Recensione: Crimson

Di Luca Montini - 9 Agosto 2020 - 0:00
Crimson
Band: Volturian
Etichetta:Scarlet Records
Genere: Gothic 
Anno:2020
Nazione:
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75

Nati dal sodalizio artistico tra il chitarrista Federico Mondelli (Frozen Crown) e la cantante Federica Lanna (ex Sleeping Romance), i Volturian sono giunti nell’aprile di quest’anno alla release del debut Crimson, uscito per Scarlet Records. Completano la lineup alla sezione ritmica il batterista Alberto Mezzanotte (Frozen Crown) ed il bassista Massimiliano Rossi. Etichettato come “modern metal”, potremmo definire il genere proposto dalla band come una sintesi di metal melodico, eurodance e chitarroni elettrici ribassati stile In Flames. Fin qui potremmo aver centrato anche la descrizione degli svedesi Amaranthe, pionieri in questo genere di contaminazioni, dai quali i Volturian si differenziano per una spiccata vena gothic. Tra vampiri e licantropi intraprendiamo questo oscuro viaggio verso il nero maniero che si staglia all’orizzonte.

Alla prova dell’ascolto, Crimson è un buon debutto. Brava Federica con le sue linee vocali sia nelle melodie alla Sharon den Adel che in quelle più pop, che si conferma come una tra le voci italiane in maggiore crescita negli ultimi anni, e che dopo il recente split con gli Sleeping Romance presenta i Volturian come sua band principale. Un po’ meno ficcanti gli inserti in growl del Mondelli, assoluto protagonista al songwriting sia per la parte chitarristica che per quella elettronica.

volturian band

Tra i punti di forza di Crimson, indubbiamente la compattezza. Dieci brani della durata di tre/quattro minuti per un totale di appena trentacinque minuti di ascolto, che consentono al disco di fluire senza lasciare quella sensazione di “monotraccia” che spesso affligge molte produzioni. Tra i brani più significativi, sicuramente i tre singoli: “Broken” tra Amaranthe e Within Temptation, la melodica “Haunting Symphony” e l’opener “New Life”, ma anche e soprattutto i pezzi dove la componente elettronica è più forte. Il metal nasce come genere estremo di rottura ed avanguardia per diventare oggi luogo di eccessivo conservatorismo… per questo di fronte alle contaminazioni i pezzi più ibridi escono con maggiore personalità. Via libera quindi al beat incalzante di “Killing Joke” che sembra la versione gotica di un brano eurobeat, così come “Days Before You Died”. Il disco si chiude con la cover di Roxette “Fading Like a Flower”, pezzo azzeccato che ci riporta nelle discoteche dei primi anni ’90, a rimarcare le influenze stilistiche dei Volturian. Molto interessante anche il duetto in versione “Volturian Crown” con la frontwoman dei Frozen Crown Giada “Jade” Etro in “In a Heartbeat”. Una perfetta sintesi tra le band con le due voci che ne incarnano reciprocamente l’essenza: il lato power di Giada e quello più pop di Federica.
Buon avvio per i Volturian con Crimson, anche se l’impressione è manchi ancora qualche ingrediente al songwriting per far emergere la band dai numerosi esperimenti analoghi usciti sul mercato negli ultimi anni. Ottimi i risultati già raggiunti sulle piattaforme di streaming online, in particolare Youtube dove i tre video dei singoli a pochi mesi dal lancio oscillano tra le 200k e le 300k visualizzazioni.

Inutile perdersi in futili sofismi tra puristi tra chi ancora si interroga sulla legittimità di ibridare generi apparentemente incompatibili come metal, pop e sintetizzatori da discoteca; il cambiamento va accolto ed interpretato con strumenti nuovi. Crimson è un album piacevole, compatto e coerente, che fa della semplicità della struttura dei brani e della morbidezza delle linee vocali che si scontrano con chitarre e beat elettronico un consapevole punto di forza. Vedremo cosa riserverà il futuro a questo progetto. La notte cremisi è ancora lunga.

Luca “Montsteen” Montini

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