Copertina di Homesick dei Shores Of Null
Recensione Gothic · Album · 2026

Shores Of Null Homesick

di Daniele D'Adamo 16 Ottobre 2026 - 12:00
Tipologia
Album
Etichetta
Dusktone
Genere
Gothic
Anno
2026
Nazione
Italia

È l'ora del quinto full-length in carriera, per gli Shores Of Null. "Homesick", questo il suo titolo, rappresenta, per loro, un lavoro di melancholic dark metal. Una definizione complessa, che involve trasversalmente più generi fra i quali il più importante è il doom. Tuttavia, per semplificare un po' le cose, allo scrivente non pare assolutamente assurdo parlare di gothic. Metal.

Sì, metal. Perché, nonostante la band italiana sia stata accumunata addirittura al post, metal, di metal vero e proprio si tratta. Metal a volte leggero, a volte pesante, a volte dolce, a volte aggressivo. Per un sound che richiama certamente il doom, ma anche il death melodico (sic!) per via di alcuni riusciti segmenti in cui le linee vocali del bravissimo Davide Straccione si sovrappongono a profonde zampate di growling. Bravissimo poiché si tratta di un cantante che non si limita a svolgere il suo compitino ma che, al contrario, mette anima e cuore in tutto ciò che interpreta. Ottima intonazione, buona capacità di modulazione e grande phatos nei ritornelli, insomma.

"Homesick" ha un suono totalmente professionale, che lo porterà a lottare con i migliori act internazionali che bazzicano lo stesso spazio metallico che, si ripete, è quello del gothic metal. Si tratta di un album apparentemente anonimo, ai primi ascolti. Il che potrebbe essere un problema. Tuttavia, passando qualche ora in sua compagna, esso penetra dentro sino ai più reconditi anfratti della personalità dell'ascoltatore. Tirando fuori, questo bisogna ammetterlo, tanta melanconia (cfr.: melancholic). Non solo. Anche tristezza e malinconia. Nostalgia, pure.

Emozioni che declinano nel famigerato male di vivere. Quella sottile aura che accompagna la persona nel suo percorso dalla nascita alla morte, indipendente da ciò che sia materiale (p.es.: ricchezza) o anche intellettuale (p.es.: titolo di studio). Aura che avvolge completamente l'LP, diventandone il leit motiv. Ed è per questo, ma non solo, come si è visto, che il gothic metal, noto anche per affrontare questo tipo di singulti, è il lievito fecondante delle canzoni dell'LP stesso.

A tal proposito, a ogni ascolto, i brani si espandono sempre di più nella mente, occupandola completamente con la loro intrinseca bellezza. Certo, all'inizio essi faticano a evolversi nei gangli del cervello ma alla fine, ed è questo che conta, si rivelano splendide gemme incastonate in un suono denso ma pulito, in cui è facile comprendere sia ogni singola nota, sia ogni singola parola.

Ovviamente è presente una buona dose di melodia che, però, non è mai sdolcinata o catchy. Essa permea il disco in maniera quasi sommessa, emergendo di più in occasioni di alcuni - nemmeno tanti - episodi, come per esempio la stupenda, a partire dall'incipit disegnato dal pianoforte e dal violino, "Dreaming of a Scar". Che, proseguendo nel suo cammino, incontra tanto growl ma soprattutto la voce pulita di Straccione, impeccabile nel salire nella scala delle note più alte. Giusto per sottolineare che di metal si tratta, i Nostri s'incattiviscono in "Another Breath", in cui si prendono sonori schiaffoni al ritmo di furibondi blast beat.

Più o meno dappertutto i chitarristi utilizzano la tecnica del tremolo picking, il che ha portato a citare anche il black metal, come influenza portante del platter. Citazione erronea, sempre a parere di chi scrive, poiché questo approccio delle sei/sette corde è teso ad attivare la parte più depressa dell'umore umano. Riuscendoci, assieme agli altri elementi più su citati.

Gli Shores Of Null, con "Homesick", hanno raggiunto un livello tecnico/artistico molto elevato. La qualità della composizione è ottima così come la stesura dei testi. Il risultato finale è quello di essere riusciti a realizzare un'opera dal carattere assai forte, che si potrebbe dire unica nel suo genere. Una pietra miliare, nel loro cammino discografico, che segna indelebilmente il raggiungimento della piena maturità musicale.

Daniele "dani66" D'Adamo

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