Recensione: Impulsive Assault

Di Emanuele Calderone - 28 Luglio 2011 - 0:00
Impulsive Assault
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Anno: 2011
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79

L’ennesima sorpresa italiana. Avere la possibilità di ascoltare i Throne of Molok, band nata nel 2004 a Palermo, significa immergersi in un mondo di pura devastazione ed estremismo sonoro senza troppi compromessi.

Quando, sette anni fa, N.kultus (basso) e K.mega (chitarre e sintetizzatore) diedero la luce al progetto, indirizzarono le proprie scelte musicali verso territori cyber metal, il tutto saldamente sorretto da un’importante base crust, che fa da scheletro al sound costruito dai palermitani. A ciò si aggiunge una considerevole dose di black metal sottolineata soprattutto dal potente scream del cantante U-235, dotato di una voce molto canonica, ma che al contempo si adatta perfettamente alla proposta dei Nostri.

Nonostante l’età relativamente giovane del progetto, il combo arriva, con il nuovissimo “Impulsive Assault (Molok Vult)” al secondo album in un lasso di tempo abbastanza breve. Il disco in questione rappresenta un ulteriore passo avanti nella carriera dei siciliani, i quali vanno a comporre un lavoro di ottima qualità, estremamente multiforme e coinvolgente sotto ogni punto di vista.
Strutturalmente siamo di fronte ad un album piuttosto vario e affascinante, che riesce a catturare l’attenzione sin dal primo ascolto.
I ragazzi si dimostrano, fin dalle prime battute, molto preparati nel maneggiare i propri strumenti, sfoderando una prestazione maiuscola: il riffing di K.mega e A.Dranor risulta variegato e ricco di sfaccettature. Le sei corde, sempre taglienti e potenti, innalzano un imponente muro sonoro. Questo viene a sua volta sorretto dal lavoro di basso ad opera di N.kultus -fondamentale nel conferire profondità al sound dei Throne of Molok- e da quello di batteria di B.Beast, la quale scandisce ritmi serratissimi, donando in tal modo una certa dinamicità alle composizioni.
La creazione delle atmosfere, tutte dal sapore post-apocalittico (quasi come se il disco fosse ambientato in un mondo distrutto da una guerra nucleare), viene demandata ai sintetizzatori suonati anch’essi da K.mega, perfettamente a suo agio pure in questo ambito.

Diviso in ben 15 brani, tutti di durata piuttosto esigua (non si va oltre i 3 primi e 9 secondi della title-track), il disco scorre meravigliosamente, non presentando quasi mai momenti di stanca, risultando invece compatto e violento.
Tra le tracce meglio riuscite vanno nominate, senza ombra di dubbio alcuno, “Ravishing Deathfields”, “Nuclear Christ”, “Impulsive Assault” e “7th Teratomb”. I cinque pezzi riescono a sintetizzare in maniera adeguata la musica dei palermitani, con risultati assolutamente notevoli, sottolineando ognuno di questi una sfumatura diversa del sound. Si prenda, ad esempio, “Ravishing Deathfields”, la canzone più influenzata dall’industrial, tanto da richiamare alla mente, in più di un passaggio, il lavoro dei migliori Fear Factory, quelli, tanto per essere chiari, di “Demanufacture”.
Vaghe reminiscenze thrash si possono rintracciare in “Nuclear Christ”, travolgente ed avvincente, grazie soprattutto al potente riffing e all’interpretazione di U-235, esasperato e abrasivo come non mai.
A queste si affiancano, come è naturale che sia, anche brani più canonici, ma non per questo meno riusciti. Ci riferiamo nella fattispecie, a track quali “March”, “Diverting Sea Levels” o ancora “Clonation Fields”, che, nonostante non inventino nulla di nuovo, riescono comunque a risultare  più che gradevoli.

A rendere ancor più appetibile l’opera ci pensa poi una produzione assolutamente eccezionale per il tipo di uscita: i suoni, sintetici e freddi, calzano alla perfezione con il sound della band, esaltandolo a dovere e rendendolo ancor più aggressivo e irresistibile.
Davvero professionale e scevro da ogni difetto anche il booklet, realizzato con notevole cura e attenzione al dettaglio. La grafica della copertina è davvero splendida e rispecchia a pieno la musica e le tematiche del cd.

I Throne of Molok riescono dunque, con quest’opera a compiere il tanto agognato salto di qualità. “Impulsive Assault (Molok Vult)”, lo ripetiamo, è un disco di ottima qualità, capace di appassionare anche l’ascoltatore più navigato e smaliziato, senza annoiare per un secondo.
Questo album ha inoltre la capacità di convincere un ampio ventaglio di ascoltatori, grazie alle sue innumerevoli sfaccettature.
Con la speranza che il combo siciliano possa al più presto guadagnare la fama che gli è dovuta, per ora non ci rimane altro che complimentarci e promuovere a pieni voti questo “Impulsive Assault (Molok Vult)”.

Emanuele Calderone

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Tracklist:
01- Diverting Sea Levels
02- Beasts of the Vigilants
03- Molecular Deception
04- Ravishing Deathfields
05- March
06- Nuclear Christ
07- Impulsive Assault
08- 7th Teratomb
09- Chaos in the War Rooms
10- Clonation Fields
11- Phantom Virus
12- Kosmic Rays Apocalypse
13- World’s Arson
14- KKN
15- Kapoghal

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