Recensione: Masticate to Dominate

Di Alberto Fittarelli - 16 Novembre 2003 - 0:00
Masticate to Dominate
Band: Gorgasm
Etichetta:
Genere:
Anno: 2003
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
79

Torniamo al gore/grind più asfissiante con gli americani Gorgasm, autori con questo Masticate to Dominate di un ottimo episodio, perfetto per gli amanti delle sonorità più tecniche e violente: un disco completo, rispondente in pieno ai canoni del genere e quindi con una piattezza di fondo da tenere in considerazione ma anche grandi qualità da non tralasciare.

I 4 ragazzi di Chicago sono in attività da diversi anni, prima col nome Crematorium e poi con quello attuale, e ci propongono in questo album alcune tra le tracce più violente uscite ultimamente dagli USA: la scia seguita (ma non ricalcata, attenzione) è quella di Origin, Disgorge – USA e in parte dei compagni di etichetta Deeds of Flesh, con un grind/death dalle ritmiche perennemente veloci ed un costante growling a ricoprire i serrati riffs di chitarra; il tutto reso in maniera devastante da un’ottima produzione, che ci fa apprezzare ogni singola nota emessa dagli strumenti; degna davvero di grandi labels come, ad esempio, la Relapse.

Ma ovviamente per apprezzare dischi come questo bisogna trascendere l’analisi punto per punto di ogni sua caratteristica ed ascoltare il risultato complessivo: e l’impressione che resta è davvero piacevole, si tratta di un platter che andrà ad incontrare l’interesse dei grinders in più di un punto. Ovviamente è difficile che vi dica che quest’album porta delle grosse novità sulla scena, si sa benissimo che il death e i suoi derivati sono generalmente l’ambito più conservatore del metal estremo odierno; ma è impossibile non apprezzare le piccolezze, i dettagli negli arrangiamenti dei singoli riffs che rendono, ad esempio, un pezzo come la title-track semplicemente splendido. Un grande lavoro di tecnica fa da base al tutto, ma è come se i Gorgasm mantenessero tutto al servizio prima di tutto della violenza gratuita, curando prima di tutto un costante impatto nel suono.

I pezzi sono brevi e sparatissimi, ma ovviamente dalla struttura intricata, come se avessero compresso un normale pezzo brutal death in tempi ristrettissimi e ritmiche isteriche; senza alcuna sbavatura il lavoro di chitarra e basso, mentre un encomio va decisamente fatto al batterista, autore di una performance da applausi per potenza e precisione. L’effetto complessivo è quindi quello di una mattonata sui denti, se mi passate l’immagine poco poetica, ed è difficile annoiarsi di fronte alla relativa uniformità del sound, dato che la carne al fuoco è tanta; ed il gruppo sembra aver dosato il tutto al punto giusto, tanto da dover escludere sicuramente dalla composizione molte altre idee.
Ottimo disco ed ancora un bersaglio centrato dalla Unique Leader, che può vantare attualmente un roster di tutto rispetto, competitivo anche nei confronti delle labels più blasonate.

Alberto ‘Hellbound’ Fittarelli

Ultimi album di Gorgasm