Recensione: The Earth Is The Insane Asylum Of The Universe

Di Stefano Ricetti - 20 Aprile 2009 - 0:00
The Earth Is The Insane Asylum Of The Universe
Band: Asylum
Etichetta:
Genere:
Anno:2008
Nazione:
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76

Sul volgere del 1981, in quel di Silver Spring (Maryland) negli Stati Uniti, tale Dale Flood, giovane chitarrista invasato di Motorhead e Black Sabbath getta le basi di quella che diverrà una delle band più misteriose dell’HM a stelle e strisce venato di consistenti filoni Doom. Reclutati Earl Schreyer al basso e Ronnie Kalimon alla batteria, precedentemente nei Melange, il Nostro dà vita al progetto Asylum, nomignolo peraltro strausato negli ambiti della musica dura – esistono almeno una decina di gruppi con questo monicker – e nel 1985 vede la luce il primo demo. Sempre lo stesso anno, solo su musicassetta, il combo americano fa uscire questo The Earth Is The Insane Asylum Of The Universe, con una distribuzione pressoché manuale: tape trading, concerti, piccole fiere.

Per la prima volta in assoluto, grazie all’intenso lavoro della label statunitense Shadow Kingdom Records, le sei tracce – più un bonus – vengono prodotte ufficialmente su disco.

La ricetta del combo capitanato dal cantante nonché axeman Dale Flood si riconduce ai dettami del Progressive anni Settanta (Yes, Rush) misti ai signori del rumore Motorhead. Non da poco, inoltre, le influenze derivate dai monumenti Led Zeppelin e Deep Purple. La musica degli Asylum è oscura ma non rinuncia per questo alla velocità tout court così come alla pesantezza del suono della chitarra, marcatamente Sabba Nero. Nei solchi di The Earth Is The Insane Asylum Of The Universe si può inoltre respirare a pieni polmoni il profumo del sound portato avanti da Paul Chian con i Violet Theatre – prima – e come band solista (dopo). Il timbro vocale di Dale, infatti, spesso riporta all’ex Death SS. Ottimo, su tutto il lavoro, l’uso della sei corde, sia per via dei soli che per i riff cimiteriali.           

Il fascino di questo Cd è costituito anche dal booklet, contenente delle foto d’epoca che a tratti, per via del look e dell’atteggiamento, fanno assomigliare i tre yankee a gente come Manilla Road piuttosto che Saint Vitus. Copertina vintage da urlo. 

Successivamente a questa release gli Asylum si adopereranno alla stesura di altri demo per poi cambiare definitivamente il nome in Unorthodox, su pressione dell’etichetta discografica di allora, ma questa è un’altra storia…   

Stefano “Steven Rich” Ricetti

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Tracklist:
01. Asylum
02. Motherless
03. Moment Of Truth
04. Moment Of Truth II
05. Bell Witch (Red Skull)
06. Burnt Coyote Teeth
07. Dying Breed/Distant Friend

Line-up:
Dale Flood – Vocals & Guitar
Earl Schreyer – Bass
Ronnie Kalimon – Drums

 

 

 

 

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