Heavy

Intervista Stefy Prian (Bellathrix)

Di Stefano Ricetti - 29 Aprile 2016 - 12:30
Intervista Stefy Prian (Bellathrix)

Intervista a Stefania “Stefy” Prian, cantante e fondatrice, insieme con la chitarrista Lally Cretella, dei metaller liguri Bellathrix, freschi di stampa dell’esordio su full length intitolato Orion, uscito sul mercato grazie ai servigi della label Black Widow Records.

Buona lettura.

Steven Rich

 

Foto di gruppo per CD (4)

Bellathrix, 2016

 

Da dove deriva il nome Bellathrix?

Il nome Bellathrix deriva dalla stella Bellatrix (lo spelling leggermente diverso è voluto), che fa parte della costellazione di Orione. Inizialmente siamo stati attirati dal suono particolare di questo nome poi, facendo ricerche on line, abbiamo scoperto che l’origine latina della parola significa ‘guerriera’, a volte ‘amazzone’ e nelle varie culture ha diversi significati come anche ‘il conquistatore’. Per motivi e coincidenze varie, tutto questo ci ha convinto della scelta. Nell’Intro del primo pezzo del cd, un vecchio saggio parla ad un ragazzino dell’importanza delle stelle e del significato di Bellathrix: il testo dell’intro si trova all’interno del digipak. Spesso ci viene chiesto se questo nome venga dalla stella o dalla strega di Harry Potter Bellatrix Lestrange. A noi piace rispondere che principalmente viene dalla stella, ma anche il legame con questo personaggio particolare, interpretato dall’attrice Helena Bonham Carter (ex moglie di Tim Burton e sempre presente nei suoi film), non ci disturba affatto.

Stefania, ce la fai in qualche rigo a riassumere la storia della band sinora?

La band nasce nel 2015 dall’incontro tra me e Lally (la chitarrista), amiche da sempre, con l’idea di dedicarci ad un progetto di pezzi inediti Heavy Metal, in nome dei vecchi tempi (da ragazzine ‘metallare’ avevamo iniziato a suonare insieme in una band femminile chiamata Gunnar, poi ognuna di noi ha avuto esperienze musicali diverse negli anni seguenti). Strada facendo, la batterista Elisa (già batterista di Lally nel suo gruppo femminile Miss Bit) si è unita al progetto e subito dopo Steve Vawamas e Pier Gonella si sono resi disponibili per prendervi parte. Nel giro di poco tempo i 7 pezzi del cd erano pronti per essere registrati. Nel frattempo siamo stati chiamati al 261 (locale genovese) come gruppo di apertura per una serata che vedeva come ospite speciale Cristina Scabbia dei Lacuna Coil ed è in questa occasione che abbiamo approfittato per testare l’impatto live di alcuni dei 7 pezzi poi inclusi nel cd. Pier Gonella, non potendo garantire la sua presenza per i troppi impegni, ha lasciato il posto a Marcello Daisy Mazzone, nuovo guitar hero dei Bellathrix e degno sostituto di Pier. Ad oggi siamo in attesa della presentazione ufficiale del cd Orion, fissata per il 3/6/2016 all’Angelo Azzurro di Genova, per poi finalmente partire con date live promozionali.

Che idea comune esiste dietro ai testi dei pezzi di Orion?

Diciamo che si può parlare di una storia nelle storie: esiste un legame tra l’intro narrato e l’ultimo pezzo del cd, che risulta essere un brano un po’ fuori genere; nel mezzo, vengono cantate storie diverse, tutte legate ad esperienze di vita sia materiali che interiori, passando per le difficoltà nei rapporti interpersonali, le difficoltà nel vivere in un mondo capovolto e ormai povero di principi e regole legate al rispetto del prossimo e del mondo che ci circonda, la tendenza a non dare il giusto valore alle cose della vita davvero importanti, con tutti gli stress che tutto questo può portare.

Per contro, il troppo realismo, ad un certo punto, incontra il mio lato ottimista, che arriva a ‘salvare’ la situazione, quando per ogni difficoltà viene proposta una eventuale momentanea o definitiva via di uscita. E, comunque vada, la soluzione è sempre la musica, non esiste anti-stress migliore. O no??!!

 

BELLATHRIX   ORION

Orion, disco d’esordio dei Bellathrix

 

Quali sono i brani di Orion ai quali sei più legata e perché?

Questa per me risulta essere una domanda difficile, perché a dire la verità i brani di Orion mi piacciono tutti. Sono uno diverso dell’altro ed ognuno ha la sua storia. Diciamo che, se devo proprio tirarne fuori un paio, direi Before the Storm perché ribadisce l’idea di non smettere mai di combattere per quello in cui si crede, anche nei momenti più cupi e difficili e Orion, che parla di questa mia necessità di ritornare alla vita vera, qualcuno direbbe ‘back to the meaning of life’.

Com’è nato il contatto con la Black Widow Records?

Lally conosce da anni Massimo Gasperini fondatore della Black Widow e quando gli ha parlato del progetto ORION, lui, avendo ben presente l’esperienza ed il talento di tutti i membri della band, ha deciso di volere i Bellathrix nella sua scuderia.

Pier Gonella è un pilastro dell’HM italiano. Ti va di tratteggiarne un suo ritratto?

Certo che sì. Se parliamo di Pier Gonella il musicista, guitar-hero, autore, tecnico, produttore, insegnante (Music Art) e chi più ne ha più ne metta, credo che sia uno dei musicisti più completi che abbia mai incontrato. Il suo curriculum parla chiaro, non sono certo io a dover ribadire il suo talento chitarristico musicale. Quello che mi ha colpito lavorandoci insieme è questa naturale facilità di movimento nel mondo dei suoni e delle note in fase di registrazione, sempre disponibile al cambiamento e sempre pronto a dare il giusto consiglio, a volte anche anticipando le nostre richieste, con serietà professionale. Indubbiamente dotato di umiltà, caratteristica fondamentale per un musicista per poter continuare a crescere nella propria professione, è dotato anche di una buona dose di umorismo, che mette sicuramente a proprio agio chi lavora con lui. Il fatto che nei Mastercastle alla voce ci sia una degna rappresentante del metal al femminile (Giorgia Gueglio), mi fa gioire, donne rock alla riscossa!!

Stessa domanda per Steve Vawamas…

Anche di Steve ho una grande stima; ci conosciamo ormai da un po’ di anni ed abbiamo avuto modo di condividere più volte palchi insieme. Ottimo e serio musicista, autore, insegnante e non soltanto, quello che mi piace più di Steve è questa sua ‘felicità’ nel fare musica, che comunica alle persone che ha intorno. Sempre disponibile per suonare e divertirsi facendo musica, non importa se su un palco di un Festival o se su un piccolo palco di un locale della nostra città. Questo è quello che la musica deve essere: divertimento per chi la fa e che per chi l’ascolta. Detentore di un curriculum con i fiocchi che parla da solo, ricca discografia alle spalle, ci riteniamo fortunati ad averlo come bassista dei Bellathrix e oltretutto porta anche un contributo compositivo non indifferente. Non potevamo chiedere di meglio. Si lavora con il sorriso sulle labbra e non manca mai l’occasione per farsi quattro risate. E’ il tipo di ambiente adatto a tirare fuori il meglio da tutti noi, musicalmente ed umanamente. 

Orion è la tua prima esperienza in ambito heavy metal? 

Diciamo che Orion è la mia prima esperienza ‘ufficiale’ in ambito heavy metal. Ho avuto esperienze passate di pezzi inediti con altri gruppi, varie registrazioni e demos, collaborazioni per stesura testi e cori vari, soprattutto esperienze live. Devo dire la verità: registrare curando i pezzi nei minimi particolari è una cosa che mi piace molto e mi dà tanta soddisfazione, ma per me non è mai come l’esperienza live. Chi avrà la possibilità di vederci dal vivo, si renderà conto che l’impatto musicale in studio non è assolutamente paragonabile all’impatto live. A detta di chi mi ha sempre seguito, sul cd Orion in alcuni momenti non sembro neanche io. Ci sono cantanti che sono più da studio e cantanti che sono più da live. Io faccio sicuramente parte della seconda schiera! 

 

Stefy Singola (3)

Stefania “Stefy” Prian, cantante dei Bellathrix

 

Da dove deriva la scelta di coverizzare un brano come The Ritual della Strana Officina?

In questo paese abbiamo sempre snobbato le band che suonano questo genere, per dare precedenza ai gruppi stranieri. Noi pensiamo che questo sia un grave errore. La cover della Strana Officina nasce dall’esigenza di rendere tutti gli onori a questa band che tanto ha dato e continua dare all’Heavy Metal italiano. The Ritual è il brano perfetto per diversi motivi: primo cita la costellazione di Orione, secondo ha il sapore degli esordi, l’essenza e la purezza del classico heavy e, terzo, ci sono i riffs e gli assoli di Fabio Cappanera. Lally, Tommy Massara degli Extrema e Pier Gonella si sono impegnati per dare un valido contributo: i loro diversi stili si sono uniti e fusi in un omaggio a Fabio, al suo gusto e alla sua tecnica che, si spera, rimarranno nella memoria della vecchia e magari anche della nuova generazione.

La vostra proposta è chiaramente di derivazione classica, quali secondo te le band italiane più influenti degli anni Ottanta?

Come già detto, gruppi come la Strana Officina (Io non sono un’amante del metal in italiano, perché secondo me, per questioni linguistiche, la musica perde di impatto, ma il Bud riesce a cantare i pezzi in italiano come quelli in inglese, è incredibile), i Vanadium, i Necrodeath, i Vanexa, Rhapsody of Fire, Death SS, Sabotage e tanti altri, tutti quanti nati in quegli anni, chi più chi meno, hanno contribuito a fare la storia del metal italiano.

Se ti dico Vanexa cosa ti viene in mente?

Heavy Metal Anni ’80,  potenza dei suoni e Liguria. Per una band che da anni è presente sulla scena cos’altro posso dire?! Penso che sia stato detto tutto. Mi è capitato di vederli dal vivo al FIM dell’anno scorso ed è stato un vero piacere.

Heavy metal con voce femminile: esiste un tuo modello di riferimento a livello di frontwoman?

Ad essere sincera non proprio. Essendo stato fino ad ora un mondo prettamente maschile, non ho mai trovato un riferimento femminile al mio modo di essere e forse non l’ho neanche mai cercato. Ho sempre seguito il mio istinto, cercando di imparare qualcosa da ogni cantante che incontrava i miei gusti. Ho sempre detto che, se fossi nata uomo, sarei nata James Hetfield, perché mi riconosco molto in quel suo modo di esternare la rabbia attraverso la musica ed i testi. Poi, con gli anni, la rabbia si è un po’ trasformata e mi ha fatto scoprire come esternare l’energia anche in situazioni un po’ meno frenetiche, dandomi così la possibilità di testare i miei limiti ‘vocali’ in esperienze musicali diverse. Se proprio devo pensare ad una frontwoman che mi può piacere, mi viene in mente la cantante dei Guano Apes.

E’ inevitabile che, in un mondo come quello dell’Acciaio cantato a prevalenza maschile vedere un gruppo con una donna alla voce desti sempre curiosità, nonostante non faccia più effetto come qualche decennio fa. A livello di look quali sono i tuoi orientamenti?

Diciamo che essendo una donna legata alla praticità, sono più interessata all’impatto vocale piuttosto che a quello estetico. D’altra parte, sono anche una sostenitrice (moderata, non estremista) del detto ‘anche l’occhio vuole la sua parte’ e, quindi, l’incontro di questi due pensieri mi porta ad un look sicuramente rock con pelle, stivali e maglie più o meno gotiche, ma che mi piace definire Mio Look. Tutto dipende anche dal mio umore ed è da lì che è uscito il look delle foto sul cd Orion: mi piaceva molto l’idea del rosso Bellathrix intervallato da questo smanicato lungo nero, che in foto ha finito per assomigliare più ad un mantello e richiamare questa sensazione da anni ’80 (che per altro può essere in tema con il genere) riportando a lontani ricordi televisivi di un Ralph Supermaxieroe versione femminile. Wahahahahahah, per i Bellathrix c’è sempre un buon motivo per farsi due risate.

 

Live 261 28112016 (1)

Stefy Prian

 

Battle Beast, White Skull, Morgana oltre a Lita Ford e Doro Pesch, tutti ensemble con voce femminile, quali sono le tue sensazioni nei riguardi di queste band?

Battle Beast: voce potente e aggressiva (che si sposa perfettamente con la parte musicale), ottima estensione vocale, grande presenza scenica, vocalizzi un po’ troppo epici per i miei gusti, ma assolutamente sensazioni positive. E’ bene che ci siano band così.

White Skull: un mix di generi, tra cui heavy metal classico (che prediligo), risultato molto interessante. Voce da super contralto, piena di bassi e potente, grande impatto, a volte un connubio tra Ronnie James Dio e Bonnie Tyler. Mi piacciono molto.

Morgana: da anni sulla scena, si porta sicuramente dietro il bagaglio di metal classico, anche per lei/loro sensazioni positive.

Lita Ford: si parla dei vecchi tempi, l’ho vista anche dal vivo. Molto bella e molto brava come cantante, non mi ha convinto molto come chitarrista. Forse più un personaggio commerciale, che da motoraduni. Se dovessi dare un voto la riterrei sufficiente per il genere.

Doro Pesch: sicuramente una delle regine del metal anni ’80, molto ‘tedesca’. Ai tempi la ascoltavo. Bella voce e presenza scenica, unico neo linee vocali con poca dinamica, un po’ troppo lineari per i miei gusti e quindi dopo qualche pezzo mi annoia un po’. Però icona del genere e quindi sensazione super positiva.

Degli anni ’80 ricordo Lee Aaron, gli Heart, le Vixen e le Girlschool: le donne erano poche, ma buone! 

 

Foto di gruppo per CD (3)

Bellathrix

 

Ti va di tratteggiare le tue esperienza musicali precedenti ai Bellathrix?  

Bene, cercherò di sintetizzare più possibile. La mia esperienza musicale nasce negli anni ’80. Da quindicenne iniziai come bassista/cantante nel gruppo di amiche metallare Gunnar facendo cover varie e, nello stesso periodo, come corista in un gruppo di amici (Snake) che facevano pezzi inediti e con cui ho avuto un sacco di memorabili esperienze, come gruppo di apertura di un concerto dei Saxon, vari live per l’Italia ed un provino alla CGD a Milano. Dopo aver vissuto un anno in Canada per imparare la lingua, tornai a Genova e per qualche anno continuai a suonare e/o cantare in varie band, tra cui una chiamata Outsider con la quale scrissi i testi per alcuni pezzi che registrammo in un demo omonimo. Nel 1999, mentre frequentavo una scuola di musica, facendo esperienza anche in un gruppo vocale e nel coro della scuola, fui richiamata dagli Snake per prendere il posto del cantante uscente e cambiammo il nome in Rock.it, continuando a produrre inediti, registrando un paio di cd demo e suonando live a Genova e fuori Genova (aprendo per un concerto dei 60-70 a Mondovì con Ian Paice alla batteria e in apertura ad un altro show ad Arenzano Glenn Hughes con i California Jam). Con il mutare della situazione dei locali e l’incalzante richiesta di tribute band preparammo un Tributo AC/DC (che portiamo in giro ancor oggi) ed un tributo Hard/Heavy misto nel quale presentammo per un po’ anche i nostri inediti. Nel 2010, ebbi un’esperienza teatrale musicale in dialetto genovese con mia cugina Irene Carossia (Zena: Anima e Voxe – Associazione MeC Musica e Canto) che mi diede la possibilità, come dicevo poc’anzi, di testare i miei ‘limiti’ vocali in un genere completamente diverso dal mio e, soprattutto, fu un’esperienza davvero formativa. Nel 2011 mi unii ad un gruppo di Savona, Tributo Journey  (Stone in Love), con cui ho avuto e ho la possibilità di poter cantare pezzi di uno dei miei gruppi e di uno dei miei cantanti preferiti di sempre (anche con loro siamo ancora attivi). Negli anni seguenti ho fatto parte di un Tributo Gotthard/Steve Lee (Firedance) ed un Tributo Gary Moore (Blues Frontiers), senza contare collaborazioni varie. Quest’anno, in uno dei miei viaggi canadesi, ho registrato un pezzo blue grass/East coast music su un cd in uscita di Phil Whiting (mi diletto ad esplorare i vari generi, mantenendo accenti indubbiamente rock) ed ho partecipato ad un live della band Howzat (nuova band del chitarrista canadese Greg Freiser, che conosco da anni, hanno un cd in uscita in questi giorni).

Come siete messi nella vostra zona a livello di spazi per suonare?

Tocchi sicuramente un tasto dolente. Purtroppo, nonostante gli spazi ci siano, il problema è il pubblico. Sembra che le nuove generazioni non siano tanto interessate alla musica live e quindi i pochi locali che ci sono cercano di sopravvivere, tanti aprono, durano un po’ di mesi e poi chiudono. Chi, come me, ha vissuto gli anni ’80/90 a Genova quando c’erano un sacco di locali super frequentati che proponevano tantissimi live di band più o meno conosciute, prova sicuramente questo senso di tristezza davanti a una situazione come quella situazione di oggi. Fortunatamente Genova è ricca di validi musicisti che si prodigano, cercando di tenere viva la musica in città (di qualsiasi genere), cosa per niente facile.

Cosa pensi di quelle band che snobisticamente non vanno mai ai concerti degli “altri”?

E’ una cosa che non comprendo. Come ho già detto, la scarsità di pubblico dovrebbe rappresentare un motivo in più per partecipare alle serate degli altri, con l’obiettivo comune di tenere la musica live viva. Io amo andare alle serate live degli altri e mi piace ancor di più quando, durante le serate, si ha la possibilità di chiamare sul palco i vari musicisti/cantanti presenti in sala, perché è indubbiamente un incentivo al divertimento, anche per il pubblico. Io lo faccio spesso e come me ci sono gruppi di Genova che lo fanno. Sarò ripetitiva, ma il divertimento sta alla base della musica e il pubblico lo percepisce e ne ha bisogno. 

Cosa vi aspettate dopo l’uscita di Orion?

Non aspettiamo, ci muoviamo. Ahahahahah. Ci stiamo muovendo per organizzare tante uscite dal vivo, tante occasioni di poter portare in giro Orion per l’Italia e perché no, anche per l’Europa.

Prossime mosse in casa Bellathrix?

Stiamo programmando date in tutta Italia e nel frattempo siamo già al lavoro con la composizione di altri inediti per il secondo cd. Stiamo anche lavorando in modo da far uscire il video di Road in the Night e di My Revenge prima possibile. La voglia di fare è tanta, l’entusiasmo non manca.

 

Prove foto CD (3)

Lally Cretella (Chitarra) e Stefania Prian (Voce) dei Bellathrix

 

Chiudi come vuoi, Stefania, spazio a disposizione.

Mi sembra giusto concludere presentando gli altri componenti della band:

Lally nasce in una famiglia di appassionati di musica , inizia a prendere lezioni di pianoforte a 5 anni dal maestro Paganini. Crescendo rimane folgorata dai Black Sabbath e da Jimy Hendrix e decide quindi di dedicarsi interamente allo studio della chitarra elettrica. A 18 anni entra a far parte delle Gunnar con Stefania Prian al basso e alla voce, da lì viene notata da Gianni Martini, chitarrista di Giorgio Gaber, che la contatta per inserirla nelle Steel Drama (gruppo interamente femminile), con il quale realizza il suo primo disco all’età di 24 anni: i riscontri positivi la portano a girare in Italia e all’estero con un ritmo di 15 date al mese. Dopo diverso tempo decide, insieme alla bassista Michela Gatti, di fondare un nuovo gruppo le Missbit e chiama alla batteria Elisa Pilotti. Registra il suo secondo cd e collabora con personaggi come Madasky degli Africa Unite ed Andy dei Bluvertigo. Esce quindi, proprio con Andy, il primo videoclip con il quale vincono diversi premi, iniziando a farsi notare, suonando con musicisti internazionali di eccellenza come Jennifer Batten , Ryan O’donnell e John Macaluso. Suona parallelamente con Elisa nelle Missbit (elettrorock) e nelle Steel Drama (rock/hard rock)

Elisa Pilotti si occupa di didattica da molti anni e dirige il CAM Centro Artistico Musicale di Lavagna, in provincia di Genova. Ha collaborato con artisti dentro e fuori il panorama rock-metal, sia come musicista che come produttore; tra Le sue collaborazioni Jennifer Batten (Michael Jackson) Andy (Bluvertigo) Ryan O’Donnell (Jethro Tull) John Macaluso (Malmsteen). E’ clinician ed endorser CVL, UFIP ed Evans, marchi con i quali è stata presente nelle più importanti fiere musicali internazionali, come il Namm di Los Angeles e il Musikmesse di Francoforte. Suona parallelamente con Lally nelle Miss Bit (elettrorock) e con Steve negli Eklettika (funk); è principalmente una tournista a cui piace lavorare in ambiti musicali di vario genere.

Marcello Mazzone  in arte “Daisy” inizia ad avvicinarsi alla chitarra grazie alla passione che gli trasmette suo padre per lo strumento, da subito capisce che il genere che lo interessa e lo emoziona di più è il rock. Da qui inizia una lotta quotidiana per suonare ed imparare quei riff e quegli assoli sentiti nei solchi di quegli oggetti ora misteriosi chiamati vinili e comprati  grazie alle poche lire recuperate tra paghette settimanali e regali di compleanno. I soli di Malmsteen, Van Halen, Steve Vai, Hendrix e tanti altri sono stati i suoi insegnanti preferiti.  “Lavori in corso” “Le Leggere” gli “Smack” ed i “Leftovers” sono alcuni dei gruppi di cover e pezzi propri con cui suona in molti locali d’Italia, ma è dall’incontro con il “Giallo” Cristiano Gatto, che forma il suo primo progetto musicale con cui trascorrerà più di 10 anni, i “Pornoshock” , carismatici e performers vincono rock targato Italia nel 2001, e collaborano con vari artisti contemporanei tra cui Francesco Arena. Alla fine di questo capitolo, che non vede purtroppo nessuna produzione discografica, Daisy decide di produrre il suo primo album solista nel 2014 ad è appunto “At the end” dei Daisy is dead contenente 11 pezzi inediti a vederlo alla voce e alle chitarre. Attualmente Daisy gestisce il progetto musicale/teatrale “Rocky horror musical tribute-Genova” e collabora con vari artisti nel panorama Genovese. Onorato e entusiasta di essere stato arruolato nel proggetto “ORION” dei Bellatrhix,  non vede l’ora di entrare in campo con i suoi compagni di battaglia per suonare l’intero album.

Steve Vawamas: vedi sopra e https://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Vawamas

Dico la verità, mi ritengo veramente fortunata ad avere la possibilità di lavorare con musicisti preparati e seri come i miei compagni di viaggio. Io ritengo importantissimo il feeling di gruppo, perché se c’è, è quello che fa la differenza.

I Bellathrix ringraziano te per questa intervista e per la possibilità che Truemetal dà alle band e ai loro primi lavori.

Volevamo ricordare la nostra pagina Facebook (https://www.facebook.com/Bellathrix/), dove è possibile seguire le nostre attività live e tutte le news riguardo al prossimo progetto in cantiere.

Un saluto a tutti i lettori. Stay True Metal!!!

Stefy e Bellathrix

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti