Recensione: Don’t Let Them Fall

Di Alessandro Calvi - 6 Aprile 2007 - 0:00
Don’t Let Them Fall
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Anno: 2007
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75

I Circus of Damnation nascono a fine 2003 a Torino come esperimento per la ricerca di nuove sonorità, grazie all’inserimento di due chitarre e di un basso all’originale nucleo fondato da Moontear (voce e batteria) e Mushli (tastiere e piano), il gruppo viene completato. La band comincia subito bene perché grazie a un concorso viene subito notata da una compagnia teatrale che gli commissiona la colonna sonora di una loro opera. Poco dopo, nel maggio del 2004, il combo torinese registra il suo primo demo intitolato “Don’t Let Them Fall”, il cd viene notato dalla Dawn of Sadness che decide di trasformarlo nel loro debut album che abbiamo ora tra le mani.

L’intro del disco è demandata alla titletrack, un lungo brano strumentale molto d’atmosfera, che ci fa subito capire lo “stile” di questa band. Non stupisce infatti che siano stati scelti per la realizzazione della colonna sonora di uno spettacolo teatrale, la loro musica potrebbe quasi non essere neanche definita metal con inserti sinfonici, bensì al contrario musica classica con passaggi black. Lo stesso uso della voce è, per tutto il disco, molto ridotto, quasi minimale, così come l’uso degli strumenti tradizionali del metal (chitarre, basso e batteria), sono quasi snaturati e spesso usati come contorno alle composizioni sinfoniche e non come protagonisti.
Inoltre, a causa della grande atmosfera che questi brani riescono a creare e ai tempi sempre molto lenti, il connubio con il metal dà spesso spazio a passaggi di sapore quasi più gothic e soprattutto doom, piuttosto che black, sia pure sinfonico.
Si tratta certamente di un disco estremamente ricco di idee, variegato e molto piacevole da ascoltare, ma proprio per questo per niente immediato. Chi dovesse accostarsi ad esso aspettandosi un album “canonico” rischierebbe di rimanerne estremamente deluso e di non riuscire neanche ad apprezzare lo sforzo fatto da questi ragazzi. Certamente i Circus of Damnation son riusciti, già dalla prima uscita, a trovare una propria marcatissima identità, cosa non sempre facile, che, nel bene e nel male ne decreterà quasi sicuramente in destino.
Se da una parte infatti ci troviamo di fronte a un act già maturo e con molte idee in testa, dall’altra parte rimane il dubbio di come possa venire accolto dal pubblico e soprattutto se, dopo l’esordio con una piccola etichetta, qualche major vorrà investire su un gruppo molto valido ma che non si rivolge al grande pubblico.

Per concludere i Circus of Damnation sfornano un esordio con i fiocchi, veramente degno di più di un ascolto. Non si tratta però di un album di facile assimilazione e questo potrebbe tagliarli fuori dalla possibilità di rivolgersi a un pubblico più ampio, la speranza del sottoscritto è però quella che questo non li faccia cambiare idea sulla musica da suonare e che continuino per la loro strada.

Tracklist:
01 Don’t Let Them Fall
02 Come In
03 In Speciem Cadaveris
04 Broken Wings
05 Falling Tears from Her Eyes
06 Rising Will
07 Laying Will
08 Ephimeral

Alex “Engash-Krul” Calvi

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