Recensione: Live Bootleg “Live Club”, Trezzo S/A (MI) 15 april 2022

Di Stefano Ricetti - 15 Novembre 2022 - 8:17
Live Bootleg “Live Club”, Trezzo S/A (MI) 15 april 2022
Band: Death SS
Etichetta: Fuel Records / Self
Genere: Heavy 
Anno: 2022
Nazione:
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70

Live Bootleg nasce col chiaro intento di fornire una testimonianza reale riguardo l’attesissimo debutto alive della nuova formazione dei Death SS a supporto del loro ultimo lavoro in studio, Ten o “X” che dir si voglia. Immortalare quindi all’interno dello spazio fisico concesso da due ellepì il maggior numero di canzoni celebrate sul palco del Live Club di Trezzo Sull’Adda (MI) la notte del 15 aprile 2022. Per coloro i quali sono attenti alla numerologia, il prodotto come data di uscita ufficiale stampa un interessante 11.11.2022.

Con una formazione rinnovata per ben tre quinti segnata dall’entrata, accanto agli obbligatori Steve Sylvester (voce) e Freddy Delirio (tastiere), dalle new entry Giulio “Ghiulz” Borroni (chitarra), Emanuele “Manu Unam Talbot” Collato (batteria) e Dimitri “Demeter” Corradini (basso) i nuovi Death SS si presentano circondati da un inedito allestimento a rendere ancor più memorabile il loro show. Delle arcate spettrali dai tratti gotici munite di passaggi atti a consentire il viavai dei vari figuranti, alternatisi accanto alle ormai consolidate e imprescindibili performer Dhalila e Jessica Poli.

Registrare una data zero piena zeppa di novità, fonico compreso, comporta parecchi rischi ma evidentemente i Death SS e il loro staff hanno deciso di portare avanti l’idea nonostante le difficoltà oggettive. Di questo tipo di operazioni, come la storia dell’heavy metal insegna, e pure molto bene, si comprenderà l’importanza storica e perché no, pure collezionistica più avanti nel tempo.

Nessun rimaneggiamento né magheggio né correzione è stata apportata al suono originale; sui due trentatré giri è stato inciso quello sgorgato dal mixer quella notte, per chiara volontà dell’intero entourage. L’equalizzazione (sacrosanta) dei volumi è l’unico intervento subito dalle quattordici tracce presenti.

Come sarebbe possibile, del resto, cogliere il ‘porcone‘ liberatorio (?!?) urlato al cielo da un fan delle prime file non appena finita Scarlet Woman se il tutto fosse stato ripulito e  soprattutto ri-assemblato artificialmente?

Fra i brani più riusciti svettano classiconi quali la sopraccitata Scarlet Woman, poi Cursed Mama e Where Have you Gone? Costituisce pura goduria, sebbene in modalità bootleg, poter godere di un pezzo trascinante come Rock’n’Roll Armageddon nella sua versione dal vivo, che in presenza prevede Jessica e Dhalila con la mise da sexy poliziotte, una delle migliori canzoni scritte dai Death SS nell’ultimo ventennio. Da segnalare, a mo’ di valore aggiunto, i sospiri (o ruggiti, esagerando un po’) emanati da Steve Sylvester a sancire la fine di molti dei pezzi presenti.

Come esplicitato a inizio recensione, sono state necessarie  alcune scelte, legate alla capacità dei vinili. Decisioni che hanno portato all’inevitabile esclusione di alcune canzoni, vuoi perché non risultate all’altezza del resto del lotto vuoi per dare spazio ad altri brani meno inflazionati cercando di salvaguardare tanto il repertorio classico quanto le ultime produzioni. Non va dimenticato, infatti, che a proposito di uscite dal vivo nel 2017 ha visto a luce Beyond Resurrection e nel 2019 The Whole Rite, tanto per rimanere in tempi recenti.

Spirito bootleg cavalcato senza se e senza ma a 360° da parte della Fuel Records (etichetta ancillare della Self Distribuzione, già licenziataria in passato di The Story Of Death SS 1977 – 1984 Remastered Version) tanto che nel retrocopertina non è presente la formazione della band e gli altri dati tecnici si limitano all’essenziale. Iconico e molto azzeccato il grande logo color sangue a sovrastare l’immagine di copertina, che fa il paio con quella posta sul retro, a fotografare un momento memorabile. In sintonia con la logica minimalista prevista in casistiche di questo tipo niente gatefold, le due buste interne contenenti gli Lp trovano alloggiamento bellamente una sopra l’altra all’interno della confezione cartonata del prodotto insieme con il poster di quella data, un pieghevole di 60 x 30 centimetri, unica concessione alla modernità, pe così dire. Da quando non esiste più il mitico e davvero rimpianto da tantissimi appassionati Rolling Stone di Corso XXII Marzo a Milano fa piacere che il Live Club, per certi versi il suo successore (l’Alcatraz è locale modulare di altra tipologia), possa fregiarsi di un disco a proprio nome associato a una band italiana con una storia lunga così, dal momento che noi in Italia un Hammersmith Odeon non ce l’abbiamo mai avuto.

Quest’operazione griffata Death SS e Fuel Records è un qualcosa di fedele, affascinante nella sua imperfezione, con tutti i difetti e i pregi del caso. Imparagonabile, facendo un notevole salto temporale all’indietro, ad Unleash in the Studio (Ops, East) dei Judas Priest, lavoro addomesticato sino al midollo.

Live Bootleg, “Live Club”, Trezzo S/A (MI) 15 april 2022, il destino scritto nel proprio nome…

Un doppio ellepì marbled del quale si continuerà a parlare negli anni a venire.

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti  

 

Il poster 30×60 cm contenuto dentro Live Bootleg

 

 

 

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