Live Report: Kanonenfieber + Menatl Cruelty @ Alcatraz, Milano – 13.03.2026

Live Report: Kanonenfieber + Mental Cruelty @ Alcatraz, Milano – 13.03.2026
Photo report completo: Kanonenfieber @ Alcatraz, Milano – 13.03.2026 + Mental Cruelty @ Alcatraz, Milano – 13/03/2026
Il progetto di blackened death metal Kanonenfieber torna in Italia venerdì 13 marzo 2026 all’Alcatraz di Milano, per l’unico appuntamento del tour dal grande successo “Soldatenschicksale 2026”. Grazie all’organizzazione di MC² Live, la band tedesca torna in veste di headliner, dopo il grande riscontro ottenuto all’ultimo Metalitalia Festival. Una band che esiste da pochi anni. Il loro primo album “Menschenmühle” è del 2021 seguito poi da “Die Urkatastrophe“ nel 2024, mentre “Soldatenschicksale”, che dà il nome a questo tour, è una compilation. Eppure, è diventata uno di quei fenomeni dalla più rapida ascesa nel metal estremo degli ultimi tempi. La domanda che sorge spontanea è quindi la seguente: cosa rende i Kanonenfieber così speciali? Ci sono altre band che usano il tema della guerra nella loro musica, non sono di certo i primi a farlo. Personalmente, credo che l’enorme successo ottenuto in pochissimo tempo sia dovuto più che altro alla loro autenticità. Il fondatore e cantante della band, che usa lo pseudonimo Noise, utilizza come fonti primarie per la scrittura dei testi i reperti del suo bisnonno, inclusi diari e appunti dalle trincee. Il loro spettacolo dal vivo, si è evoluto e arricchito notevolmente nel corso degli anni, con costumi autentici ed effetti di scena da togliere il fiato. Purtroppo, in questa occasione, con l’Alcatraz in versione ridotta e il palco b montato, molti dei lori oggetti di scena non sono stati utilizzati, ma non è andato a discapito della performance, state tranquilli.
I Kanonenfieber raccontano dal vivo le storie di chi ha combattuto veramente per la Germania durante la Prima Guerra Mondiale in modo impeccabile, con un suono crudo e molto realistico, rendendolo persino digeribile al grande pubblico, nonostante l’uso della lingua tedesca. E questa è la loro forza. Penso proprio stia tutto qui: nell’originalità delle fonti e nel presentarla in un certo modo in sede live. Costruito attorno a un nucleo di blackened death metal, il progetto unisce ferocia e scopo, qualcosa che si traduce con forza anche sul palco dal vivo, con performance intense e teatrali, dove la loro drammaticità e il peso emotivo che trasmettono lasciano inevitabilmente il segno. Scuotono gli animi e le coscienze, assistere ad un loro concerto è molto più che ascoltare live un certo genere di metal, è un qualcosa che solo chi era qui tra le mura del locale di via Valtellina questa sera può capire. Un pubblico molto eterogeneo, sia per età che per magliette indossate, riempie comunque questo Alcatraz, come detto in versione ridotta stasera, ma sempre all’altezza di ospitare eventi di tale importanza. Purtroppo, qualcuno di non rispettoso, con cori fuori luogo e bestemmie gratuite c’è sempre, ma il resto della folla ha partecipato attivamente contribuendo alla resa complessivamente eccezionale dello spettacolo.
Anche questa sera, come capitato di recente sempre all’Alcatraz, la band non ha esposto il suo merchandising, in segno di protesta per le tassazioni imposte troppe elevate da parte della venue. Cosa che va a discapito prima di tutto alla band, che sappiamo perde così una fonte fondamentale di guadagno e poi a noi fan, che una maglietta di ricordo del concerto l’avremmo comprata. È vero, c’è sempre l’online, ma sappiamo tutti che non è la stessa cosa. Vuoi mettere la soddisfazione di tornare a casa con una maglietta acquistata in loco? Nota dolente a parte, vediamo quindi com’è andata questa tappa italiana del “Soldatenschicksale 2026” tour.
MENTAL CRUELTY
Ad aprire la serata ci pensano i Mental Cruelty, band definita symphonic-brutal-death-core di cui personalmente ignoravo l’esistenza, anche se non sono di certo novellini né tantomeno sono alla prima incursione italica. Il quintetto tedesco, oggi ridotto a quattro per l’assenza del bassista, ha certamente una seppur piccola parte di pubblico, già presente piuttosto numeroso, nonostante siano passate da poco le 19 e sia un venerdì sera milanese, che li conosce, ed è una gran bella cosa vedere che la loro proposta viene accolta molto bene, nonostante cozzino parecchio con quella degli headliner. Particolarmente convincente la presenza scenica e la performance vocale di livello del frontman Lukas Nicolai, ed in generale il loro deathcore è tecnicamente ben eseguito e segue le regole del genere a menadito. Non mancano parti sinfoniche, growl e grida gutturali davvero ben eseguite, con una batteria che ben supporta le chitarre. Di certo non fanno nulla che non si sia già sentito in band ben più conosciute di loro che questo genere lo hanno creato, però i Mental Cruelty sanno certamente fare il loro mestiere. Una perfomance di livello che pone l’attenzione su questa band certamente di valore, che forse meriterebbe un po’ di successo in più, almeno per chi ama questo genere a mio parere tutto troppo uguale a sé stesso e ripetitivo. I Mental Cruelty sono stati un buon modo di iniziare la serata e ci hanno surriscaldato gli animi per il vero spettacolo che deve arrivare a breve e che tutti attendiamo con ansia e trepidazione.
Lineup: Lukas Nicolai – voce
Marvin Kessler – chitarra
Nahuel Lozano – chitarra
KC Brand – batteria
Setlist:
Obsessis a Daemonio
Helheim
King ov Fire
Pest
Ultima Hypocrita
Forgotten Kings
Nordlys
Symphony of a Dying Star
Ecco il testo senza formattazione, con i paragrafi unificati e privo di interruzioni di riga:
KANONENFIEBER
I tedeschi Kanonenfieber e la loro vita di trincea ambientata durante la Prima Guerra Mondiale non mi entusiasmano su disco, vuoi per la lingua madre che non comprendo, vuoi perché musicalmente non sono nulla di particolare.
I Kanonenfieber sono certamente un gruppo che va visto dal vivo per riuscirne ad apprezzare completamente la proposta, e credo che le centinaia di persone che hanno affollato l’Alcatraz questa sera, la pensi esattamente come la sottoscritta.
Palco b allestito a tema Prima Guerra Mondiale, anche se come detto non sono riusciti a montare tutti gli oggetti di scena che normalmente utilizzano quando hanno a disposizione palchi più grandi. Riusciranno comunque, anche con l’ausilio di un impianto luci pazzesco ed effetti di scena pensati ad hoc a creare l’atmosfera giusta ed immergerci totalmente nella realtà fatta di stenti, dolore e freddo caratterizzanti un terreno di guerra.
Sono un gruppo formatosi recentemente, per cui la loro discografia è piuttosto scarna.
Il primo full-lenght, “Menschenmühle” è del 2021 mentre il secondo “Die Urkatastrophe” del 2024, nel mentre vari EP e singoli in passato, e nel recente periodo un live album e l’ancora più discussa compilation “Soldatenschicksale”.
Inutile dirvi quindi che sfruttano al meglio l’ora e quaranta minuti a loro disposizione per ripercorrere l’intera loro carriera, dopo un’accurata selezione dei brani da riproporre in sede live. Si avete letto bene, hanno iniziato alle 20.30 e finito alle 22.10, con brevissime pause per i cambi abito e riprendere un attimo fiato, sia loro che noi. I Kanonenfieber mettono su uno spettacolo davvero teatrale, tra costumi di scena, momenti di recitazione vera e propria con riff e blast beat tipici del black metal a cannone, neanche a dirlo. Un’esibizione che tiene inchiodato l’occhio sul palco, per seguire le vicende dei poveri soldati in quella infame guerra di trincea che li ha visti purtroppo protagonisti. L’interpretazione teatrale di Noise è sentita al limite del realistico, il piangere guardando una foto o abbracciando i compagni di band, è un qualcosa di quasi palpabile, è autentico e coinvolto nell’interpretare il dolore straziante di quei momenti.
I Kanonenfieber nei loro testi raccontano gli orrori di un conflitto, il dolore e la sofferenza che esso provoca, estremizzando questo concetto attraverso i canoni violenti tipici del black metal. Spesso, tra un brano e l’altro, come su disco, vengono riproposti degli spezzoni di audio originali dei tempi della Grande Guerra: una scelta senz’altro di incredibile impatto, che ci immerge totalmente nell’atmosfera. Un inizio potente con “Die Feuertaufe”, canzone molto dura, e non poteva essere altrimenti. “Dicke Bertha” e “The Yankee Division March”, unico brano in inglese di questa sera, proseguono sulle orme dell’opener, perché la guerra è forse più aspra e violenta nei suoi momenti iniziali in cui l’odio profondo tra i popoli raggiunge il suo apice. Sono molto coinvolgenti dal vivo, da headbanging e pogo sfrenato, e persino qualche circle pit e temerari crowd surfing, che si scatenano inevitabilmente tra le mura del locale di via Valtellina totalmente rapito da quello che sta succedendo sul palco. Le atmosfere diventano più cupe, rallentate a tratti: il tempo passa, i soldati pagano sempre più le ferite psicologiche degli eventi e della morte dei compagni, della distanza della famiglia, e tutto questo viene rappresentato egregiamente nello spettacolo. La sezione ritmica rimane costantemente compatta, con un’atmosfera militare e ritmo da marcia, particolarmente evidente in “Der Füsilier I“, “Der Füsilier II” e “Z-Vor”.
Certamente, il cantato quasi esclusivamente in tedesco, è ostico, di difficile approccio ai più. Ma i Kanonenfieber insegnano che questa barriera linguistica può tranquillamente essere abbattuta, dalla musicalità nel suo complesso. Come in “Kampf und Storm” dove l’intelligente utilizzo dei sonar per sottomarini rende chiaro che il testo parla di una battaglia marittima, come anche il cambio di tenuta di Noise, sempre impeccabile nell’esibizione. “Heizer Tenner” è un brano scritto per piacere al pubblico, con un ritornello orecchiabile e un death metal tutto sommato mediocre, nulla di interessante diciamolo pure. E qui sorge spontanea una riflessione. Mi auguro con tutto il cuore che con il tempo i Kanonenfieber non perdano di autenticità a favore di una sempre maggiore popolarità. Capisco il voler avere successo, ma non andrebbe fatto “a tutti i costi”, non per una proposta come la loro. Spero proprio che continuino a fare nuova musica, con sincerità e coerenza, altrimenti, se hanno già detto tutto, che abbiano il buon senso di fermarsi. Trovano il tempo anche per un momento di calma e riflessione ulteriore.
Con “Verscharrt und Ungerühmt” infatti avremo un Noise seduto con a fianco uno dei chitarristi che imbraccia una chitarra acustica, ed è stavo devo dire un piacevole stacco dal frastuono che ci circonda da oltre un’ora ormai. L’intro narrata di “Grossmachtsfantasie” ci trasporta di nuovo nel cuore della tragedia, e i brividi sul corpo continuano a scorrere come fossimo alla prima canzone e non in dirittura di arrivo di questo spettacolo che definire potente sarebbe riduttivo. “Panzerhenker” è un brano fatto e cucito a mano per la dimensione live: energico, potente e coinvolgente al massimo con i suoi riff death metal aggressivi che travolgono un pubblico mai pago di tutto questo entusiasmo.
Con Noise nelle vesti di un Tristo Mietitore, chiude la toccante “Ausblutungsschlacht”, che nichilisticamente ci ricorda come alla fine di tutto, il soldato verrà sepolto per poi essere inevitabilmente dimenticato, e la guerra serve solo a portare distruzione, dolore, tristezza e morte, nessuno esce davvero vincente da un conflitto, nessuno. Una chiusura memorabile ed una conclusione appropriata per un concerto davvero speciale: intenso e aggressivo, a tratti brutale, offrendo persino attimi di orecchiabilità, rimanendo coinvolgente per tutta la durata trasportandoci nel cuore della Grande Guerra.
Dopo una più che necessaria pausa emotiva, per riprendersi da tutto questo scombussolamento, io ed il mio compagno Luca ci avviamo verso casa, con la testa piena di pensieri che al momento è anche difficile condividere. E direi che non serve aggiungere altro.
Noise – voce
Gunnar – basso, voce
Sickfried – chitarra
Ernst – chitarra
Hans – batteria
Die Feuertaufe
Dicke Bertha
The Yankee Division March
Die Fastnacht Der Hölle
Der Füsilier I
Der Füsilier II
Kampf und Sturm
Z-Vor!
Heizer Tenner
Die Havarie
Verscharrt und Ungerühmt
Grossmachtfantasie
Menschenmühle
Gott mit der Kavallerie
Panzerhenker
Der Maulwurf
Ausblutungsschlacht
Conclusioni
