Recensione: Il Segno del Comando

Di Keledan - 6 Settembre 2004 - 0:00
Il Segno del Comando
Etichetta:
Genere: Prog Rock 
Anno:1997
Nazione:
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90

Come Saulo fu folgorato sulla via di Damasco, il sottoscritto lo fu su quella di Genova. L’antica città marinara ha infatto partorito alcuni dei collettivi musicali più interessanti, anticonformisti e profondi d’Italia.

Si racconta a tal proposito di una pietra alchemica, che precipitò da un piano parallelo su Via Del Campo, forse uccidendo la famosa Graziosa. Pare che sulle ceneri portentose di questa meteora ermetica nacque la Black Widow Records, una delle etichette più affascinanti che io conosca. Forte di una magia e di un fascino irresistibili, la Vedova Nera ha catalizzato la crème de la crème dei musicisti decadenti italiani, in una sorte di Bohéme al sapor metallico di focaccia e con forte cadenza genovese.

Nell’anno 1997 di Nostro Signore Mercy e Banchero, una coppia di cantastorie in Malombra, spesso notati nei pressi della già citata via del Campo, incontrarono a loro volta la propria Damasco: fu la Roma misteriosa, ricca di atmosfere esoteriche e iniziatiche de “Il segno del comando”, fortunata serie televisiva, tratta dall’omonimo romanzo di Giuseppe D’Agata e trasmessa dalla Rai nel 1971.

Lo sceneggiato, diretto da Daniele D’Anza, con Carla Gravina, Ugo Pagliai e Massimo Girotti, è veramente splendido. Guardandolo ho compreso appieno il desiderio del duo genovese di mettere in musica le emozioni nate dalla sublime visione in bianco e nero.

Carla Gravina, l’affascinante Lucia della serie TV.

“Il segno del comando”, a livello musicale, sembra scaturire dalla fucina progressive degli anni ‘70, presentando una miscela di rock, fusion e psichedelie, con un persistente retrogusto oscuro. Banchero ha prodotto delle ottime composizioni alle quali, purtroppo, corrisponde una resa sonora non all’altezza. I suoni sono leggermente ovattati, le parole spesso si confondono per mancanza di nitidezza del cantato. Peccato.

A parte “Tenebrose Presenze”, che è un’intro di un minuto con lo scopo di abbatterci di morale quanto basta per entrare nel giusto spirito decadente, tutti i pezzi sono preziosi e gradevoli.

La voce di Mercy, acerba, graffiante, intensa, si presenta in quattro interminabili brani, intervallati da ottimi pezzi strumentali, come “Ritratto di donna velata”, che di distingue per gli evocativi vocalizzi di Patrizia Baldacci. I testi, sempre a cura di Mercy, sono poetici, criptici, ispirati, nell’alto stile al quale l’artista ci ha abituato.

Alcuni dei brani riprendono le splendide melodie dalla colonna sonora originale della serie TV, ma dopo una visione intensa di quest’ultima e un ascolto parossistico del disco, non sono più in grado di comprendere cosa fosse nel film e cosa nel platter… e Mercy in che parte recitava?

Il Professor Forster, alias Ugo Pagliai.

Il Segno del comando (la canzone) è uno dei pezzi più “vivaci” del disco. Parte con un riff gotico tormentone che cede presto a un rock settantiano, intervallato da quasi quattro minuti di rock psichedelico d’autore. Nel finale una breve parte cantata cede all’inevitabile ripresa del tema iniziale.

La traccia tre è un’esecuzione per organo di una splendida composizione di L.E. Bacalov, quel Salmo XVII che è un altro tormentone della serie TV.

Il quarto brano, “Messaggero di Pietra”, si apre con uno dei leit motiv della colonna sonora del film, che viene presto trasformato in melodia rock, per poi passare al cantato rabbioso e quasi a squarciagola di Mercy… precipitando in un intermezzo fusion, interrotto nuovamente da un passaggio rock, per poi cedere al motivo iniziale, tradotto anche in chiave sinfonica.

Il pezzo che meno mi piace è “Missa Nigra”, ma forse proprio perché riprende alla perfezione uno dei passaggi a me più ostili dello sceneggiato. In queste scene il protagonista vive una sorta di allucinazione lisergica, popolata da volti deformi e mostruosi di improbabili becchini, che si preparano a seppellirlo in una tomba bella che pronta. Il pezzo è ovviamente uno psichedelico allucinato ulteriormente dalla partecipazione alla voce, oltre che di Mercy, di Elena Menichini.

“La Taverna dell’Angelo” è un altro pezzo vivace, che inizia con una melodia tetra per esplodere nella solita buona dose di rock fusion, impreziosita, in uno dei passaggi, da un soave sax soprano.

“Ghost Lovers In Villa Piuma” è un pezzo strumentale, parecchio gotico, che ci scaraventa fuori da un sogno durato ormai forse troppo.

Se vi è piaciuta la serie TV “Il segno del comando”, comprate questo disco a scatola chiusa. Vi potrete immergere nelle atmosfere della pellicola ogni volta che lo vorrete.
Se non avete visto la serie TV e siete affascinati dalle storie di occulto, comprate sia il film che il disco. Il vostro scrigno si arricchirà di due nuovi gioielli.
In ogni caso, consiglio il disco a chiunque apprezzi le atmosfere settantiane, un po’ di psichedelia e un tantino di gotico.
Certi capolavori stanno meglio nel vostro lettore CD che sugli scaffali dei negozi!

Consigliatissimo anche il secondo album, Der Golem, vi invito a leggerne la recensione.

Note sulla recensione
Le righe che leggete sono state il parto più lungo della mia carriera di recensore. Mi sono deciso a recensire il disco in occasione della recente ristampa da parte di Black Widow. Non potevo però esimermi dal vedere la serie TV, della quale ero riuscito a reperire solo la prima VHS.
Ho quindi ordinato il DVD al produttore, ELLEU, che purtroppo mi ha inviato dei DVD non funzionanti (inizio dicembre 2003).
Per ricevere i DVD e quindi finire di vedere la serie, ho dovuto aspettare otto mesi, tra proteste, lamentele e non so quant’altro.
ELLEU ha dichiarato che aveva terminato tutte le copie del film e che la ristampa ha impiegato un tempo più lungo del previsto.

Quindi scusatemi per il ritardo ma, come diceva quello, meglio tardi che mai…

Nota sul voto
Il voto segue la logica del commento finale: se amate la serie TV, consideratelo di dieci punti più alto, se non l’avete mai vista, tenete buono quello riportato qui sotto.

1- Tenebrose Presenze (1:15)
2- Il Segno Del Comando (10:05)
3- Salmo XVII Di Baldassarre Vitali O Della Doppia Morte (1:47)
4- Messagero Di Pietra (9:04)
5- Ritratto Di Donna Velata (3:55)
6- Missa Nigra (7:30)
7- La Taverna Dell’angelo (10:07)
8- Ghost Lovers In Villa Piuma (4:17)

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