“Worship the Cult” è il titolo dell’esordio dei veronesi Witch Ghetto, quartetto formatosi nel 2022 e dedito ad un heavy doom dalle sfumature epiche. Le radici dei nostri affondano nell’heavy della vecchia scuola, forgiato dai vari Black Sabbath, Mercyful Fate, Saint Vitus e Uriah Heep, e durante l’ascolto di “Worship the Cult” questo imprinting sonoro si avverte. Nei trentasette minuti di cui si compone il lavoro, infatti, è impossibile non sentire il profumo di quel mix tra il metallo oscuro delle origini, le melodie eroiche di certo hard & heavy e gli ispessimenti più cavernosi del doom. Siamo però abbastanza lontani da un semplice copia/incolla: i Witch Ghetto tributano i giusti e doverosi onori ai loro padri musicali sfruttandone però l’eredità a modo proprio, giocherellando con i sottogeneri e citazioni cinematografiche (dai film con i dinosauri in stop-motion degli anni ’60 al Conan di Milius, passando per il Dracula di Coppola e un po’ di sana fantascienza) e rielaborando il tutto con una sensibilità più moderna. Il risultato è un lavoro che, pur non allontanandosi troppo dai confini del genere di partenza, riesce comunque a donare personalità alle proprie tracce. In “Worship the Cult” ce ne sono sette, che vanno dal doom tutto passaggi sghembi e toni minacciosi al classico heavy dai toni teatrali, fino a brani più movimentati e dal piglio eroico o digressioni strumentali figlie degli anni ’60 e ‘70. Nel mezzo, per donare agilità alla proposta, i nostri baldi veronesi infilano fraseggi dal fare ipnotico, melodie acide, arpeggi dimessi e meditabondi, cambi di passo improvvisi e squarci più sognanti, esibendo capacità di scrittura più che buone e un’ottima conoscenza della materia trattata. Il risultato è un lavoro che, pur non inventando la ruota, sa dove vuole arrivare e ci arriva prendendosi il giusto tempo, senza fretta ma senza neanche girarci troppo intorno: un lavoro che prende pian piano e che mette sul piatto canzoni solide e dal piglio azzeccato, capaci di intrattenere e figlie di un amore sincero per un certo metallo. Che il culto abbia inizio.