Recensione: Terror Tales – A Tribute To Death SS [AA.VV.]

Di Stefano Ricetti - 31 Ottobre 2018 - 12:30
Terror Tales – A Tribute To Death SS [AA.VV.]
Band: Death SS
Etichetta:
Genere: Heavy 
Anno: 2018
Nazione:
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80

Quando una band beneficia di un tributo da parte di colleghi che si sbattono per coverizzare i suoi pezzi vuol dire che nel proprio cammino artistico ha seminato qualcosa di importante: Sic et simpliciter!

Il gruppo in oggetto è quello dei Death SS, act di culto del Metallo Italiano che ha saputo, grazie al carisma del suo Líder Máximo Steve Sylvester, conquistare consensi anche al di fuori dei patri confini e al di là dell’oceano, non tanto per le esigue esibizioni live in terra straniera, ma in virtù di un “qualcosa” di magico che ricomprende arte, capacità di proporsi, gusto del proibito, mancata sovraesposizione, qualità delle uscite, passaparola fra chi se ne intende e un invisibile ma fottutamente ficcante alone di mistero che accompagna la band sin dal 1977, quando insieme con altri fondamentali oscuri figuri iniziò a rappresentare un unicum a livello mondiale.

Già nel 2000, con Beyond The Realm Of Death SS il combo marchigiano-fiorentino venne tributato da un manipolo di artisti (Church Of Misery, Stormlord, Abysmal Grief, solo per citarne tre) per un totale di quattordici canzoni. Oggi, diciott’anni dopo, vede la luce un secondo, monumentale, omaggio a Steve Sylvester & Co. confezionato sempre della stessa label, la Black Widow Records di Genova. Un modo per rendere onore ad una carriera lunga più di quarant’anni che vede protagonisti, fra gli altri, personaggi e band di peso internazionale del calibro di Watain, Bulldozer, Mortiis, Dark Quarterer, Denial Of God, Nokturnal Mortum e Northwinds, ad esempio.

La recensione fa riferimento alla versione in Cd, che propone tre dischetti ottici racchiusi in un cartonato a quattro ante apribile di qualità per un totale di trentacinque brani, la stragrande maggioranza dei quali realizzati appositamente per quest’uscita e altri invece già editi in situazioni precedenti e qui raccolti tutti insieme appassionatamente. Incorporato anche un libretto di venti pagine con le foto, i contatti e le note tecniche di tutte le band coinvolte nell’operazione.

Terror Tales, a Tribute to Death SS, questo il titolo del lavoro, vede la luce anche in tre differenti versioni in vinile: quattro Lp di colore nero con inserti e libretto, limited edition a 66 copie numerate di quattro Lp in box con copertina in velluto e vinili colorati con inserti, libretto, spilla, plettro e toppa. Per finire, il test pressing limitatissimo a soli dieci esemplari con scatola in cartone.

Grazie alla passione con la quale Pino Pintabona ha curato le grafiche dell’uscita, anche tutto il corollario risulta particolarmente accattivante: i disegni fumettistici in stile horror demoniaco con le donnine discinte a opera del grande Alessandro Biffignandi (R.I.P.) fanno la loro porchissima figura, sia sui Cd fisici che negli alloggiamenti degli stessi. La copertina, invece, è firmata James Hogg, con i colori di Giuseppe Pica. Qualità diffusa, insomma, in linea con tutto quanto esce griffato Death SS da anni…

Musicalmente Terror Tales inanella un considerevole numero di minuti di musica con gli attributi e risulta privo al proprio interno di particolari cocenti delusioni per quanto afferente le varie interpretazioni, mantenendo uno standard di suoni dignitoso, cosa non proprio così frequente quando si ha a che fare con una compilation di questa natura che, per definizione, nasce giocoforza disaggregata.  

Ovviamente alcuni pezzi potevano essere maggiormente curati sia nella produzione che nella loro rilettura, ma questo dipende dalla sensibilità di ogni band che magari, per qualche insindacabile motivo, ha optato per certune soluzioni al posto di altre. In taluni casi il raffronto fra il pezzo originale e la cover è impietoso, a sfavore di quest’ultima, ça va sans dire, ma non bisogna dimenticare che il Combo Maledetto ha scritto degli autentici inni dell’Acciaio color pece e costituisce compito improbo per chiunque anche solo riuscire ad avvicinarsi a certune vette artistiche. Al netto di tutto questo certo è che “Murder Angels” dei Bulldozer permane un pezzo killer: quando c’è da “menareAC Wild, Panigada e soci non temono la concorrenza di nessuno. Notevole anche la durissima “Terror” dei Denial Of God, così come implacabile è il black metal vomitato dai Watain su “Chains Of Death”. Uno dei pezzi più affascinanti scritti dai Death SS, “In The Darkness”, viene coverizzato con tutti i sacri (?) crismi dai Mugshots in compagnia di Mortiis, onore poi a Steva e ai suoi Deathless Legacy per una lettura bella pesante di “Baphomet”. Massiccia da paura è poi “Death” degli Hell Obelisco, fuoriuscita dall’inferno “Schizophrenic” dei Nibiru, ipervitaminica e riuscitissima “Let The Sabbath (con l’acca) Begin” griffata Kaledon, ben doomizzataKings Of Evil” da parte dei Witches Of Doom così come gli Epitaph riversano tutto il marciume nero d’antan del quale sono a disposizione in “The Bones And The Grave”.  Rivisitazione in chiave settantiana fottutamente originale di “Profanation” degli Slap Guru, peccato per la produzione scadente con la quale hanno registrato gli Hall Of Glass alle prese con “Devil’s Graal” ed infine, fra le cose da segnalare, la marcissima “Ogre’s Lullaby” dei Megatherium e la dilatata “Zombie” a doppia voce firmata Blue Dawn. Insomma, i motivi per fare un’ulteriore, salutare “piena” degli Innominabili di certo non mancano all’interno di Terror Tales…   

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti           

 

ALESSANDRO BIFFIGNANDI   DEVIL AND GIRL III

Uno dei disegni di Alessandro Biffignandi presenti in Terror Tales

 

 

 

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