Recensione: Mind Revolution

Di Matteo Bovio - 26 Maggio 2003 - 0:00
Mind Revolution
Band: Skyfire
Etichetta:
Genere:
Anno: 2003
Nazione:
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65

Sono di nuovo alle prese con gli Skyfire, gruppo svedese che ha fatto parlare di sè moltissimo ai tempi dell’esordio. Ne vediamo il ritorno ad un paio d’anni di distanza, ancora sotto Hammerheart Records, con un nuovo album che certo non vede uno stravolgimento del suono, ma una serie di miglioramenti innegabili. E partirei dalla produzione, già buonissima nel primo cd, che in questo caso raggiunge un equilibrio sonoro quasi perfetto, in grado di mettere in evidenza ogni singola parte al punto giusto. Quando si valuta un simile prodotto di fatto non si può prescindere da questo carattere, viste le richieste del loro sound. Quello che fanno gli Skyfire è infatti combinare il filone melodico tipicamente finlandese (e non mi metto a citare i soliti nomi più volte sentiti) a combinazioni sonore ancora più tastieristiche e particolari.

In realtà, come il mio voto da ad intendere, non sono granchè soddisfatto di questo Mind Revolution: sicuramente un passo avanti rispetto all’esordio che mi aveva lasciato tantissimo amaro in bocca, ma non ancora un lavoro all’altezza di tutte le gran voci che girano intorno a questo nome. Ancora una volta ritornano su questo suono, a metà strada tra la scena melodica di scuola scandinava e partiture inspirate ad un gothic molto aperto, che preferisce evitare tocchi decadenti o melancolici. Una miscela sicuramente non facile da ottenere, ma che di fatto crea ampi spazi di stasi, dove il cd sembra arrancare.

Bella l’introduttiva “Nightmares Nevermore”, sicuramente elaborata e curata; i fraseggi di tastiera e chitarre sono costruiti con grandissima sapienza, e dimostrano il giusto sviluppo delle potenzialità del gruppo. Anzi, è la struttura in generale della canzone ad essere intelligente e matura, rispecchiando nell’insieme quella cura che vediamo anche nei dettagli. Però trovo questa traccia un episodio abbastanza isolato; se l’ossessione per gli arrangiamenti è una caratteristica dell’intero cd, è l’originalità quella che sembra scarseggiare. Perchè di fatto le soluzioni scelte sono dei riproponimenti riarrangiati di quanto la scena melodica scandinava ha già detto ripetute volte negli ultimi anni. Che tutto sia contornato da una tecnica impeccabile e da ampie farciture tastieristiche certo non basta a nascondere le effettive mancanze.

A livello strettamente personale trovo difficile cogliere l’anima di queste canzoni, non riesco a trovare tra le tante atmosfere quelle che sappiano ispirare qualcosa più che semplice orecchiabilità. Questo è quanto traspare per esempio da “Dawn Will Break”, un brano di per sè con buoni spunti, ma che non approda a nulla: il susseguirsi di melodie, spesso fortemente rimarcate, rimane piuttosto fine a sè stesso, e il cumulo di arrangiamenti proposti non aggiunge molto al feeling della canzone.

Non riesco ancora ad associare il nome Skyfire alla presunta originalità che gli viene attribuita, però devo riconoscergli una grande professionalità e maturità. Sicuramente, per appassionati di slanci melodici e soluzioni tastieristiche, Mind Revulution sarà un’uscita da tenere d’occhio; personalmente non sono riuscito a farmi coinvolgere da queste 9 nuove tracce tanto quanto basta per ritenermi completamente soddisfatto. Troppi sono i momenti in cui a rieccheggiare sotto le note è qualche altro nome (un esempio è l’inizio di “Uncloud The Sky”, dove sembra di sentire una versione più rilassata dei Children Of Bodom), e personalmente le soluzioni scelte non ottengono altro effetto che intrattenere. Meglio dell’esordio, ma ancora una volta per me il pollice punta in giù.
Matteo Bovio

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