Recensione: Rites Of Disclosure
Gli Elvenking chiudono la trilogia “Reader Of The Runes” con un epilogo estremamente particolare intitolato “Rites Of Disclosure”, disco sostanzialmente diviso in due parti: una di cover (6 brani) e l’altra di inediti dal punto di vista “fisico”, con cinque pezzi nuovi, tre dei quali erano stati realizzati come singoli in versione digitale nel corso della trilogia (“The Moon And Magic” risale al 2021 dopo l’uscita di “Divination”, “Ethel” al 2024 dopo “Rapture”, mentre “The Past Is Forever” risale a marzo di quest’anno ed è stato registrato durante le sessioni di “Luna”). Le prime due della tracklist sono vere e proprie nuove canzoni, “Blizzards Of Anger” e “Rite Of Passage”, e sono concepite, sia dal punto di vista lirico che musicale, come un punto di conclusione della saga suddetta. La prima è una canzone tipicamente Elvenking, con ritmi brillanti e chitarre in bella evidenza; forse l’unico neo di questo brano è l’utilizzo un po’ eccessivo del growl nel bridge da parte di Damna. Segue “Rite Of Passage”, leggermente più cadenzata e più oscura del solito a causa di un certo tipo di atmosfere (e dell’immancabile growl di Damna), ma sempre alquanto orecchiabile soprattutto nel coro; molto bella la parte solista di Jakob al basso! L’ultimo singolo uscito in ordine di tempo è la meravigliosa “The Past Is Forever”, una di quelle canzoni che da sole valgono l’acquisto del cd e ti fanno saltare dalla sedia già al primo ascolto… se tutte le altre tracce fossero di questo livello qualitativo, staremmo a parlare di un disco bomba! Frizzante, orecchiabile, cantata e suonata divinamente, ricca di cori, ideale per bersi una birra ghiacciata in compagnia dei migliori amici, non a caso scelta per la realizzazione di un video animato.
“The Moon And Magic” è una sorta di ballad (come detto, risale al 2021 e nel gruppo c’erano ancora Lancs e Rafahel), quasi romantica ma sempre nei canoni degli Elvenking, con cori a profusione ed un ritmo decisamente coinvolgente; non meravigliatevi, quindi, se dopo un paio di ascolti vi ritroverete a canticchiarla o fischiettarla durante le vostre giornate! L’ultimo inedito in scaletta, ma secondo singolo uscito nel corso del tempo (2024) è intitolato “Ethel”; si tratta di un pezzo con impresso ancora a fuoco il trademark degli Elvenking per un folk power semplice, ma decisamente convincente, senza ritmi forsennati, ma con una notevole orecchiabilità. Le cover rispettano un po’ i gusti dei leader della band; troviamo quindi brani di generi più estremi rispetto al sound del gruppo, pezzi di Venom (“Prime Evil”), Children Of Bodom (“Children Of Decadence”) e Bathory (“Man Of Iron”), in cui Damna si diverte con il growling, stile canoro che non disdegna da sempre. “Salt On The Earth” degli Skyclad è forse il pezzo che maggiormente si avvicina allo stile folk della band friulana, mentre “Arrival” di King Diamond e “No Prayer For The Dying” degli Iron Maiden sono due classici risalenti a fine anni ’80/primi ’90, in cui i nostri musicisti erano ragazzini che si avvicinavano al mondo dell’heavy metal. Tirando le somme, questo “Rites Of Disclosure” è un disco sicuramente particolare per gli Elvenking, con all’interno una manciata di pezzi semplicemente fantastici che valgono da soli l’investimento dei vostri denari; se poi siete fans del gruppo, come questo umile recensore, allora avrete un altro disco dei vostri beniamini da aggiungere alla collezione, anche se obiettivamente non al livello dei migliori del passato.



