Recensione: First Attempt

Di Onirica - 4 Agosto 2004 - 0:00
First Attempt
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Anno:2003
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65

Proseguendo nella perlustrazione del suolo italiano non si può che andare incontro alle più diverse sfaccettature del metal progressivo, questa volta ci troviamo di fronte ad un lavoro davvero particolare seppur pericolante nella sua struttura compositiva. Questi cinque giovani ragazzi italiani si presentano con tutte le carte in tavole necessarie per vincere la partita della critica ma secondo il mio parere manca ancora qualcosa di troppo importante, una sonorità personale. Il disco è ben registrato ed eseguito alla perfezione ma sembra quasi un collage delle maggiori ispirazioni e come se non bastasse il metodo di stesura dei pezzi sembra eccessivamente vincolato ad un ritornello quasi obbligato, per questo motivo suona spesso come passato ormai in disuso. La sezione ritmica è tanto padrona della propria posizione da riportarmi agli Spiral Architect che tanto si sono ispirati ai Cynic di Sean Malone, la voce del cantante mi incolla inevitabilmente ai Blind Guardian di Hansi mentre il songwriting delle due chitarre di Simone Lanna e Stefano Di Fiore dimostrano tecnica, potenza e velocità ma nella somma un basso rapporto tra costi e benefici raggiunti. Se ascolterete queste cinque tracce avrete modo di giudicare a vostro modo la fattura di questa opera, purtroppo sono uno di quelli che non apprezzano grandi ritornelli quando il contorno lascia a desiderare nè tantomeno la mera tecnica rivolta esclusivamente a se stessa. Continuare nell’ascolto mi fa pensare di essere forse troppo severo nei confronti ma questi 25 minuti incisi da Stefano Morabito con copertina di Sonia Di Filippo testimoniano potenzialità ben maggiori di quelle presentate in questa occasione.

Simone Lanna – Lead and rhythm guitars
Stefano Di Fiore – Lead and rhythm guitars
Marcello Strinati – Lead and backing vocals
Claudio Testini – Drums
Alessandro Lofoco – Bass

Ricordo comunque che le sfumature scelte dal gruppo per rendere particolare il genere di musica imposto al grande pubblico, restano in qualsiasi caso fra le più difficili in campo progressivo. Unire una tecnica formidabile ad accelerazioni massacranti in un contesto armonico e melodico di stampo thrash/progressivo è senza dubbio dura impresa per un gruppo così giovane, tuttavia penso non manchino le prerogative perchè questo obiettivo venga soddisfatto senza rinunciare ad estro compositivo ed impatto sonoro nel rispetto delle proprie sonorità.

Andrea’Onirica’Perdichizzi

TrackList:

01. Haka (All Black’s Traditional Prayer)
02. A February To Forget
03. A Closely Seen Mind
04. When The Sun Rises Out
05. The Spreading Noise
06. Interferences

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Anno:2003
65