Se esiste una "new sensation" di cui molti in questo momento stanno parlando nella sfera della musica alternativa questi sono senz'altro i londinesi Unpeople che da poco hanno rilasciato il loro album d'esordio We Are Unpeople a seguito della loro formazione nel 2023 e del loro primo ed unico EP nel 2024. Nonostante questa band sia assolutamente recente i musicisti coinvolti hanno esperienza da vendere avendo tutti suonato in molteplici progetti sin da una giovanissima età, riuscendo tra l'altro nella soddisfazione di essersi già accaparrati con la loro nuovissima band un award come "best breakthough live artist"agli Heavy Music Awards del 2026 oltre ad essere stati nominati da Kerrang! come una delle migliori nuove band alternative del pianeta.
Una carriera già in rapidissima ascesa insomma e una band che anche in Italia viene passata regolarmente in radio da un'emittente di spicco come Radiofreccia, per quattro musicisti questi degli Unpeople che ci regalano una proposta fresca, gioiosa, ma soprattutto personale. Basti pensare al lavoro vocale che fanno tutti e quattro i componenti della band che armonizzano magnificamente tra di loro offrendo approcci sempre diversi; dalle parti più sanguigne che arrivano addirittura allo scream da parte di Jake Crawford ai momenti più delicati e ariosi regalati dalle corde vocali della bassista Em Lodge. Nella loro musica c'è la schizofrenia di band come i System Of A Down assieme alla leggerezza e l'attitudine spensierata dei Blink-182 (immaginatevi la controparte britannica della band di Mark Hoppus & co...), il tutto associato ad una puntatina di emo & Power Pop ed uno sguardo al rock alternativo degli anni novanta con band come i Blur o i Weezer.
Ma l'ingrediente principale della loro proposta è sicuramente il metal alternativo ed è encomiabile come questa band riesca a passare da momenti assolutamente leggeri e ariosi come sull'inizio di Clouds ad altri assolutamente frenetici e pesantissimi come la fine dello stesso pezzo già menzionato che addirittura sfocia in un blast-beat con tanto di scream. La band ha definito la stessa Clouds come una scelta ovvia come singolo di lancio del disco non solo per la qualità della canzone ma anche per come rappresenta i tanti elementi dello stile iper-colorato e multisfacciettato degli Unpeople... ed in effetti come dargli torto! un brano che abbiamo avuto in loop per settimane per un disco che ha presentato al pubblico ben sei singoli prima della sua release inclusi due brani che già facevano parte del loro EP del 2024.
Per quanto riguarda il nome della band, il termine "Unpeople" veniva usato in maniera dispregiativa verso delle persone politicamente irrilevanti le cui opinioni all'occhio di chi le etichettava erano viste come "superflue". Il quartetto si è appropriato di questo termine e lo ha reso un motto quasi come fosse la rivincita degli underdog- ed in effetti il moniker "Underdog" ci sta alla grande considerando il fatto che i ragazzi hanno formato questa suddetta band con zero aspettative dal pubblico e dopo un vita di "fallimenti" che però li ha portati fino a questo punto.
Dopo Clouds, Friends è assolutamente irresistibile nei suoi riff abrasivi e dal sapore fortemente Alternative Metal. Ma sono le armonie vocali che rendono grandiose queste canzoni con dei ritornelli che suonano quasi come degli inni da stadio e delle parti in scream che ti sotterrano. Eppure l'elemento catchy è sempre dietro l'angolo, tanto che questo gruppo benché possa arrivare ad essere piuttosto pesante potrebbe rappresentare una ottima "gateway band" per chi non è molto avvezzo a questo genere di musica.
The Garden parte con dei cinguettii di uccelli, rappresentando proprio la dimensione pacifica di un parco per un brano arioso ma allo stesso tempo d'impatto e con quel twist finale assolutamente inaspettato - "I wanna go to the garden by myself, don't wanna go to the garden with anyone eelse"- una frase ripetuta in maniera ipnotica mentre la musica intorno si quieta improvvisamente. Suona tutto così dannatamente psichedelico e folle in questa sezione e questo nel contesto di un brano alternative rock costruito alla perfezione.
La verve e l'humor tipicamente britannico sfocia nella successiva Swallow mentre Bottle It passa dalla voce melodica allo scream con una facilità disarmante mentre il ritornello potrebbe essere stato scritto da una band emo/pop-punk per un pezzo che possiede l'imprevidibilità dei System Of A Down assieme alla componente catchy di una band come gli All Time Low. E quello di Bottle It è un altro di quei ritornelli che abbiamo cantato a squarciagola sotto la doccia per giorni!
Blueprints è un autentico gioiellino di armonizzazioni vocali, di delicatezza ed introspezione con un'irresistibile venatura pop e stavolta anche una leggera dose di malinconia.... e ancora una volta quel ritornello che non vuole assolutamente lasciare il nostro cervello, senza contare il bellissimo assolo di chitarra elettrica.
Haunted è "creepy" ma allo stesso tempo irriverente e scherzosa, un pochino come il lato comico di un film horror che non vuole prendersi troppo sul serio. Eppure questo non è un film di serie B ma al contrario un altro pezzo che trasuda divertimento e spensieratezza con un break dal sapore molto drammatico che ci ha spiazzato.
Waste e Smother le abbiamo già sentite nel loro EP del 2024 e se la prima è quasi una marcia militare mischiata con quelle irresistibili venature emo/pop, Smother mostra i muscoli con un riff carico e cadenzato e degli scream armonizzati dalla voce femminile che funzionano alla grande. Ma l'album ci lascia con uno dei momenti migliori del platter; As You Were è grandiosa ed esplosiva, con un ritornello che sembra essere stato scritto appositamente per essere una hit dal vivo e che nuovamente ci regala quella schizofrenia e quell'imprevedibilità che rende questo disco così entusiasmante ed eclettico senza dimenticarsi dell'elemento catchy e una grande attenzione alle armonie vocali.
In conclusione We Are Unpeople è un debutto di impressionante qualità per una band che è già diventata uno dei gruppi più caldi della scena alternativa britannica e non solo. Il gusto delle melodie, le armonie vocali, l'imprevedibilità, la schizofrenia, ma soprattutto l'unicità e la personalità del sound del quartetto londinese siamo certi che saranno degli ingredienti che porteranno questa band molto lontano negli anni a venire. Senz'altro un disco da non perdere per gli amanti del genere!