Recensione: Regeneration

Di Beppe Diana - 11 Agosto 2002 - 0:00
Regeneration
Band: Easy Rider
Etichetta:
Genere:
Anno: 2002
Nazione:
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85

Giuro che avevo temuto il peggio per il futuro degli Easy Rider, di sicuro una delle migliori metal band ispaniche dell’ultima ondata, dopo che sia il vocalist che il batterista originario, avevano deciso di mollare la band nel bel mezzo delle registrazioni del nuovo album.

Ed invece, invece i nostri si sono rimboccati le maniche e, trovato il nuovo drummer nella persona di Rafael Diaz (ex Kneel Odissey), hanno addirittura rimpiazzato il defezionario Eugenio Garaneda con il più duttile e versatile Ron Finn, vocalist americano che i più attenti di voi avranno di certo ammirato nei capolavori targati Tansiberian Orchestra.

Certo che, con un acquisto di questa portata, la band spagnola ha come dire compiuto quel salto di qualità che tutti s’aspettavano, infatti il nuovo “Regeneration” suona dannatamente più heavy e dark del precedente ed ottimo “Evolution” dal quale si differisce per una produzione più curata e speculare, soprattutto per ciò che concerne le parti ritmiche e gli assoli di chitarra davvero al fulmicotone.

Infatti, allontanandosi prepotentemente dal suono maideniano di molte delle band ispaniche dell’ultimo periodo, gli Easy Rider ci offrono una manciata di brani che per potenza e fisicità non possono non richiamare alla mente band storiche del calibro di Metal Church, Reverend nonché gli Helstar dell’istrionico James Rivera, vocalist al quale il nostro Ron Finn sembra maggiormente accostarsi.

I brani mi sembrano tutti abbastanza convincenti, anche se qua e la qualche sbavatura affiora improvvisamente, ma nel contesto finale tutto quadra con le due asce della coppia Villanueva/Castellanos ad intrecciare trame oscure e velatamente progressive, sulle quali si scaglia il possente cantato di mr. Finn che dimostra ancora una volta di essere in un buon stato di grazia.

Fra i maggiori high list dell’album segnalo senz’altro l’oscura e malefica title track song costruita fra lisergici riff di chitarra e fiammanti accelerazioni in doppia cassa, la reprise della stupenda “Stranger” apparsa sul loro album di debutto “Perfecta creaction”, nonchè la tellurica “Freedom fighter” molto vicina come concezione al Dickinson solista. Certo che non mi sarei mai aspettato un ritorno in stile come questo “Regeneration”, e si, che sia la Spagna la nuova frontiera del metal classico del nuovo millennio? Ascoltando gli Easy Rider, credo proprio di si!!!!

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