Copertina di Honorbound dei Whispered
Recensione Death · Album · 2026

Whispered Honorbound

di Daniele D'Adamo 9 Ottobre 2026 - 12:00
Band
Whispered
Tipologia
Album
Etichetta
Ranka Kustannus
Genere
Death
Anno
2026
Nazione
Finlandia

Incredibile ma vero, o quasi: in Finlandia c'è una band nata e cresciuta con la passione per il Giappone, tant'è che lo shamisen, strumento a tre corde senza tasti, si ode leggiadro in tutte le canzoni dell'album. Il quale, "Honorbound", rappresenta la quarta uscita discografica maggiore dei Whispered.

Il tocco orientale fornito dal citato shamisen, suonato da Mikko Mattila, anche chitarra e voce, non sposta in ogni caso di un millimetro quello che sono i dettami fondamentali del melodic death metal o, meglio, per i corposi contenuti eroici, dell'epic melodic death metal. Perché questo è "Honorbound" che, con i suoi sessantatré minuti di durata, esprime con taglio da leggenda temi nipponici. Ma che, grazie anche a incredibili orchestrazioni le quali, volenti o nolenti, rimandano la mente ai meravigliosi paesaggi innevati delle alture scandinave.

Ne è prova l'incipit dell'opener-track "Ikikaere", furibondo attacco alla giugulare mediante una mortale bordata di blast-beats di Filip Gäddnäs. Tuttavia, successivamente a queste mazzate, si trova un equilibrio con le modalità meno estreme di un sound assolutamente perfetto; perennemente aiutato nel suo sviluppo da onnipresenti orchestrazioni che permeano, avvolgono l'opera come un candido sudario ("Where the Spirits Thrive").

Da rilevare, in primis, l'eccellente lavoro svolto dalle chitarre di Jouni Valjakka e Mattila. Assolute protagoniste quando devono erigere il massiccio muro di suono, che, anch'esso, è parte incisiva del suono prodotto dal gruppo nordeuropeo. La matrice dei riffing è chiaramente di derivazione thrashy, nel senso che la fase ritmica è retta da perfetti accordi distorti e poi compressi dalla tecnica del palm-muting. I due axe-man, e non poteva essere altrimenti, si destreggiano con la massima disinvoltura fra assoli, orpelli, linee melodiose che arricchiscono un sound pieno zeppo di musica.

Valjakka, con un growling misto a harsh vocals, coadiuvato da Mattila per la qualche sortita con voce pulita, si mostra molto aggressivo, penetrante, cattivo.  Ideale condottiero, quindi, per narrare le favolose storie dedicate al Paese del Sol Levante. Storie sostenute da uno stile possente, enorme per dimensioni tridimensionali; ideale contenitore per racchiudere un prodotto eseguito con la massima professionalità, privo di cali di tensione nelle song e fra le song, melodico senza essere stucchevole ("A Warrior's Dream", "Gods of Rain"), impregnato sino all'osso dalle maestose orchestrazioni di cui s'è già detto ("Heavensbane").

Lasciando andare la musica e chiudendo gli occhi è facile immaginare storie di valorosi guerrieri che combattono le loro battaglie sino a morire in nome dell'Imperatore, battaglie che si svolgono in grandi pianure e rocciosi altopiani. Un risultato di tutto rispetto, questo, poiché dimostra la più che buona capacità compositiva del Nostri, in grado di esprimere le proprie idee con disarmante facilità nonché con rara immediatezza. Sì da trasfondere al disco le emozioni e i sentimenti che albergano nel cuore dei musicisti.

Non manca lo spazio alla riflessione e alla preghiera in "Gods of Rain", grande brano dal profondi sussulti dell'anima, in cui alberga, e anche qui non poteva mancare, un tocco di tristezza che non può che arricchire l'anima stessa e il cuore. Ma è soprattutto con l'incredibile suite finale, title-track dell'LP, che i Whispered riescono a concretizzare le tante idee che frullano nella mente di Mattila. Qui l'orchestra declina verso timbri dal sapore molto forte di Jipangu, i quali si stratificano con le classiche orchestrazioni più su descritte per un effetto sostanzialmente unico nel campo del metal estremo. Gäddnäs, assieme al preciso e quadrato ritmo imposto dalle chitarre, accelera spesso e volentieri, rallentando quando si fa preponderante la componente armonica.

"Honorbound" è un lavoro imponente, monumentale, che necessita di molti passaggi per essere apprezzato in toto e per recuperare tutte le caratteristiche di cui è zeppo e che, nondimeno, non deve scappare dalla collezione discografica degli appassionati. I Whispered sono una grande compagine, molto affiatata, capace di sciorinare oltre un'ora di musica senza che essa non sia mai noiosa. Il che è sinonimo di preparazione tecnica dall'altissima competenza e di una non comune capacità compositiva.

Daniele "dani66" D'Adamo

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