Copertina di Stage Flight: Live at the UC Theatre dei Blind Illusion
Recensione Thrash · Autoprodotto · 2026

Blind Illusion Stage Flight: Live at the UC Theatre

di Andrea Bacigalupo 10 Ottobre 2026 - 15:49
Tipologia
Autoprodotto
Etichetta
Autoprodotto
Genere
Thrash
Anno
2026
Nazione
Stati Uniti

Intanto che stanno lavorando al loro prossimo full-length (di cui si può tranquillamente “spoilerare” il titolo, "Crushing The Universe", tanto lo dice anche Wikipedia), la cui uscita è prevista per il 2027, i Blind Illusion attirano la nostra attenzione mettendo in circolazione un loro album live. Non si tratta della registrazione di un concerto qualunque, ma della loro partecipazione all’evento del 25 aprile 2025 all’UC Theatre di Berkeley, in California, quando la band fece da supporto a Death Angel ed Exodus per celebrare i 40 anni di "Bonded by Blood", tra l’altro in concomitanza con quello che sarebbe stato il 65° compleanno di Paul Baloff.

Con un tempo a disposizione limitato, i Blind Illusion hanno deciso di portare sul palco alcuni pezzi appartenenti al loro primo periodo storico, quello dei primi passi esplorativi. Per dare ancora più valore all’evento, sul palco è salito a cantarli il loro vocalist originale, Mr. David White che, insieme a Mark Biedermann, aveva fondato i Blind Illusion nel 1978, partecipando ai primi 4 demo prima di lasciare la band nel 1986 (passando poi agli Heathen) durante la transizione verso il debutto discografico: quel lavoro “semplice, semplice” dal titolo “The Sane Asylum” uscito nel 1988.

La scaletta del concerto comprende, nell’ordine, tutti i pezzi contenuti nel demo "Trilogy of Terror" del 1985 ("Destroyer", "Banshee" e "Glass Guillotine") e nel "Second 1983 Demo" dell’anno prima ("Blind Sun" e "Arc the Iron"), oltre a due brani della tracklist di "The Sane Asylum" ("Kamakazi" e "Smash the Crystal"). Questi ultimi erano già presenti, il primo nei nastri di "Demo 1980" e "Slow Death" del 1986, il secondo in "Blood Shower", altro demo dello stesso anno, in una veste più primitiva.

L’intento è chiaro: questo live è una dichiarazione con la quale i Blind Illusion sanciscono di essere tra le band capostipiti della prima ondata Thrash Metal, circolando per la Bay Area fin dal 1978... poco prima degli Exodus, prima dei Metallica, anche se la loro carriera li ha portati ad incidere ufficialmente parecchio tempo dopo. A riprova, inseriscono in fondo alla scaletta un brano registrato durante un concerto del 1983: "Rockers Unite", scritto nel 1979 ma pubblicato formalmente solo nel 2019 all'interno del 7" "The Likewise Sessions".

Nel suo primo periodo la band è ancora lontana dai labirinti Prog/Technical di "The Sane Asylum", dai suoi tempi dispari, dai cambi di ritmo schizofrenici, dalle strutture astratte e dalle linee di basso fuori misura. Il sound dei Blind Illusion ante-debutto discografico è un diretto discendente dall’Heavy Metal che oggi definiamo “classico” e pure del grande Hard Rock anni ’70, che emerge particolarmente nella lunga sezione solista di “Rockers Unite”, dove chitarre, tastiere, basso e batteria giocano e litigano in un turbinio continuo che fa molto Deep Purple.

Il legame a doppio filo con la NWOBHM è evidente in “Blind Sun" e "Arc the Iron", mentre la matrice Speed/Thrash è particolarmente ficcante in "Destroyer" e "Banshee": brani d'impatto e senza fronzoli, che non la mandano a dire. Bisogna però sottolineare che le strutture soniche di “Glass Guillotine” mostrano già una certa inclinazione a complicarsi la vita, attitudine che verrà poi estremizzata nel più volte citato “The Sane Asylum”.

Il primo album di Progressive Thrash sdoganato dalla Bay Area, qui, come sopra detto, è rappresentato da "Kamakazi" e "Smash the Crystal", versioni molto interessanti soprattutto per il confronto che si può fare tra le voci: quella più legata all’inferno di Mark Biedermann (che canta sull’album) e quella di David White, che sembra che dall’Ade voglia venir fuori.

La registrazione del live, mantenuta grezza e sporca, rimanda indietro nel tempo, quando il “tape-trading” metteva in giro dei bootleg più pirati di Sandokan ma in grado di entrarti nella pancia e farti uscire il figlio di Alien. A dispetto di un risultato sonoro che non è proprio il massimo, le emozioni salgono forti ed i Blind Illusion riescono nel loro intento. Non ci resta che aspettare il promesso "Crushing The Universe", che sarà il quarto album in studio della band, per vedere se manterrà le coordinate stilistiche che l’hanno resa unica oppure se questo live è servito per anticipare un ritorno alle origini. Attendiamo con curiosità.

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