Recensione: Love Kills!

Di Ninni Cangiano - 16 Febbraio 2026 - 8:01
Love Kills!
Band: Induction
Genere: Power 
Anno: 2026
Nazione:
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82

Nel corso degli anni parecchi figli di musicisti metal famosi hanno tentato di percorrere la stessa strada dei propri genitori, molto spesso non con la stessa fortuna, forse anche per una quantità di talento leggermente inferiore. Non è questo il caso di Tim Kanoa Hansen, figlio di Kai (10 minuti di vergogna per chi non conosce questo mostro sacro del metal mondiale!), che con i suoi Induction arriva al traguardo del terzo album con questo “Love Kills!”. E lo fa con un disco semplicemente strepitoso (dotato anche di artwork molto bello realizzato dall’artista Peter Sallai) che, sulla scia della lezione impartita dalle varie bands del padre, con l’aggiunta di qualche tocco sinfonico e qualche digressione elettronica, conferma quanto il power metal sia ben lungi da aver concluso la propria parabola. Se qualcuno, infatti, avesse dei dubbi sul fatto che il power metal sia vivo e vegeto ed in grado ancora di emozionare i propri fans, dovrebbe mettersi all’ascolto di questo disco per comprendere quanto in realtà ci sia di valido all’interno di questo genere fin troppo vituperato e sottovalutato. Il metal non è solo aggressività e violenza sonora, ma è anche gusto per le melodie, orecchiabilità, emozione ed energia positiva, tutte caratteristiche che ritroviamo nel sound degli Induction, come in precedenza lo si trovava anche negli Helloween e nei Gamma Ray, cui inevitabilmente vengono accostati per il rapporto tra i due Hansen. E’ anche il primo disco con diversi nuovi innesti nella line-up: Markus “Maks” Felber alla batteria (anche nei gothsters Thanateros), il giovane finlandese (classe 2005!) Justus Sahlman alla seconda chitarra ed il nostro connazionale Gabriele Gozzi (anche negli Eternal Idol e Fallen Sanctuary, tra i tanti) come vocalist. In precedenza gli Induction hanno sempre avuto ottimi cantanti (Craig Cairns sul precedente album e Nick Holleman sul primo), ma credo che l’innesto di Gabriele Gozzi sia stata la chiave di volta rispetto al passato per riuscire a realizzare un grande disco (non che i primi due fossero scadenti, sia chiaro!), dato che la sua prestazione canora è semplicemente strepitosa, grazie a potenza, espressività, poliedricità ed energia. C’è poi, sorta di quid pluris, la presenza dell’ospite, la meravigliosa Clémentine Delauney ad impreziosire con la sua voce una canzone deliziosa come “Strangers To Love”, non a caso scelta anche per la realizzazione di un singolo e relativo video.

 

Ma non è l’unico singolo e video estratto da questo full-length, il primo risale infatti all’estate scorsa ed è la meravigliosa “Beyond Horizons”, canzone che è letteralmente un manifesto di come deve essere il power metal in questi anni: orecchiabile, coinvolgente, ficcante, con un’attenzione notevole per le melodie e decisamente godibile da ascoltare.

 

Per essere onesti questo disco sarebbe pieno di potenziali hits, canzoni che prese da sole valgono sicuramente l’investimento per l’acquisto del cd, dall’opener “Virtual Insanity”, con i suoi inserti elettronici, passando per l’altro singolo “Dark Temptation” o per le trascinanti “Steel And Thunder” e “The Veil of Affection”, fino alla traccia conclusiva, la cover della ruffiana “Empress” dei Gamma Ray (canzone originale presente su “Land Of The Free II” del 2007), tanto per citarvi le prime che mi vengono in mente. Quello che deve essere ben chiaro è che questo “Love Kills!” si candida ad essere tra i migliori dischi in campo power metal del 2026 e lancia gli Induction nell’Olimpo dei migliori gruppi emergenti, grazie a costanti livelli qualitativi molto più alti della media. Se siete fans del power metal, soprattutto quello di scuola teutonica, questo disco non potrà mancare nella vostra collezione!

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