Recensione: Octane

Di Onirica - 9 Gennaio 2005 - 0:00
Octane
Etichetta:
Genere: Prog Rock 
Anno:2005
Nazione:
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85

La consueta magia del gruppo americano torna con piacere sul palcoscenico progressivo del nostro pianeta ed ancora una volta non dimentica di stupire. Ottavo album strepitoso che stacca di pochi mesi la release precedente senza abbandonare quella sensazione euforica cui ormai siamo abituati, sono felice di presentare l’ennesimo capolavoro firmato in prima linea dalla rivelazione del cantante/batterista Nick D’Virgilio che della partenza di Neal Morse sembra essersi fatto un vero e proprio baffo. Smentite le voci riguardo una presunta virata stilistica, la band torna con 55 minuti densissimi e profondamente rock saziando il mio attento ascolto con una dozzina di brani da fare invidia a chiunque nel più semplice dei modi, tanta tecnica e tanto lavoro al servizio della timida voglia di raccontare una storia. Non c’è un solo capitolo nella discografia di questo gruppo che non mi lasci ogni volta esterefatto, la qualità e la continuità della composizione è assolutamente introvabile e paragonabile soprattutto in questo caso alla colonna di un film destinato a sbancare i botteghini. Ed in tutto questo ancora non riesco a capire come il nome Spock’s Beard sia del tutto estraneo alle calde orecchie degli amici ascoltatori che non sanno vedere oltre i grandi nomi che invadono le vetrine senza appesantire gli scaffali. Ebbene questo disco uscirà in una edizione speciale digibook 2cd con bonus track, booklet ultraripieno ed una sessione multimediale, fossi in voi comincerei a guardarmi intorno. Facciamo benzina e partiamo finalmente alla volta dei grandi protagonisti di questa occasione.

Nick D’Virgilio – Lead vocals, acoustic and electric
guitars, percussion and loops
Alan Morse – Electric and acoustic guitars, vocals
Ryo Okumoto – Keyboards
Dave Meros – Basses

King Crimson, Genesis, Led Zeppelin, Pink Floyd, Deep Purple ma il disco suona sempre ed indissolubilmente Spock’s Beard accidenti! La personalità sonora risponde all’appello anche quest’anno ma con sorpresa mi rendo conto di essere davanti ad un lavoro decisamente più convincente, nella fase melodica come nelle parti più tirate a dimostrare che il male non sempre viene per nuocere, Neal Morse può confermare senza vergogna l’ottima prestazione del fratellino Alan ormai giunto a maturità definitiva. La dolce voce di Nick sorprende per la sua inconfondibile capacità interpretativa mentre il suo contributo alla sezione ritmica si rivela come sempre impeccabile e mai troppo invadente grazie alla buona dose di gusto che lo contraddistingue dalla maggior parte dei batteristi della scena progressiva mondiale. Ma niente avrebbe senso se improvvisamente venisse a mancare il supporto prezioso del tastierista Ryo Okumoto, questa volta impegnato in modo particolare con un mellotron esorbitante capace di saltare da uno strumento a fiato ad uno strumento a corda fino al coro senza battere ciglio. Non mancano ritmi scardinati, melodie variopinte, sonorità atmosferiche nè tantomeno quelle cavalcate all’unisono cui tanto sono affezionato, rese possibili dallo sfiziosissimo (con sfizioso intendo corposo, incalzante, tecnico, compatto, denso, veloce, geniale) basso elettrico di Dave Meros. Compratelo.

Andrea’Onirica’Perdichizzi

TrackList:

– A FLASH BEFORE MY EYES –
01. The Ballet Of The Impact
(I) Prelude To The Past
(II) The Ultimate Quiet
(III) A Blizzard Of My Memories
02. I Wouldn’t Let It Go
03. Surfing Down The Avalanche
04. She Is Everything
(I) Strange What You Remember
(II) Words Of Forever
05. Climbing Up That Hill
06. Letting Go
07. Of The Beaty Of It All
(I) If I Could Paint A Picture
(II) Into The Great Unknowable

08. NWC
09. There Was A Time
10. The Planet’s Hum
11. Watching The Tide
12. As long As We Ride

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