Copertina di In The Wide Vale Of Uncreated Night dei Lugubrious Garment
Recensione Death · Album · 2026

Lugubrious Garment In The Wide Vale Of Uncreated Night

di Gianluca Fontanesi 18 Ottobre 2026 - 15:04
Tipologia
Album
Etichetta
20 Buck Spin
Genere
Death
Anno
2026
Nazione
Italia

Lugubrious Garment, ovvero la rivincita degli ecosistemi palustri. Dietro l'abito lugubre si cela un progetto italianissimo ad opera di Gabriele Gramaglia, un nome che, per gli amanti di musica estrema, dovrebbe essere tutt'altro che sconosciuto. Hadit, Vertebra Atlantis e The Clearing Path sono solo alcune band in cui ha militato, sempre con ottimi risultati; In The Wide Vale Of Uncreated Night consegna alle stampe, dopo una demo targata 2025, il debutto di un nome che farà parecchio parlare di sé.

Qualche burlone potrebbe leggere Lugubrious Garmin e pensare a un satellitare impazzito, ma alla pressione del tasto play si viene catapultati in un mondo di melma, zanzare, putridume e le ostilità diventano serissime. Il genere del progetto ricopre un ampio raggio di deviazioni death metal e lo fa con onestà, coerenza e un dosaggio praticamente perfetto degli ingredienti.

Parliamo a tutti gli effetti di una one man band, tranne che per le parti di batteria, ad opera di Claudio Invidia.

L'opera è composta da un totale di sette brani per 40 minuti di musica, è ben prodotta ed è stato dato il giusto valore a tutti gli strumenti, basso incluso. Il timbro di voce scelto è completamente in growl e risulta perfetto per la proposta; qualche variazione sul tema sarebbe stata un rischio troppo grosso e con ogni probabilità si sarebbe rotto qualcosa. Scelta saggia, quindi, assieme a diverse soluzioni che non sono mai banali. Certo, non è un prodotto per tutti e il livello tecnico in gioco è molto alto; ogni tanto però spuntano dal nulla vette di ignoranza incredibili dove si esplora il brutal da unicorni e altre amenità gonfiabili assieme ai groove più assassini.

Durante l'ascolto non c'è un momento di respiro, i pezzi sono tutti tiratissimi ed esagerati; c'è spazio per un po' d'aria solo nel finale, dove
Eden Fades Like Blurred Nightmares sfoggia una parte melodica che sembra uscita dai migliori Strömblad - Gelotte. Una nota negativa del disco è proprio la conclusione: abbastanza buttata lì e piuttosto indegna rispetto alla grande cura proposta in tutto il resto della tracklist. Onestamente ci si può passare sopra e possiamo comunque considerare In The Wide Vale Of Uncreated Night come una delle migliori uscite death del 2026, seconda solo a Pharmacist e Nedgravd.

Se siete amanti del death metal ben suonato, ad alto livello tecnico ma allo stesso tempo brutale alla massima potenza, avete trovato pane per i vostri denti. Tutti gli altri un giretto da queste parti dovrebbero comunque farlo, la qualità merita sempre un'opportunità. Ottimo lavoro, Gabriele!

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