Recensione: Dead Air

Di Roberto Gelmi - 3 Gennaio 2021 - 11:50
Dead Air
Band: Katatonia
Etichetta: Peaceville Records
Genere: Gothic 
Anno: 2020
Nazione:
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80

Dead Air nasce con una premessa, occorre considerare infatti che questa uscita è stata richiesta dagli stessi fan dei Katatonia, con un elenco brani scelti a votazione. Si tratta della registrazione dello show che la band ha tenuto il 9 maggio 2020 in live streaming dagli Studi Gröndahl di Stoccolma.

Gli svedesi, pionieri del movimento black/death/doom fino a divenire attualmente un grande gruppo progressive/gothic, ci regalano 20 brani dal loro meraviglioso repertorio sonoro che racconta la loro oscura grandezza, insieme a tre brani dell’album City Burials in versione live.

Questo il commento del chitarrista Anders Nyström:

A causa di una richiesta travolgente, siamo orgogliosi di confermare che il nostro livestream dei Gröndahl all’inizio di quest’anno vedrà ora un’uscita fisica dove potrete rivivere le 20 canzoni più ricercate e votate in esclusiva dai nostri fan di tutto il mondo. Questa serata molto speciale del 9 maggio ci servirà per sempre come ricordo di qualcosa di tanto strano quanto fantastico, per cui è essenziale renderla disponibile in un supporto che si possa toccare e possedere per sempre.

Dead Air potrebbe essere, inoltre, un invito a nuovi fan per comprendere la magia di questo gruppo, così viva sin dal bellissimo Dance of December Soul del 1993. Questa magia, tramandata attraverso i loro cambiamenti, la loro crescita e la loro unicità, potrebbe spingervi a considerare l’intera discografia della band, composta di 11 album, 9 ep, 5 live, con 12 diversi musicisti tra vecchi membri e attuali musicisti in line-up, ossia Jonas Renkse e Anders Nyström.

Dead Air riesce molto bene a raccogliere la moltitudine degli elementi e delle influenze che vivono in ogni album dei Katatonia e scorre proponendo nitidi momenti della loro evoluzione sonora e della loro storia: i pezzi sono tutti meravigliosi e ognuno descrive con maestria ogni angolo della sfaccettata identità sonora degli scandinavi.

Focalizzarsi solo su alcuni di questi brani è veramente difficile perché sono tutti bellissimi, magicamente coesi fino a sembrare indivisibili. La band, in questo lavoro, sceglie un approccio molto diretto, quasi scarno ed essenziale: gli arrangiamenti caricano i suoni, i brani appaiono più duri rispetto a come siamo abituati ad ascoltarli, questa scelta è sicuramente efficace e invoglia ulteriormente a scoprire la trascklist.

Il live è stato registrato, mixato e masterizzato da David Castillo. Sono degne di nota l’imponente performance vocale di Jonas Renkse, le sinuose chitarre di Anders Nystrom e Roger Öjersson ma anche la precisione del batterista Daniel Moilanen insieme al basso di Niklas Sandin.

Questa uscita particolare si collega idealmente, inoltre, con le collaborazioni avute con un’orchestra sinfonica tre anni fa e i due live del 2013 e del 2015. Questa volta, tuttavia, il prodotto è condizionato dal periodo che stiamo vivendo, così tenebroso e indefinibile, ma la voglia di poter vivere e rivivere un loro live, seppur fatto in streaming, è reale. Dead Air è il racconto di un grande gruppo scandinavo, fortemente voluto proprio da chi lo ha già vissuto ed amato, un oscuro, affascinante… unico racconto.

Bravi Katatonia!

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