Recensione: Beyond Unseen Gateways

Di Manuele Marconi - 4 Maggio 2021 - 14:17
Beyond Unseen Gateways
Band: Ildaruni
Etichetta: Black Lion Records
Genere: Folk - Viking 
Anno: 2021
Nazione:
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76

Al confine fra l’oriente e l’occidente, nei pressi della mezzaluna fertile, c’è uno spicchio di terra che ha passato innumerevoli traversie nella sua storia, e nonostante tutto mantiene tutt’oggi una forte identità culturale: parliamo dell’Armenia, patria degli Ildaruni. Il lavoro d’esordio della band ha la possibilità di esplodere, data anche la scarsa concorrenza e le dimensioni del territorio nazionale, ma la difficoltà della sfida non ne rende mai scontato l’esito, soprattutto se si parla di musica. “Beyond Unseen Gateways” è un lavoro di ottima qualità, un blocco di pagan black metal classico ma contemporaneamente con una forte personalità, a partire da un’intro incredibilmente curata, a differenza di tanti gruppi che la inseriscono esclusivamente come un asettico proforma. “Perpetual Vigil” è un brano molto orecchiabile, che rimane sempre su linee melodiche ben definite, con una dinamica ottima ed un’alternanza ritmica calzante. “Exhalted Birth” rappresenta un pezzo più classicamente pagan black metal, sempre sapiente l’uso degli strumenti a fiato e delle chitarre, vere costanti dell’album, che si distingue molto per questo. In particolare i flauti e le cornamuse, che donano un’atmosfera tutta particolare ad ogni singolo brano dell’album, sono la vera arma vincente: danno un tocco di imprevedibilità a tutti i pezzi e contemporaneamente arricchiscono il prodotto, senza eccedere ed inserendo tali sonorità in maniera assolutamente calzante. L’album si conclude con “Whence Ravenstone Beckons”: l’ennesimo brano vario, completo e suonato perfettamente, che porta alle orecchie dell’ascoltatore un’atmosfera lugubre ma allo stesso tempo epica. L’album si distingue in generale per produzione pulita, uno scream sporco ma leggibile al microfono ed una buona commistione fra elementi più tipicamente scandinavi ed altri appartenenti a contesti più continentali, che mischiati agli episodi folk donano un gusto molto originale al prodotto.

Per accendere un incendio basta una scintilla, e stavolta il fuoco nero è pronto a divampare: l’esordio degli Ildaruni è d’impatto ed ha la qualità di essere apprezzabile anche da chi non è avvezzo all’ascolto di black metal, merita una chance davvero da chiunque. Da oggi anche l’Armenia ha nuovi adepti per l’esercito del metallo nero.

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