Recensione: Antigod

Di Alberto Fittarelli - 14 Dicembre 2010 - 0:00
Antigod
Band: Samael
Etichetta:
Genere:
Anno:2010
Nazione:
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60

Un altro salto all’indietro, dopo quello del disco/progetto Above, da parte dei Samael. Questa la prima impressione all’ascolto del nuovo EP Antigod, anticipazione dell’ancora innominato album previsto per inizio 2011. Poco materiale nuovo, poco più del solo pezzo che da’ il nome all’EP, e un feeling generale di ritorno alle origini, utile se non altro a capire che cosa aspettarci dal prossimo full length. Forse.  

Antigod e’ infatti un brano spiazzante come al solito, anche dopo un’uscita come Above, col suo black metal velocissimo e infettato da venature industrial solo nella rum machine di Xy; qui si ritorna infatti direttamente a quel black “svizzero” (leggi: Hellhammer/Celtic Frost) da loro portato tanto in alto con un album come Ceremony of Opposites. Cadenzato, marziale ma anche sinfonico: il brano si potrebbe ricollegare direttamente a una Baphometh’s Throne, highlight del sopracitato capolavoro di ormai 16 anni orsono. I fiati che la aprono, infatti, richiamano immediatamente il sound di allora: industriale nello scenario che dipinge se non direttamente nel suono che utilizza, Antigod si propone come buon antipasto, ma non certo un capolavoro, specie se confrontato con produzioni come Reign of Light o anche Solar Soul.  

A condire il singolo c’e’ l’ennesima (e forse stiamo eccedendo, obiettivamente) riregistrazione di Into the Pentagram – e’ la quarta volta che viene riproposta in modo diverso – che poco cambia rispetto all’originale: sostanzialmente, solo la produzione e’ aggiornata rispetto agli anni che passano da quel 1991 in cui fu pubblicata per la prima volta su un album. E non contiamo i demo.
A seguire vengono due obbligatori pezzi live – si tratta di Reign of Light e Slavocracy, riproposti senza particolari sbavature; un remi, francamente inutile se non fastidioso, in chiave elettro della title-track; e una lunga ostro di piano e synth in piena chiave Xytras, Ten Thousand Years, che paradossalmente rappresenta forse il punto più’ interessante del mini insieme ad Antigod, soprattutto per chi aveva apprezzato la riproposizione di Passage dello stesso tastierista/batterista dei Samael.  

Se da una parte mettiamo insieme gli indizi e capiamo – o così’ ci pare almeno – che i Samael sono tornati alla feroce critica antireligiosa e al sound crudo di una volta, dall’altra non possiamo che constatare come un’uscita del genere sia sicuramente più’ voluta dalla label del gruppo che dai musicisti stessi. Utile a riempire un buco da due album, ma nemmeno troppo, Antigod e’ assolutamente interlocutorio e quasi ingiudicabile. Sconsigliato l’acquisto del singolo in se’, tanto più’ che il pezzo e’ disponibile in streaming sulla pagina MySpace del gruppo, almeno per ora. Attendiamo l’uscita del full length e prendiamo nota dell’ennesima, possibile inversione di marcia dei sempre ottimi svizzeri.  

Alberto Fittarelli  

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Tracklist:  

1. Antigod
2. Into the pentagram 2010
3. Reign of Light (live)
4. Slavocracy (live)
5. Antigod – Dark Night Remix
6. Ten Thousand Years

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