Recensione: Reliance

Di Roberto Gelmi - 21 Gennaio 2026 - 12:00
Reliance
Band: Soen
Etichetta: Silver Lining Music
Genere: Progressive 
Anno: 2026
Nazione:
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75

Settimo studio album per i Soen, band ormai acclamata dalla critica e dai fan giunta al traguardo dei 16 anni dalla fondazione (qui trovate il nostro report del loro ultimo concerto in Italia). Reliance (“Fiducia”) ha tutte le caratteristiche dello stile della band svedese, a partire dalla copertina spiazzante e i titoli concisi dei dieci pezzi in scaletta. Il timore che nasce, tuttavia, con queste premesse è che sia un album interlocutorio, con poche novità e la mera riproposizione in tono minore del sound di Imperial e Memorial, senza alcun apporto innovativo. Il gruppo guidato da Martin Lopez e Joel Ekelöf – in line up ritroviamo al basso Stefan Stenberg, per il resto la formazione resta invariata – in effetti ha ormai standardizzato il proprio trademark abbandonando i rimandi ai Tool degli esordi e le sperimentazioni progressive che fino a Lykaia rendeva le loro uscite qualcosa di ricercato e spiazzante.

Tra i singoli estratti dal platter, “Primal”, uscito nel settembre 2025, rappresenta l’epitome di quanto oggi vogliono proporre i Soen, ossia un metal tagliente, con venature stoner ma anche orecchiabile e catchy. La batteria di Lopez resta sempre in risalto, così come la voce di Ekelöf che si prende la scena e detta legge con il suo carisma graffiante. Da una parte è bello ritrovare il sound targato Soen, dall’altra l’opener suona prevedibile e senza guizzi particolari, anche per quanto riguarda i testi incentrati sulla lotta dell’uomo contro le pressioni del mondo moderno e della tecnologia. In “Mercenary” (brano pubblicato a novembre) merita l’ascolto il breve assolo di Lars Enok Åhlund, per il resto i nostri restano in piena comfort zone. Va leggermente meglio con “Discordia”, pezzo che alterna momenti eterei ad altri djent tiratissimi e con liriche aggressive. “Axis” e “Huntress” sono altre due tracce sui quattro minuti, ben suonate e rifinite (il labor limae è una costante dei Soen), con assoli pregevoli, ma tutto scorre senza particolari sussulti.

Per trovare il vero highlight del disco bisogna arrivare all’ultimo singolo, rilasciato il 13 gennaio: parliamo della toccante “Indifferent”, song dall’alto tasso emozionale e momento più alto del disco. Guidata dal pianoforte e dal quartetto d’archi Atlantis (con cui hanno registrato un live album sopraffino nel 2022), è una ballad che parla di “disconnessione emotiva”. Il pezzo in definitiva regge il confronto con l’altrettanto ben riuscita ballad contenuta in memorial, “Hollowed (Elisa)”, di cui tutti ricordiamo la magia.

Gli ultimi quindici minuti dell’album propongono tre canzoni: “Drifter” (“vagabondo”), “Draconian” e “Vellichor”. Consigliamo l’ascolto attento di quest’ultima, a tratti davvero toccante. Se intendiamo bene il senso del termine inglese, il “vellicore” indica lo stato di profonda e melanconica nostalgia quando si aprono e sfogliano libri che contengono storie perdute e dimenticate. Tema evocativo e ricercato, in pieno stile Soen, decisamente indicato per chiudere in modo degno il loro settimo studio album.

Volendo fare un bilancio finale, possiamo dire che la potenza espressiva della band svedese rimane, ma è meno incisiva di un tempo. I testi affrontano temi come la divisione sociale, la corruzione e il bisogno umano di trovare un’àncora in tempi instabili; l’intento era quello di trattare simili argomenti e indagare il male di vivere contemporaneo attraverso sonorità controllate e senza sbavature. Il risultato, tuttavia, è un disco troppo freddo, senza un tocco di eclettismo e prevedibile nel suo dipanarsi. Con Reliance i Soen non osano, semmai completano idealmente quel percorso di essenzializzazione del sound iniziato con Lotus e proseguito con Imperial e Memorial. Difficile dire fin quando potranno continuare in tale direzione… Detto questo, i Soen restano una delle band di riferimento dell’attuale panorama rock e metal, hanno regalato in passato ottima musica, speriamo di rivederli in Italia con una setlist di tutto rispetto.

 

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