Recensione: Artifact Of Annihilation

Di Daniele D'Adamo - 15 Marzo 2013 - 19:29
Artifact Of Annihilation
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Anno: 2013
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78

Continua inarrestabile l?avventura dei milanesi Mechanical God Creation, capitanati da una sempre pi agguerrita Lucy nel mostrare al Mondo che anche nel metal estremo anzi ?estremissimo? la parit fra i sessi, pardon le ugole, ormai un fatto assodato. E questo malgrado che da ?Cell XIII?, debut-album del 2010, la line-up abbia subito degli stravolgimenti pressoch totali. Dopo l?abbandono di Jay (batteria), Runza (chitarra) e Simo (chitarra), con l?innesto di Ale (chitarra), Manuel (batteria) e Davide (chitarra) la formazione lombarda ha infatti registrato il nuovo disco, ?Artifact Of Annihilation?, sennonch gli stessi Manuel e Davide hanno quindi lasciato la squadra per far posto rispettivamente a Michy e Salva.

chiaro che il cambiamento in toto delle due chitarre fatto assai rilevante, nell?economia di una band metal a cinque componenti; tale da portare, in casi estremi, allo snaturamento della filosofia artistica cui la band stessa ha fondato il proprio stile. Questo, nel caso dei Mechanical God Creation, si pu affermare che non sia accaduto. Anzi. La tremenda matrice deathcore sulla quale viene plasmato il loro sound non solo ha mantenuto l?anima primigenia ma ha acquisito ulteriori elementi di evoluzione tecnico/artistica da quel lavoro, gi ben formato e maturo, che era ?Cell XIII?. Non a caso si potrebbe integrare il termine ?deathcore? con ?technical? senza dar luogo a un?eresia: i Mechanical God Creation rappresentano, al momento, una delle forme pi avanzate del death. Di questo, l?ensemble meneghino ne mantiene ben saldi gli stilemi fondamentali senza sbilanciarsi verso altre soluzioni meno ortodosse, pur tuttavia elaborandoli in maniera non-lineare per giungere cos a una proposta moderna se non addirittura in anticipo sui tempi, pregna cos com? di tanti richiami alle geometrie meccaniche extra-umane tipiche del cyber (death metal). Con la decisa volont, anche questa non cos frequente, di lasciare fuori dalla porta quegli abbellimenti melodici che, spesso e volentieri ? si vedano per esempio i Fear Factory, i Neaera o gli Atlantis Chronicles ? hanno la funzione di rendere un po? meno ostica l?assimilazione delle tracce.

Nel caso di ?Artifact Of Annihilation?, pertanto, cos non : da ?Pyramidion? a ?Obisidian Nightfall? scorrono quarantatr minuti di assoluta furia demolitrice; perfettamente incanalata sui binari di una ineccepibile intelligibilit grazie alla predetta abilit tecnico/esecutiva di Ale e compagni. Nonostante la pressione sonora sia costantemente elevata e non venga mai mollata la presa per nemmeno dieci secondi, il sound dei Mechanical God Creation pu essere facilmente decomposto per essere analizzato nelle sue pi piccole componenti. Sintomo di una maturit a tutto tondo capace di porre il gruppo italiano alla pari delle migliori realt odierne che calcano la scena internazionale.

Una maturit che ha interessato, anche, la voce di Lucy; priva di ogni bench minima indecisione, tremendamente aggressiva e corrosiva ma sempre controllata e costante nella sua prestazione. Sia quando si tratta di lacerare i timpani con lo scream sia in occasione nelle discese foniche del growling. Il suono secco, arcigno e metallico (la derivazione *-core…) prodotto dall?insieme della strumentazione elettrica e dal drumming automatico di Manuel, poi, si lega assai bene alle sue linee vocali s da dar luogo a uno stile facilmente riconoscibile a onta dell?obiettiva pesantezza di una musica densissima di note, di complicati passaggi, di sfiancanti disarmonie. Fattori, questi ultimi, che non impediscono all?ascoltatore, a poco a poco, di prendere confidenza con il songwriting grazie alla sua attitudine a essere assimilato senza particolari problemi; frutto di un?evidente chiarezza compositiva tale da rendere memorizzabile un?iniziativa altrimenti indigesta. A proposito di canzoni, si possono citare la title-track, ?Lullaby For The Modern Age? e ?Ocean Of Time? come esempi del ?Mechanical God Creation-sound?. Ma nel suo complesso che, a parere di chi scrive, il lavoro va osservato, studiato, gustato.

Solo cos, difatti, si pu entrare nell?affascinante, visionario Mondo disegnato a tinte scure dalla forte matita dei Mechanical God Creation. ?Artifact Of Annihilation?, oltre a possedere questo carattere deciso, un?opera che racchiude in s sia il passato, sia il presente e, nondimeno, un pezzo di futuro del death metal. Avanti cos!

Daniele ?dani66? D?Adamo

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Anno: 2010
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