Copertina di Escape dei Noumeno
Recensione Progressive · Album · 2014

Noumeno Escape

di Roberto Gelmi 23 Novembre 2015 - 10:00
Band
Noumeno
Tipologia
Album
Genere
Progressive
Anno
2014
Nazione
Italia

Certi gruppi nascono ammantati da un’aura di raffinatezza. Nel caso dei Noumeno, oltre al moniker filosofico, un artwork bellissimo conferma l’assunto: la musica non può che essere una colata di metallo strumentale per palati fini. Dopo il promo del 2008 e il primo full-length, Trapped (del 2009), il gruppo romano ha raggiunto ormai un’evidente maturità stilistica. TM si è occupato della band già anni fa, oggi i Noumeno, orfani del chitarrista storico Fabrizio Agabiti, sono una realtà difficile da ignorare in ambito power-prog. strumentale.

Escape è un album che vive di un’estrema coerenza sonora, dal primo all’ultimo minuto non c’è ombra di concessioni a filler o passaggi a vuoto. L’opener e title-track è una colata di metallo fuso, tra ritmiche thrash, break melodici e tecnica prog. Ottimo il guitarwork, che si divide tra tremolo picking e fase solistica; da segnalare la parte centrale con duelli chitarristici e perfetto affiatamento con la base ritmica.
“Unbalanced” continua il discorso intessuto di sano tecnicismo e Emiliano Cantiano sembra rifarsi al drumwork disumano degli Spiral Architect e a quello di Aquiles Priester. Lo stacco al min 2:05 di basso in slap dona un tocco di ecletticità al brano.
“Rodeo Bing” alterna parti in tapping sbarazzine a ritmiche rocciose. L’ultimo minuto è una goduria sorretta dalla doppia cassa. “A moment for Chuck” (Schuldiner, compianto leader dei Death) è un altro pezzo al cardiopalmo, perfetta sintesi dell’ibridismo power-prog. Tutto suona come una versione iper-vitaminizzata del sound proposto dal gruppo di Bittencourt & Co.
“Gnu Entry” è il pezzo più Angra-oriented del lotto, intendiamo ovviamente la fase post-Matos del combo braisliano. “Shores of Insanity” e “Mr. Moustache” (dedicata a Baffo Jorg della Metal Massacre) non aggiungono niente di nuovo all’economia dell’album, mantenendolo su livelli qualitativi elevati.
Dopo il finale brusco del brano precedente, “Ink++” inizia con un patente debito nei confronti delle dissonanze targate Cacophony, per poi proseguire desultoria con accenti sui tempi deboli. La breve sezione acustica a metà brano richiama alla mente le sonorità vellutate dei Gordian Knot.
Gran finale con “Minus One Sqrt” che inizia in sordina, poi esplode gagliarda. Nel finale bicordi in delay ricordano i Dream Theater di Images & Words (una delle band citate dai nostri sulla loro pagina Facebook).

Si respira una salubre aria anni Novanta in Escape, la pesantezza delle ritmiche infatti è indubitabile, le concessioni djent solo centellinate. Il nuovo studio album dei Noumeno è un platter che i cultori del miglior metal tecnico-strumentale non devono lasciarsi scappare.

Roberto Gelmi (sc. Rhadamanthys)

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