Recensione: Memoria Mortuorum
L’Emilia è da sempre una ghiotta fucina di talenti metallici che ha prodotto negli anni un vivissimo sottobosco di grandi realtà musicali. Oggi parliamo di Modena e dei suoi Impious Vesper: formazione giovane ma i cui membri sono vecchie volpi già attive con band come Laetitia in Holocaust, Apathia, Black Flame ecc…
Memoria Mortuorum è un concept dedicato ai culti dell’appennino modenese, e ci sentiamo di spezzare subito una lancia in questo senso perchè è sempre un valore aggiunto quando una band nostrana si occupa della propria territorialità e non del Kalevala o altre amenità nordiche. Qui si viaggia attraverso i culti montani, e già il primo brano, Purificatio: 1539, ne è un ottimo esempio. La composizione è dedicata a Orsolina di Sassorosso, una donna marchiata come strega e che ancora chiede giustizia. Quello che propongono gli Impius Vesper, oltre a tematiche colte e di tutto rispetto, è un gran bel black metal. Le tracce proposte sono tutte di minutaggio medio-alto e piuttosto articolate; è stata riposta una cura certosina negli arrangiamenti e la produzione rende giustizia a tutto rendendo facilmente intelleggibile ogni singola nota.
Bellissimi gli intermezzi acustici e il basso si sente benissimo in ogni sua trama; le coordinate sono quindi quelle della Svezia che conta con echi di Dissection, Naglfar, Lord Belial e via dicendo. L’apice il disco lo raggiunge con le quattro odi che compongono un concept nel concept in cui si parla della tragedia dei Liguri Friniati: un popolo cancellato da Roma di cui sono rimaste testimonianze e leggende tramandate da generazione a generazione. Ci sono qui momenti di grandissima ispirazione e sembra di essere tornati ai livelli di quell’immane capolavoro di nome De Ferro Italico, che sicuramente in molti ricorderanno. E’ presente anche A.G. Volgar dei Deviate Damaen in L’Addio ai Monti.
L’album presenta solo una piccola flessione nella parte centrale, dove i momenti acustici sono sì meritevoli ma si protraggono un po’ troppo a lungo, dettagli. Memoria Mortuorum è un debutto ottimo e in gran parte sorprendente, dove gli Impious Vesper raccontano e si raccontano con piacere, magari davanti a un fuoco sotto un cielo stellato, in un Appennino che non lascerà mai spazio al tempo.
