Recensione: Beast
Nella storia del Rock e dell’heavy metal sono rari i musicisti riconoscibili dopo pochissime note: Edward Van Halen, Mark Knopfler e John Ricci.
Quest’ultimo, fondatore dei canadesi Exciter, gli inventori dello Speed Metal, ha senza dubbio segnato tappe fondamentali nell’evoluzione della musica dura con degli album seminali quali Heavy Metal Maniac, Violence & Force e Long Live the Loud. Gli Exciter, nella loro line-up classica, quella killer comprendente lo stesso Ricci alla chitarra, Dan Beehler alla batteria e alla voce e Allan Johnson al basso, per un determinato periodo potevano essere considerati invincibili.
Poi, come sempre accade a tutte le band con una determinata milizia attiva sul groppone presero inizio vari cambi di formazione e gli album successivi, seppur di buona fattura, mediamente – sebbene con qualche inciampo evidente -, non riuscirono però mai ad eguagliare la magia dei primi tre.
Nel 2014 avviene però il miracolo, si ricompone la line-up degli inizi. Nessun album pubblicato ma parecchie esibizioni dal vivo. Dalle nostre parti gli Exciter classici si esibiscono all’interno del Colony Open Air a Brescia, nel luglio 2017.
Per un po’ ci si illude che fra i tre sia tornato il sereno ma nel 2018 John Ricci lascia la band, per sempre.
Per chi ha potuto vedere gli Exciter dal vivo successivamente, come lo scriba nel 2019 allo Slaughter Club di Paderno, senza nulla togliere al chitarrista subentrato, ossia, Daniel Dekay, ha appurato che la magia del peculiare suono a grattugia dei canadesi citato a inizio recensione si era inesorabilmente persa, dopo l’uscita di Ricci.
E veniamo ai giorni nostri: John nel 2024 dà inizio a una nuova avventura chiamata Powerrage, chiamando al proprio capezzale vecchie conoscenze del Metallo canadese: Todd Pillon al basso, fondatore dei Witchkiller, quelli dell’Ep Day of the Saxons del 1984, Lucas Dery alla batteria ma soprattutto Jacques Bélanger, già cantante degli Exciter in passato presente negli album The Dark Command (1997), Blood of Tyrants (2000) e New Testament (2004).
Beast, oggetto della recensione, è il primo frutto della neo formazione canadese e vede la luce per la High Roller Records. La versione in Cd – esiste anche in vinile – si accompagna a un libretto di otto pagine con tutti i testi, le note tecniche di rito e una foto della band nella seconda facciata.
Il disco si compone di otto pezzi per poco più di mezz’ora di fruizione. Come tiene a precisare John Ricci non si tratta in nessun caso di scarti degli Exciter riciclati, ma di composizioni nuove di zecca.
Canzoni alle quali non difetta di certo la veemenza metallica Speed: “Dark Wings”, “I Torture I Kill”, “The Devil is Screaming”, “The Black Mass”, “Dragon Man” con quest’ultima molto vicina alle produzioni passate degli Exciter. La tregua, si fa per dire, è assicurata da “Haunted Hell”, composizione simil Doom pesantissima.
Bélanger si sgola come da previsioni come un ossesso e la band produce un costante muro impressionante di suono ma manca la magia, quella che riesce a far scattare la scintilla durante l’ascolto sebbene fra cariche incessanti di artiglieria pesante, cosa che ci si sarebbe aspettata da una vecchia triglia del Metallo quale Ricci. I Powerrage dentro Beast paiono voler strafare, quando non era assolutamente necessario, visti i precedenti illustri di buona parte della formazione.
Stefano “Steven Rich” Ricetti
