Copertina di Regina del Veleno dei Irpinia Nera
Recensione Doom · Underground · 2026

Irpinia Nera Regina del Veleno

di Valeria Campagnale 31 Ottobre 2026 - 09:00
Tipologia
Underground
Genere
Doom
Anno
2026
Nazione
Italia

Nel metal estremo, il richiamo al folklore e alle radici territoriali scivola spesso in un mero espediente estetico. "Regina del veleno" segue il percorso opposto: è un’opera di ricerca culturale la cui impalcatura antropologica attinge direttamente a "La terra del rimorso" di Ernesto De Martino. L'intreccio sonoro non lascia spazio a scorciatoie decorative poichè ogni scelta compositiva risponde alle dinamiche del rito, dell'emarginazione e della catarsi salentina.

Sul piano musicale, l'album vive di un equilibrio rischioso ma solido. Per tradurre l'ansia e la disperazione legate al "morso", Lord Yshua impiega le strutture più soffocanti del doom e la violenza del black metal, lasciando che la frenesia della possessione emerga nei passaggi più serrati. A questo nucleo scuro si affiancano innesti mediterranei guidati da bouzouki, mandolino, tastiere, tamburelli e tamburo sciamanico. Nella title track, ad esempio, le progressioni del doom psichedelico scivolano senza strappi nella cadenza ossessiva di una tarantella liberatoria.

I brani rielaborano il testo demartiniano per episodi: "Matilde da Cutrofiano" e "Possessa" danno forma sonora alla trance e al dolore delle tarantate, mentre "Allu Mari" intreccia frammenti di canti popolari alla vicenda del frate che cercava nel mare la purificazione negatagli dall'istituzione ecclesiastica. L'intervento vocale di Alessandra Itria Clio nel brano "Rimorso" definisce un ulteriore snodo espressivo all'interno del disco.

Lontano dalla nostalgia o dalla celebrazione di maniera, "Regina del veleno" legge il fenomeno del tarantismo come risposta a una società soffocante e normativa. Unendo la pesantezza del doom, la spinta del black metal e l'istanza di protesta del folk, l'album offre un'indagine lucida e attuale che restituisce al metal estremo il suo valore di ricerca concettuale.

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