Recensione: Outcast

Outcast

KREATOR “ OUTCAST”
(1997, Gun Records)
L’ottavo album di studio dei leggendari Kreator si intitola “Outcast” ed è uno di quelli meno apprezzati dagli amanti di Thrash Metal. I mitici tedeschi, durante la loro lunga carriera discografica hanno prodotto dei dischi dove hanno voluto aprirsi a nuovi orizzonti musicali e spesso questo desiderio di cambiamento non è piacevole per la parte del pubblico che preferisce che i gruppi mantengano il loro stile con il quale abbiano raggiunto il proprio successo. Questo non è il caso della band di Mille Petrozza, che con l’album “Renewal” del 1992 ha iniziato un periodo di modifiche nel proprio sound che è durato fino al nuovo millennio. “Outcast” è un disco che innanzitutto segnala dei cambiamenti di sintesi della band con il ritorno di Jurgen “Ventor” Reil alla batteria e l’introduzione di Tommy Vetterli (ex Coroner) alla chitarra. Inoltre, dal primo ascolto si nota che questo album ha delle sonorità diverse rispetto alla discografia dei Kreator degli anni ottanta come “ Extreme Aggression”, “Pleasure To Kill”. Nel complesso, “Outcast” ha un profilo  meno aggressivo, meno thrash e mette in evidenza questo tentativo di aggiungere elementi da vari generi musicali, fatto che rende questo disco molto diverso e per alcuni meno bello degli altri. In realtà, questa diversità rende questo disco particolarmente interessante, per il semplice motivo che una band di vecchia scuola sta tentando di adattarsi allo stile musicale più moderno degli anni novanta, esattamente come altri grandi nomi del Thrash, ad esempio gli Anthrax, rendendo il loro suono meno complesso e forse più commerciale. La prima parte dell’album è arricchita da molti elementi death, progressive metal, ci sono brani relativamente più veloci, come l’intro track “Leave This World Behind” e il famosissimo “Phobia”, il quale non manca da nessuna setlist del gruppo da allora. Ci sono delle sonorità più groove, più evidenti alla bellissima “Forever”, canzone a tempo più lento, più death, ma con una finale inaspettatamente veloce di chitarra alla vecchia maniera. Il tempo rallenta decisamente con “Black Sunrise” in un’atmosfera oscura alla quale contribuisce decisamente la voce di Mille Petrozza . A metà strada troviamo la magnifica title track, forse il brano più dark, riffs potenti, melodie gothic con maggior enfasi alla negatività dei testi, creando emozioni intense di disperazione, angoscia, paura, con la voce di Mille più espressiva che mai. E mentre siamo al massimo del pessimismo, arresi, come dei veri “emarginati”, ecco che l’aria cambia completamente. L’altra metà di “Outcast” ha un’atmosfera più leggera, sembra che con “Stronger Than Before” i testi diventano più positivi, le melodie sono più vivaci, elementi non da abitudine dei Kreator. Basta dare un ascolto alla “Whatever It May Take” con la parte cantata che diventa “elettronica” oppure un’occhiata ai titoli degli ultimi pezzi, come “Alive Again” o “A Better Tomorrow”, per renderci conto della situazione un po diversa. Possiamo tirare un sospiro di sollievo ascoltando questi brani che ci ridanno la speranza per la sopravvivenza, la forza per superare le difficoltà e mettono fine a questo album che sarà il penultimo di questa era di sperimentazione dei Kreator. Infatti, dal 2001 con l’ingresso di Sami Yli-Syrniö alla chitarra, la band ritorna alle proprie radici. In conclusione, “Outcast” è un disco eccezionale, per i motivi sopraelencati, ma purtroppo per tanti è uno dei lavori meno considerati della band. Un gruppo di altissimo livello non può fare un brutto album, anche nel caso in cui abbia voglia di rinnovare il proprio stile musicale, con composizioni più semplici e rivolte ad un pubblico più ampio, forse producendo materiale più avanzato dell’epoca di pubblicazione.
Voto 85/100
Tracklist:
1. Leave This World Behind
2. Phobia
3. Forever
4. Black Sunrise 
5. Nonconformist
6. Enemy Unseen
7. Outcast
8. Stronger Than Before 
9. Ruin Of Life
10. Whatever It May Take
11. Alive Again
12. Against The Rest
13. A Better Tomorrow
 
Lineup:
• Mille Petrozza – Vocals, Rhythm Guitar
• Jürgen “Ventor” Reil – Drums
• Christian Giesler – Bass
• Tommy Vetterli – Lead Guitar