Recensione: Moonshine
A partire dal debutto nel 2018 e dalla seguente uscita dell’EP “Fire” nel 2019, i Tapeworm Electric hanno mantenuto una linea stilistica coerente, improntata a uno studio delle radici del genere. A sei anni di distanza, la band ateniese pubblica il primo album, “Moonshine”, per l’etichetta Pitch Black Records.
L’album non è una riproposizione del linguaggio hard rock britannico degli anni ’70, ma piuttosto una revisione ben consapevole degli inizi di un’epoca musicale. Sebbene l’ossatura di “Moonshine” sia radicata in un rigore formale di stampo classico, la band innesta soluzioni armoniche moderne e sfumature psichedeliche, eludendo i limiti del mero revivalismo. La produzione si caratterizza per un equilibrio funzionale tra la saturazione delle frequenze elettriche e una trasparenza timbrica che permette di distinguere chiaramente la stratificazione degli arrangiamenti: ne è un esempio l’uso della chitarra slide in apertura o l’interazione tra i riff di Panos Leontaritis e le tessiture delle tastiere, che in brani come “Butterfly” richiamano la densità sonora tipicamente settantiane.
I vocalizi di Argyro Igkilizian costituiscono l’elemento centrale e distintivo di “Moonshine”. La sua tecnica è capace di adattarsi sia ai momenti di maggiore spinta rock sia a passaggi più soul e introspettivi. Il quadro sonoro è ulteriormente integrato dall’apporto vocale del bassista George Kasapidis: i suoi interventi solisti, in tracce come la ballad “Right Reasons” o la più riflessiva “Turn Into Black”, garantiscono un’alternanza narrativa che diversifica l’ascolto. Questa scelta stilistica permette di bilanciare la densità dei brani più energici, come la dinamica “Touch The Clouds“, caratterizzata da un buon groove.
Sotto il profilo della sequenza dei brani, i Tapeworm Electric hanno operato una scelta singolare collocando in chiusura la traccia più complessa “Hold On”. Il brano, molto in stile Led Zeppelin, si sviluppa attraverso un contrasto tra ampie sezioni atmosferiche e repentine aperture rock. È una gestione della tracklist che sfida le attuali tendenze al consumo rapido, premiando l’ascoltatore che ascolta questo lavoro nella sua interezza.
In conclusione, “Moonshine” si presenta come un debutto solido e strutturato, che inserisce i Tapeworm Electric in un filone stilistico con una specifica identità sonora, che ne confermano l’efficacia e la competitività nel contesto internazionale del rock di matrice classica.

