Recensione: Digging Past Sounds

Di Daniele D'Adamo - 23 Luglio 2012 - 0:00
Digging Past Sounds
Band: Antagonism
Etichetta:
Genere:
Anno: 2012
Nazione:
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72

All’infinita, o quasi, lista dei sotto-generi del death metal a oggi esistenti, mancava quella con cui le note di accompagnamento al promo CD hanno definito il sound dei marchigiani Antagonism: ‘urban death metal’. Marchigiani originariamente nati con il moniker Cancrena, trasformatosi in quello attuale nel 2005, e autori di un demo (“XXI Century”, 2006), uno split (“Extreme Metal Inside”, 2007), un DVD live (“Alive Death Spill”, 2010) e, in ultimo, di questo full-length, “Digging Past Sounds”, realizzato dall’attivissima label italiana SG Records.

Tornando allo stile elaborato dai quattro di Macerata in effetti si può riconoscere, in esso, una spiccata attitudine ‘stradaiola’, frutto principalmente di un legame indissolubile con l’hardcore e, di conseguenza, per il thrash; fermo restando un flavour innegabilmente death generato dal rabbioso growling di Marco Radossevich, abile – anche – a proporre linee vocali assai ruvide, ottenute rifinendo con la carta di vetro a grana grossa screaming e harsh vocals. Quasi paradossalmente, il sound complessivo della band è invece pulito, ordinato e cristallino: una discrasia, questa, che definisce in maniera abbastanza personale il marchio di fabbrica dei Nostri. Magari non si può parlare di originalità assoluta, tuttavia Radosevich e compagni sono riusciti a metter su una struttura dalle membrature forti e robuste, toste, consistenti e, soprattutto, ferme nella loro rappresentazione dell’idea musicale chiamata, appunto, Antagonism.

Uno stile così lindo e preciso non può prescindere da una buona preparazione tecnica, e così è. Con intelligenza, i componenti del combo italiano – ciascuno per quanto di competenza – evitano di perdersi in inutili arzigogoli, preferendo al contrario la compattezza del suono. Difatti, Marco Vitali (membro fondatore assieme a Radossevich) macina tonnellate di riff di evidente scuola thrash, manifestando un’ottima passione per la motosega i cui denti altro non sono che gli accordi stoppati e compressi così come inventati tanti anni fa da Metallica, Exodus e Anthrax. Il cupo rombo generato dal basso di Leonardo Ciccarelli si rivela un ideale collante, nell’economia musicale dell’ensemble, regalando allo stesso un caldo e pulsante tocco ‘groovoso’ che non può che far piacere alle orecchie. Giacomo Scattolini è infine il più scatenato fra i quattro, proponendo ritmi sempre vivaci sino ad arrivare ai blast beats. Un risultato finale maturo e professionale, insomma, tale da non far sfigurare “Digging Past Sounds”, almeno come manifattura, di fronte a nessuna delle migliori proposte che girano al momento sul mercato.    

Un po’ meno efficace, almeno a parere di chi scrive, il songwriting che, forse, risente della totale mancanza di melodia che segna profondamente la foggia musicale del gruppo. Una mancanza che, seppur del tutto ammissibile in quanto aderente in toto alla filosofia che regge questo… urban death metal, consente di azzeccare – teoricamente – qualche soluzione armonica in meno di quelle che si trovano nelle varie canzoni che compongono il lavoro. Canzoni ben congegnate per non presentare mai cali di tensione ma alla lunga poco riconoscibili l’una dall’altra anche dopo reiterati ascolti. Si possono segnalare, tuttavia, l’indovinato riff portante dell’opener, “Skinhunter Kill(ing)”, l’anthemica e riottosa “No More”, la mazzata à la Slayer di “G-Hate”, il bombardamento death di “Unexpected End Of Life” e l’esperimento finale dell’acustica “Akustic Rebellion”. Encomiabile, non ultima, la voglia di occuparsi di temi impegnati quali la corruzione politica, l’inquinamento, la critica alla società contemporanea e così via; per un genere, il death metal, che in abitualmente si occupa di ben altri argomenti.  

“Digging Past Sounds” è un’opera abbondantemente sopra la sufficienza: gli Antagonism, date queste premesse, non possono che migliorare aguzzando maggiormente l’ingegno per trovare delle scappatoie che consentano loro di avere più agilità… compositiva.  

Daniele “dani66” D’Adamo

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Tracce:
1. Skinhunter Kill(ing) 2:27     
2. Sick AIDS 2:57     
3. No More 3:05     
4. Garbage Collapse Suffocation 1:51     
5. Saturday Night Crash 3:08     
6. Politicized 3:09     
7. Thy Piggest Souls 2:53     
8. Poisoned Rats 3:02     
9. G-Hate 3:47     
10. Unexpected End Of Life 2:45     
11. Akustic Rebellion 2:32         
    
Durata 32 min.

Formazione:
Marco Radossevich – Voce
Marco Vitali – Chitarra
Leonardo Ciccarelli – Basso
Giacomo Scattolini – Batteria
 

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