Recensione: Demystification of the Fallen Idols

Di Gianluca Fontanesi - 15 Luglio 2026 - 0:21
Demystification of the Fallen Idols
Band: Craven Idol
Genere: Black 
Anno: 2026
Nazione:
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85

E brava Dark Descent! Con nonchalance, e quasi in sordina rispetto alle uscite estreme più blasonate, la label di stanza in Colorado tira fuori dal cilindro una vera e propria bomba atomica. Gli split ormai sono roba d’altri tempi e relegati sempre più in un undergroud fomentato da grandi nostalgici; questa volta però è stata creata una bestia che difficilmente non farà saltare dalla sedia gli appassionati del settore.

Fanno parte della cospirazione i brasiliani Mystifier e gli inglesi Craven Idol: due band in stato di forma smagliante e che, forti di un’alleanza stretta dopo due tour insieme, hanno fornito al disco brani tutt’altro che secondari. Il minutaggio è di quelli importanti, si superano i quaranta minuti; l’artwork, ad opera del brasiliano Marco Blasphemator, è di altissimo livello e ci sono tutti i presupposti per un allineamento di pianeti in favore della blasfemia più incontaminata.

Sono sette i brani proposti e l’apertura delle danze spetta ai Mystifier. Se escludiamo lo split coi Lucifer’s Child del 2022, in cui avevano pubblicato 2 inediti e una cover,  i nostri sono in silenzio discografico dal lontano 2019. Si ripresentano in questo split brutti, sporchi, cattivi e prendono a pugni l’ascoltatore macinando riff su riff come un tritacarne impazzito. C’è spazio anche per qualche variazione sul tema: quando The Dr. Faust’s Pact with Mephistopheles (Göetic verses…) rallenta le ostilità, la tensione viene in ogni caso mantenuta in maniera magistrale e la traccia si rivela fin da subito una delle migliori del lotto. Blast beat come se piovessero, assoli al vetriolo, attitudine invidiabile; i Mystifier, dopo quasi quattro decadi di carriera, sono ancora qui a pestare come se fosse il primo giorno e non cedono, giustamente, di un millimetro.

L’assalto brasiliano era solo l’inizio, l’antipasto; i Craven Idol poi salgono in cattedra e polverizzano tutto. Tra le migliori band black-thrash al mondo, se non la migliore, assieme a Mayhemic e pochi altri eletti. Forked Tongues, capolavoro datato 2021, gira ancora in maniera prepotente in molti lettori non a torto, e i tre brani qui proposti ne continuano il discorso artistico assieme ad uno stato di grazia totale. Red-Maned Black Dragon e The Floodgod Reborn sono pura lamiera. La prima, suonata a velocità impossibili, è un concentrato incredibile di riff memorabili e una potenza inaudita; la seconda invece rallenta un po’, è più epica e maestosa e dal vivo farà sfracelli. Non contenti, I Craven Idol si concedono anche il lusso di pubblicare un brano da oltre undici minuti: Nadir of Mountains and Seas è il sunto di una carriera intera e il giusto modo di festeggiarne i primi 20 anni con un’uscita sorprendente.

Demystification of the Fallen Idols è il disco più cattivo, potente, insolente e distruttivo di questa prima metà del 2026; un’opera offerta da due band di assoluto livello e da una label che davanti alla qualità non storce mai il naso. Se lo stato di forma di Mystifier e Craven Idol è questo, che partoriscano un album a testa al più presto. Per ora godiamoci questo split.

Imperdibile.

 

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