Recensione: Agreste Celeste

Di Stefano Ricetti - 15 Novembre 2020 - 12:30
Agreste Celeste
Band: Vade Aratro
Etichetta: Andromeda Relix
Genere: Heavy 
Anno: 2020
Nazione:
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78

Così come si sono autodefiniti, i Vade Aratro sono una piccola orchestrina di Heavy Metal Agreste di tre elementi, nata nelle campagne della provincia bolognese insieme al grano del 2006.

Vade Aratro canta in italiano storie che sono state raccontate tante volte nel corso dei secoli.

Vade Aratro canta di piccoli semi, piccoli animali, piccoli uomini, grandi misteri e grandi paure.

Vade Aratro celebra il tormentato e fruttuoso rapporto dell’Uomo con la Terra.

Vade Aratro è arcaico, terroso e bambino.

Vade Aratro guarda le stelle in cielo e i lombrichi sotto terra.

Vade Aratro è attento alle tradizioni, ai miti, ai riti e ai simboli.

Vade Aratro ama la cucina casereccia, tradizionale e locale di ogni casa, tradizione e luogo.

Vade Aratro sa godere delle cose semplici e ridere di quelle drammatiche.

Vade Aratro osserva gli insetti.

Vade Aratro ama l’Heavy Metal delle origini, ma si ostina ad ascoltare anche qualcosa di recente.

Vade Aratro partecipa al macabro corteo del carnevale.

Vade Aratro brucia la vecchia.

Vade Aratro castagne e vino.

Vade Aratro punture di zanzare.

Vade Aratro profumo di fieno.

Vade Aratro attorno al fuoco.

Vade Aratro sporco di fango.

Vade Aratro ha paura.

Vade Aratro puzza.

Vade Aratro quando ero giovane.

Vade Aratro quando sarò vecchio.

 

Il Nostro Paese non ha nulla da invidiare, in termini di originalità della proposta, a lande ben più celebrate d’oltreconfine. Facendo un rapidissimo e sommario excursus storico, basti far riferimento a Death SS, la prima horror heavy metal band di un certo stampo a livello mondiale, che a oggi vanta numerosi tentativi d’imitazione (alcuni peraltro andati a buon fine, per i beneficiari, divenuti vere rockstar), poi il Marius Nazionale con i suoi The Black dal cantato in latino, per chiudere con certune band più o meno recenti che hanno saputo coniugare l’antica tradizione folk italica alle sonorità dure.

Fra le proposte “strane” partorite alle nostre latitudini ricadono, a ragione, anche i Vade Aratro. Agreste Celeste è la loro terza prova su full length e vede la luce nel solo formato Lp. E che razza di Lp! L’album, targato Andromeda Relix, si snoda lungo due vinili avviluppati dentro una confezione gatefold che fa tanto anni Settanta a tre, sontuose ante. Una grafica di primordine inanella collage vari, costituiti da foto della band, cadaveri mummificati di topi, vipere e una miriade di insetti di varia foggia e natura. Non mancano poi i teschi e le mascelle di bovino, api e larve fra le più diversificate. Oltre a questo, Agreste Celeste offre un adesivo con il logo della band ma soprattutto un libro della grandezza della custodia di un 33 giri di sedici pagine con tutti i testi dei brani. Facile prevedere che un lavoro siffatto, realizzato in 500 copie, negli anni assuma un dignitoso interesse da parte dei collezionisti dei vinili realizzati a mo’ di opera d’arte, con evidente cura dei più piccoli particolari.

Marcello Magoni (voce, chitarre, piano), Federico Negrini (basso, voce, percussioni) e Riccardo Balboni (batteria, percussioni, voce), all’interno dei due vinili di color nero dispensano 22 pezzi che in generale attingono dalla matrice hard i quali, sulla base delle varie tematiche agresti e di vita trattate, si lasciano piacevolmente imbastardire da rospi che cantano (“Lucertole e Libellule”), barbagianni che gridano (“Ho Sognato Un Barbagianni”) e cori non identificati di animali da cortile (“Sant’Antonio Del Porcello”), solo per citare tre fra le “trovate” artistiche dei bulgnaiṡ.

Al netto del tocco peculiare dei Vade Aratro, Agreste Celeste sa anche profondere robuste dosi di acciaio tout court in mezzo ai denti, per via di pezzi della portata di “La Punturaia”, “Al Sole” e “Sotto La Terra”.

Fra svisate semplicemente rock, ballate, retaggi folk, spunti cantautorali e di vecchi cantastorie, rappresenta impresa ardua inscatolare il genere proposto dal trio sopraccitato all’interno delle classificazioni ordinarie e molto probabilmente proprio questa particolarità è quella che più rende fieri i Vade Aratro.

Agreste Celeste è lavoro per tutti coloro i quali abbiano il coraggio di togliersi il paraocchi (e il paraorecchie), vogliosi di sperimentare un qualcosa di diverso, bizzarro e sghembo ma ben fatto, fottutamente e fieramente concepito in Italia, pescando a piene mani nella nostra antica tradizione contadina, comune a tutti quanti. Volenti o nolenti.

Vade Aratro: autoironici, dissacranti, originali e intriganti.

Buona scoperta…

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

 

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