Recensione: FREEZE! Live In Europe 2020

Di Giorgio Giusti - 16 Settembre 2021 - 11:57
FREEZE! Live In Europe 2020
Etichetta: Boing!
Genere: Progressive 
Anno: 2021
Nazione:
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Gli The Aristocrats per chi ancora non lo sapesse sono: Guthrie Govan e la sua incredibile e variopinta capacità compositiva e il suo irraggiungibile talento alla sei corde, che oggi ne fa uno dei chitarristi più influenti a livello planetario; Marco Minnemann e la sua solita ampia varietà di stili alle percussioni (autore anche di un tributo al compianto Neil Peart); in ultimo, ma non per questo meno importante, Bryan Beller e la sua classe al basso, maturata con le varie esperienze con musicisti come Steve Vai. I loro quattro album in studio pubblicati negli ultimi 10 anni mostrano la loro maestria nella creazione e nell’esecuzione di una fusion jazz-rock aggressiva, energica e intensa: con apparente facilità e precisione i tre musicisti suonano, infatti, musica potente piena di dramma e umorismo.

FREEZE! Live In Europe 2020 contiene le esibizioni dei The Aristocrats registrate in tutta la Spagna nel febbraio 2020 durante il loro ultimo tour europeo. La loro musica include anche sessioni molto jazz e fluide, e parti piuttosto pesanti (come nella traccia Spanish Eddie) e momenti più scanzonati come When We All Come Together, musica che si adatta perfettamente al coinvolgimento del pubblico. Il live album ha una durata di circa un’ora, tra prog, rock, folk, jazz, fusion e metal, forse mai così ben coesi tra loro: ascoltando il concerto si percepisce anche lo stupore e la meraviglia del pubblico presente dinanzi a tanto eclettismo… Nel disco ci sono sei brani, due firmati da ciascuno dei tre protagonisti chiamati in causa.

Alchimia di suoni, questo il loro marchio di fabbrica e si va anche oltre, perché la musica scorre leggiadra, seppur con mille e mille contaminazioni, senza mai un’esitazione o un salto inappropriato, perché un filo conduttore è sempre riconducibile tra la melodia ed i mille variopinti saliscendi musicali. Sarebbe inutile segnalare un pezzo piuttosto che un altro, l’album non ha picchi perché è costantemente eccelso a livello qualitativo, si differenzia per le varie contaminazioni musicali presenti nei suoi diversi momenti, ma incredibilmente poi con l’ascolto sembreranno non essere più distanti tra loro proprio in quanto l’amalgama è sublime nell’incedere.

Il set si apre con la rumorosa D Grade Fuck Movie Jam, una jam pazzesca con un sacco di arresti e ripartenze, cambi di tempo e assoli da favola, ognuno di questi musicisti è sin dall’inizio al massimo. Segue Spanish Eddie una combinazione latino-jazz che è decisamente diversa dal pezzo di apertura, ma ancor più sbalorditivo, la musica è così potente e trascinante che è difficile credere che siano solo tre ragazzi. Il pezzo The Ballad of Bonnie and Clyde sprigiona melodie ammalianti, coinvolgenti, inebrianti e se riesci ad ascoltare questo pezzo senza fare un grande sorriso sul tuo viso, allora ti consiglio di controllare il tuo polso e, se necessario, trovare il defibrillatore più vicino.

Get It Like That è dedicato a Neil Peart, e non riesco a pensare a un batterista migliore di Marco Minnemann per omaggiare Peart od anche solo ad avvicinarsi alla leggenda che è Peart, la batteria è in primo piano ed è un perfetto tributo di 19 minuti che sono appena volati. Il set si chiude con il blues Last Orders, un meraviglioso brano pieno di alcune bellissime chitarre di Govan che in tutto questo live ha un suono, soprattutto pulito, celestiale: modulazioni e ambienti che avvolgono con perizia e gusto digressioni stilistiche allucinanti tra funk, jazz e deflagrazioni shred.

FREEZE! Live In Europe 2020 è un album sublime che ti va venire una voglia maledetta di suonare dal vivo e non fermatevi a capire cosa suonano i The Aristocrats, non ha alcuna importanza etichettare la musica proposta, qui basta ascoltarla e quasi commuoversi…

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