brani di livello, senza ripetersi né perdere la via. L'inizio promette bene, a loro la prossima mossa.


Riccardo Angelini


Tracklist:
1. Epilogue: A New Beginning (3:52)
2. Hydra (3:34)
3. Just Excuses (5:00)
4. Final Day (7:35)
5. Tears and Blood (4:22)

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