Recensione: Fistful of Fire

Di Marco Donè - 6 Aprile 2020 - 10:59
Fistful of Fire
Band: Bonfire
Etichetta:AFM Records
Genere: Hard Rock 
Anno:2020
Nazione:
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80

A due anni di distanza dal riuscitissimo “Temple of Lies” (qui la nostra recensione), i rocker tedeschi Bonfire tornano a deliziarci con le loro accattivanti e trascinanti melodie.
Nel corso della sua lunga carriera la formazione di Ingolstadt ha saputo rinnovarsi negli anni e da qualche tempo a questa parte sembra non sbagliare più un colpo. L’ingresso in formazione del cantante Alexx Stahl, in particolare, sembra aver regalato ai Nostri nuova linfa vitale. I due album fin qui realizzati con Stahl al microfono parlano chiaro, d’altronde. L’attenzione di tutti i rocker – quelli con la “R” maiuscola – era quindi rivolta al nuovo lavoro della band capitanata dal chitarrista Hans Ziller, intitolato “Fistful of Fire”. Un lavoro in cui il quintetto tedesco si è avvalso della qualità di André Hilgers alla batteria, un nome che non ha bisogno di presentazioni, visti i suoi trascorsi con Rage, Axxis e Silent Force. Una collaborazione che ha sicuramente aumentato le aspettative sul disco.

Con “Fistful of Fire” i Bonfire continuano a percorre il sentiero su cui si sono incamminati negli ultimi anni e lo riprendono esattamente dal punto in cui si erano fermati con la pubblicazione di “Temple of Lies”. Ci troviamo quindi al cospetto di una serie di composizioni – tredici, per l’esattezza, a cui si aggiunge la versione acustica della ballad ‘When an Old Man Cries’ – in cui fanno capolino tutti quegli elementi che ci avevano entusiasmato sul precedente “Temple of Lies”. L’album, infatti, si sviluppa attorno a un heavy-rock, in cui fanno spesso capolino aperture powereggianti, dove l’eco degli anni Ottanta si fa sentire, eccome. Incontriamo canzoni in grado di coinvolgere l’ascoltatore dall’inizio alla fine, grazie a dei ritornelli antemici che entrano subito in testa – per non uscirne più – e che si lasciano cantare già dal primo ascolto. Non mi credete? Provate ad ascoltare il singolo ‘Rock’n’ Roll Survivors’ (qui il video), o ‘Ride the Blade’ – giusto per fare un paio di esempi – e poi ne riparliamo.
Fistful of Fire” si erge attorno all’ottimo lavoro svolto dalle asce di Ziller e Pané, che sciorinano riff potentissimi e intrisi di melodia, che risultano trascinanti, ben supportati da una sezione ritmica funzionale alla struttura canzone. Spicca ovviamente il lavoro di Hilgers alle pelli, autentico valore aggiunto dei Nostri. Da segnalare, inoltre, il buon gusto espresso in fase solistica da Ziller, ma questa non è sicuramente una novità.
Come già successo nel disco del 2018, a fare però la differenza è la prestazione al microfono di Alexx Stahl, talentuoso cantante che, oltre a una gran tecnica, risulta dotato di una capacità interpretativa che solo i grandi possono vantare. Grazie alla sua voce, alla sua espressività le canzoni risultano vive, capaci di regalare tonnellate di adrenalina, come un vero album hard rock dovrebbe fare. “Fistful of Fire” sembra infatti studiato per entrare nei cuori dei die hard rocker, ne ha tutte le caratteristiche: melodia, energia, entusiasmo. Difficile citare una traccia rispetto all’altra, la qualità è talmente elevata che dovremmo elencarle tutte. Proviamo però a soffermarci su quelle che, secondo il sottoscritto, rappresentano al meglio il disco. Oltre a ‘Rock’n’ Roll Survivors’ e ‘Ride the Blade’, di cui abbiamo scritto in precedenza, dobbiamo sicuramente menzionare ‘Breaking Out’, tipica hard rock song dei Bonfire. La cadenzata title track dove, nell’assolo, fa capolino una partitura ritmica che richiama alla mente alcune soluzioni dei Savatage. Impossibile non citare ‘Warrior’, con la sua anima ottantiana, che strizza l’occhio ai Bon Jovi. Da citare tra gli highlight dell’album anche la tirata ‘The Devil Made Me Do It’ e la powerggiante ‘Gloryland’, dove Stahl regala il meglio di sé.
Da segnalare l’ottima produzione, potente e al passo con i tempi in cui, vuoi per l’animo eigthies di cui sono intrise le canzoni, vuoi per una batteria dal retrogusto ottantiano, fa capolino un certo flavour old school. Un qualcosa che si sposa alla perfezione con la proposta dei Nostri.

Fistful of Fire” è un album che sottolinea una volta in più l’ottimo momento di salute attraversato dai Bonfire. Come ampiamente descritto è un lavoro che non tradisce le aspettative che aveva creato. I fan della band possono stare tranquilli e buttarsi a occhi chiusi su questo ennesimo capitolo del quintetto di Ingolstadt. Per tutti gli amanti dell’hard rock, che però non conoscono ancora i Bonfire, beh, è giunto il momento di venire redenti da questa eresia e colmare il vuoto, “Fistful of Fire” sarà una piacevole sorpresa. Ma adesso basta parlare, facciamo partire il disco, stappiamoci una birra e lasciamoci trasportare dalla musica: “we are rock’n’ roll survivors”.

Marco Donè

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