Copertina di Netherworlds dei Insomnium
Recensione Melodic Death · Album · 2026

Insomnium Netherworlds

di Paolo Fagioli D'Antona 15 Ottobre 2026 - 12:00
Band
Insomnium
Tipologia
Album
Genere
Melodic Death
Anno
2026
Nazione
Finlandia

A tre anni di distanza dall'ultimo disco concettuale della band Anno 1696, i finlandesi Insomnium tornano con un nuovo lavoro e una formazione ampliata a tre chitarristi. Tomy Laisto infatti che è stato turnista nella band dal 2024 è ufficialmente parte del gruppo, lo stesso Tomy che tra l'altro abbiamo avuto il piacere di intervistare proprio su queste pagine per spiegarci meglio le dinamiche attorno a questa freschissima release.

Netherworlds non è un vero e proprio concept album come gli Insomnium ci hanno spesso abituato in questa ultima decade (vedi Winter's Gate del 2016 e Anno 1696 del 2023), ma un disco che ha comunque una"forma concettuale" a livello di struttura e un filo che lega molte delle canzoni del disco. Diversi infatti sono i temi ricorrenti nel platter come il lutto, la malinconia e l'idea di questo mondo ultraterreno in cui un giorno potremo riabbracciare i nostri affetti. L'inizio con The Cold Song e la fine con Journey's End ci danno proprio la sensazione di un disco strutturalmente costruito come un concept almeno nei suoi estremi, con la prima canzone che è una sorta di introduzione al platter in cui il protagonista entra in questo stato di ibernazione pronto ad affrontare il viaggio che lo aspetta, mentre la seconda chiude l'album in perfetto stile "outro", con tanto di sezione in spoken-word, una malinconia struggente e l'arrivo verso quella nuova dimensione dove esso può vivere una fine che è allo stesso tempo un nuovo inizio.

Musicalmente Netherworlds è una perfetta continuazione dei precedenti album della band, con un disco come al solito molto ricco che mischia il melodic death metal a strutture più avventurose, con atmosfere malinconiche, sezioni acustiche, assoli e a tratti un vibe quasi cinematico. A differenza dei precedenti album però, le influenze black metal su questo disco tendono a sparire a favore di un suono generalmente più catchy e fruibile. Non abbiamo infatti le sfuriate gelide con tanto di blast-beat e tremolo picking che apparivano su brani come Starless Path, Pale Morning Star o Winter's Gate, ma bensì dei brani più melodici in linea generale, con una fortissima enfasi come sempre sulle atmosfere, in particolare su quel senso di "malinconia finlandese" che ormai conosciamo sin troppo bene.

Sul disco ci sono anche degli ospiti eccellenti se pensiamo alla mini-suite posta nel bel mezzo dell'album, The Hour Grows Late; proprio in questo brano troviamo ben tre membri degli Amorphis tra cui Tomi Joutsen che ci delizia con delle bellissime aperture vocali in pulito oltre che Tomi Koivusaari con delle parti in growl e soprattutto Santeri Kallio che ci offre un assolo di tastiera dal vibe eccentrico e psichedelico che senz'altro dona un tocco unico e vincente ad un pezzo che risulta essere uno dei migliori del lotto. Questa composizione è fantastica nel passare da atmosfere più oscure e crepuscolari, quasi opprimenti, a momenti ariosi, ad altri ancora pregni di malinconia. Gli Insomnium sono dei maestri a trasformare proprio questo ultimo concetto, ossia la malinconia, la tristezza e persino la disperazione, in musica, trasportando queste emozioni attraverso veicoli diversi e avvalendosi della voce come uno dei mezzi migliori per farlo; che sia in growl o pulito, la cadenza e la tonalità unite alle liriche e a quella pronuncia tipicamente finlandese nel loro cantato in inglese, ricrea quell'aurea magica ma allo stesso tempo estremamente deprimente che rende l'ascolto di questo disco un'esperienza che rimane impressa nell'ascoltatore.

Ci sono come detto dei momenti particolari come le atmosfere sintetizzate e quasi futuristiche di The Cold Song, che tutto ci ricorda fuorché il concetto di congelamento, ma che in ogni caso si presenta come una perfetta apripista per la segue Shallow Life, un brano con una forte componente melodica già dall'incipit e un perfetto singolo per questo lavoro. Come fu per Lilian dal precedente disco, il connubio tra disperazione, malinconia ed elementi catchy a partire dalle linee di chitarra è ciò che rende questo pezzo così ben scritto, ma le liriche offrono un impatto ancora maggiore, riflettendo sull'amara realizzazione che l'estate, la giovinezza e il calore delle persone che amiamo non sono eterne. Growl e voce pulita in questo brano si completano in maniera molto efficace e struggente così come succede in Gleam In The Black che parte con questo ritmo molto up-tempo e una bellissima linea di tastiera che condisce d'atmosfera il pezzo prima che una sequenza di doppio pedale faccia accelerare la canzone. Ancora una volta un brano di stampo melodic death metal molto ben scritto ed emozionante con un ritornello davvero ben riuscito.

Meno convincente tra i singoli a nostro giudizio Arch Of The Sky, anche se il ritornello esplosivo ha il suo perché e lo stacco dal vibe acustico con tanto di delicato assolo elettrico sopra di esso è una bella aggiunta al pezzo. Un altro brano molto ben riuscito e con una forte impronta catchy è Remembrance il terzo pezzo in scaletta che offre alcune delle melodie vocali e di chitarra più belle dell'intero disco. L'attacco in pulito della voce in particolare troviamo che sia particolarmente d'impatto e allo stesso tempo il growl ci racconta di ricordi perduti, ritrovati nei sogni e la consapevolezza che le persone care rivivranno per sempre in essi -"in our dreams we'll live forever"-

Territori più pesanti per The Banished, pezzo che si apre acustico ma che presto sfocia in un vero e proprio assalto frontale. Brano tra l'altro composto dal nuovo chitarrista Tomy Laisto con delle sezioni davvero forsennate che alternate ad alcune aperture in clean funzionano molto bene con oltretutto un assolo di chitarra di ottima fattura. Di classe anche lo stacco con pianoforte, acustica e delle orchestrazioni minimali.

Pathways Of The Night è un altro brano tipicamente di stampo Insomnium molto ben scritto che si propaga tra atmosfere enigmatiche costruite dalle tastiere e sezioni più di stampo melodeath. Un altro ritornello davvero d'impatto e assolutamente memorabile costruito sulla voce in growl ci riporta alle atmosfere più sfumate delle strofe per una dualità che funziona alla grande e dove anche la linea portante del basso è ben distinguibile nel mix per una volta.

Ethereal Sleep è catatonica e trascinata, quasi come un inverno che non passa mai; la frase "I become one with the nightfall" rende pienamente l'idea dell'atmosfera del pezzo che però non è entusiasmante e rimane a nostro avviso uno dei momenti più deboli del disco.

Per fortuna Journey'y End chiude il nostro viaggio con classe aprendosi con questo ipnotico arpeggio di chitarra che sfocia in una sezione dal sapore folk e dal vibe caldo e avvolgetene. Una sensazione diversa per una volta in questo disco degli Insomnium che la band ci presenta solo in questo momento come perfetta rappresentazione della dipartita dal mondo terreno e la ricongiunzione in un'altra dimensione con i propri affetti. Non è la fine ma un nuovo inizio. Non è la morte intesa come tale ma l'incipit di un nuovo percorso intrapreso mano nella mano con le persone che abbiamo perduto in questa vita e con cui ci siamo ricongiunti.

Netherworlds forse non sarà un disco ambizioso come Anno 1696 o Winter's Gate e allo stesso tempo forse non avrà lo stesso livello di varietà nella composizione che avevano i suddetti album. Eppure nel suo essere più catchy e fruibile e pur senza quelle venature black metal che avevano costituito parte integrante dei precedenti tre album, questo nuovo platter riesce comunque a trasmettere e raccontare delle forti emozioni con canzoni davvero belle, ben scritte, ben prodotte, ma soprattutto con un'anima e un'identità che è assolutamente riconoscibile e riconducibile al quintetto finlandese. Gli Insomnium sono ormai dei maestri nello scrivere brani che trasudano di atmosfera e malinconia, senza dimenticare l'impatto sonoro del loro melodic death metal. Questo disco tra lo struggente potere della musica composta, associata a delle liriche di grande impatto emotivo è riuscito a farci commuovere più di una volta ... un aspetto che da solo vale molto più di quanto un qualsiasi voto possa rappresentare.

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