Recensione: Rock’N’Roll Armageddon [7″]

Di Stefano Ricetti - 22 Maggio 2018 - 12:37
Rock’N’Roll Armageddon [7″]
Band: Death SS
Etichetta:
Genere: Heavy 
Anno: 2018
Nazione:
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75

In attesa dell’uscita dell’album vero e proprio, che dovrebbe avvenire entro un paio di mesi al massimo, Deadly Sin Records e Self Distribuzione licenziano sul mercato il 7” di “Rock’N’Roll Armageddon”, la title track del prossimo, attesissimo, Death SS. Molti die hard fan della cult band italiana hanno ancora negli occhi – e anche nel cuore, evidentemente – l’immagine a mo’ di flash proiettata sullo schermo dietro la batteria di Bozo Wolff alla fine del concerto dell’anno scorso in quel di Trezzo sull’Adda, presso il Live Club, con la quale veniva, fra la sorpresa generale, annunciato un disco nuovo da parte del Combo Maledetto per antonomasia.

La stragrande maggioranza degli appassionati avevano infatti ormai deposto, obtorto collo, una pietra tombale – metafora quanto mai calzante nel caso di Steve Sylvester & Co. – sulla discografia dei Death SS, che con “Resurrection” del 2013 pareva ormai aver chiuso definitivamente un cerchio magico iniziato nel lontano 1977 in quel di Pesaro. Certe tipologie di fuochi posti sotto analoghe tipologie di ceneri evidentemente sono piuttosto restie a spegnersi, però, soprattutto nel momento in cui nell’aere circostante permane l’odore di uno zolfo antico, anch’esso mai sopito del tutto.

Et voilà, ecco quindi un succoso antipasto di Rock’N’Roll Armageddon, per il tramite della canzone omonima che dà il titolo al disco. Esso si presenta sotto forma di 45 giri, anche se poi va suonato a 33 rpm e sul lato B propone la versione alive di “Family Vault”, eseguita con Al Priest in veste di special guest alla seconda chitarra durante il Metalitalia Festival lo scorso 10 settembre.       

Rock’N’Roll Armageddon”, il brano, non è stato scelto a caso, come apripista. Esso impersona quello che sarà il mood dell’intero disco, che si comporrà di tredici pezzi inediti – quindi nessuna cover presente – ed è il frutto del lavoro della recente e consolidata line-up del gruppo. Ad affiancare Sua Maestà Infernale Steve Sylvester alla voce compaiono infatti Freddy Delirio (Keyboards), Glenn Strange (Bass), Al De Noble (Guitars) e Bozo Wolff (Drums). Autentico sollucchero per i defenderoni sapere che l’intramontabile ascia di Al Priest, quella di Heavy Demons, farà capolino in alcune occasioni, a rafforzare la “botta” assicurata e già fornita senza economia di sorta da Al De Noble.

Musicalmente “Rock’N’Roll Armageddon” costituisce un’onda d’urto fottutamente vigorosa, i suoni sono possenti e belli “pieni”. Il brano diverrà senza ombra di dubbio un must dal vivo per via della sua cifra anthemica che riporta ai fasti e al profumo della stessa “Heavy Demons” (La canzone), un buon motivo quindi per il quale sgolarsi con il pugno borchiato rivolto verso il cielo. I Death SS con questa composizione suonano esattamente come dovrebbe suonare un fragoroso hard rock spinto all’eccesso nel 2018, risultando assolutamente al passo con i tempi. Il chorus, come già scritto poc’anzi, non farà prigionieri ed entrerà di diritto fra quelli storici realizzati dalla band in oltre quarant’anni di milizia. Di certo non mancheranno le soluzioni più oscure tipiche della band all’interno dei rimanenti dodici pezzi, ma “Rock’N’Roll Armageddon” è nato vivrà da qui all’eternità in modalità straight in your face, liberando la più profonda anima heavy rock dei Death SS.  

Alla prossima…

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

 

 

            

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