Recensione: Fangdriller: Scars Beneath Memory’s Wrist

Di Gianluca Fontanesi - 22 Giugno 2026 - 0:46
Fangdriller: Scars Beneath Memory’s Wrist
Band: Saidan
Etichetta: Avantgarde Music
Genere: Black 
Anno: 2026
Nazione:
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82

I Saidan sono una band black metal proveniente dal Tennessee, con un immaginario concettuale votato alla cultura horror giapponese, un look che ricorda le band visual e dal sound imbastito di elettronica con un uso piuttosto invadente della melodia ad alto dosaggio glicemico. La domanda ora sorge spontanea: cos’altro potrebbe andare storto?

Nulla.

Fangdriller: Scars Beneath Memory’s Wrist, quarto album dei nostri, fa letteralmente paura, sia dalle grafiche ad opera del giapponese Seiyak17 che a livello musicale. Qui, signore e signori, funziona tutto, e l’album girerà parecchio quest’anno nei vostri impianti con conseguente libidine, doppia, tripla e anche coi fiocchi.

Le cose vengono subito messe in chiaro con Razorblade Temptation, un vero e proprio capolavoro e anche uno dei brani migliori scritti dai Saidan: blast beat come se piovessero, tastiere e melodie invadenti, sprazzi di chitarre maideniane e una sezione ritmica impazzita. Impossibile resistere e si arriva persino a cantare gli scream laceranti di Splatterpvnk dopo pochissimi passaggi.

Le coordinate del lavoro sono queste e le tracce bombardano l’ascoltatore come missili ben piazzati; i Saidan riescono nella difficilissima impresa di far suonare in maniera credibile una proposta del genere e non è una dote da poco. Liricamente, tutti gli album della band fanno parte di un’unica storia e sono tutti collegati. A un certo punto, sul finale di Stained Glass Sin // Fang Driller, i Saidan si trasformano magicamente negli Equilibrium di Sagas e tirano fuori una citazione a Blut im Auge che farà saltare dalla sedia parecchia gente.

Non ci sono cali nel disco nè punti morti, ci si concede persino un finale acustico cantato in clean e, a questo punto, la pressione del tasto play è obbligatoria. I ragazzi dell’Avantgarde ci hanno visto giusto: ascolterete Fangdriller: Scars Beneath Memory’s Wrist ancora, ancora e ancora senza mai annoiarvi. Degli americani che suonano come le band nordeuropee ma ispirandosi al Sol Levante per tutto il resto e con label italiana. Chi l’avrebbe mai detto?

Devastanti.

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