Recensione: The Frozen Tears Of Angels

Di Stefano Vianello - 30 Aprile 2010 - 0:00
The Frozen Tears Of Angels
Etichetta:
Genere:
Anno:2010
Nazione:
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89

Dopo oltre tre anni dall’uscita di Triumph Or Agony tornano,

decisi a risollevarsi dal periodo di crisi che li ha portati alla rottura con la vecchia etichetta prima e allo stop forzato per la

causa legale ancora in corso poi, i Rhapsody Of Fire. Il nuovo capitolo della The Dark Secret Saga prende il nome di

The Frozen Tears Of Angels e narra del viaggio di cinque valorosi avventurieri nelle gelide terre del nord, ai confini di quel

che è la terra conosciuta come Algalord, per fermare la minaccia dell’avverarsi di un’arcana profezia.
L’oscurità che avanza su queste terre è stata trasmessa nella musica che il combo triestino ha composto per questo nuovo album: tutto

quello che si era potuto apprezzare con le magniloquenti orchestrazioni proposte finora è stato adattato, riarrangiato e semplificato

per raggiungere lo scopo finale. Stiamo parlando di un disco aggressivo e diretto, dove le sinfonie ampollose del passato sono state

drasticamente ridotte e portate in secondo piano per poter dare spazio alle chitarre e alla voce. Come la fenice che risorge dalle

proprie ceneri, i Rhapsody Of Fire escono dall’abisso in cui sfortunatamente erano caduti mettendo nelle loro composizioni tutta la

rabbia e l’aggressività covata fino ad ora, accantonando, seppur non del tutto, quella vena teatrale da colonna sonora che li ha

accompagnati nell’ultimo lavoro, per scatenarsi in una sequenza di brani che non ha nulla da invidiare a lavori come Power Of The

Dragonflame o Symphony Of The Enchanted Lands II.
Il sound cambia molto rispetto a Triumph Or Agony, acquista velocità e robustezza diventando un power metal tirato e senza troppi

orpelli, mantenendo comunque ben salda quell’eleganza che ha sempre contraddistinto ogni lavoro della band.

Per poter analizzare al meglio questo nuovo disco, bisogna partire dal suo artwork, che presenta colori freddi e gelidi spezzati dal

calore intenso della fiamma proveniente dalle fauci dell’immancabile drago, il quale combatte la propria battaglia contro angeli armati

di spade. L’illustrazione offre un impatto visivo notevole ed è stata realizzata dal giovane talento colombiano Felipe Machado già

visto all’opera con Blind Guardian e Iced Earth.
Dark Frozen World presenta all’ascoltatore questo nuovo capitolo della saga: la voce dell’ospite Christopher Lee, ormai presenza

fissa da un paio di dischi a questa parte, ha il compito di introdurre la tipica parte orchestrale pomposa con cori lirici come da

miglior tradizione, al cui termine partono le note di Sea Of Fate. Questo secondo brano è il primo ad essere scritto da

Staropoli, Turilli e Lione insieme ed è subito chiaro come le chitarre abbiano un ruolo estremamente importante: riff veloci e corposi

si intrecciano alla melodia della fantastica vocalità di Fabio Lione. Finalmente nella parte centrale di assolo si sentono scambi tra

chitarra e tastiera che da molto tempo non facevano più capolino.
La traccia successiva, Crystal Moonlight, probabilmente è il brano più atipico che si troverà in questo lavoro, con ritmi che

variano spesso, assoli orientaleggianti e poi nuovamente riff veloci in tipico stile “Rhapsody” che fanno da antipasto a quello che è

il cuore del disco, il pezzo più feroce mai scritto dal combo friulano: Reign Of Terror. Le parole latine di un oscuro mantra,

introdotte da un clavicembalo dalle suono glaciale, portano a un brano dai riff di chitarra taglienti, blast beats di batteria e non

ultimo, un impressionante screaming di Fabio Lione. A tratti nel bridge i ritmi veloci, le tastiere e la voce danno quasi l’impressione

di trovarsi in un disco degli Equilibrium: ovviamente si tratta solo di un momento prima della ripartenza del ritornello con il coro

latino che è l’essenza del tipico sound del gruppo.
La voce di Sir Christopher Lee introduce quello che è la perla barocco-rinascimentale dell’album, ovvero Danza Di Fuoco e

Ghiaccio. Flauto barocco e liuto generano la melodia cantata rigorosamente in italiano in stile “Branduardi”: ormai i Rhapsody Of

Fire sono secondi solo a Branduardi stesso in questo genere di canzoni, la melodia è, come sempre, elegante al punto giusto e mai

banale, elemento decisamente importante.
La chitarra di Luca Turilli con una ritmica veloce e serrata è la partenza di Raging Starfire, brano veloce ed epico, dal

ritornello diretto e orecchiabile come da tradizione rhapsoidiana, le tastiere sono sempre presenti ma non esagerate: sembra di sentire

la band in uno dei brani che li ha portati al successo in passato, anche se i fasti di Emerald Sword o Dawn of Victory appartengono a

pianeti diversi. A spezzare un po’ i ritmi, ci pensa Lost In Cold Dreams, canzone lenta e melodica, quasi malinconica, con un

ritornello che accresce questo sentimento e rendendola decisamente toccante. Ci si avvicina alla conclusione, ma ci sono ancora un paio

di assi nella manica da scartare sul tavolo da gioco: On The Way To Ainor racchiude in sé un’epicità sconfinata, con cori

ariosi e chitarre al fulmicotone, assoli elaborati dall’inconfondibile stile “Turilli”, è una perfetta commistione tra musica e

potenza.
Questo album si conclude con la titletrack The Frozen Tears Of Angels, l’immancabile suite che chiude ogni lavoro di

Staropoli-Turilli & Co. : breve intro narrata e poi tastiere che riportano in evidenza l’orchestralità tipica del gruppo, ma è solo un

breve momento, perché le chitarre prendono nuovamente il sopravvento e si sprigiona una canzone carica di energia, con nuovamente

quella leggera vena malinconica che la rende un gioiello da svariati carati.

Che dire? La firma per la Nuclear Blast Records ha caricato i Rhapsody Of Fire di nuova vitalità, portandoli a registrare un album di

ottima qualità, sia per quanto riguarda la produzione, curata direttamente da Turilli e Staropoli con il supporto dell’amico di sempre

Sascha Paeth, sia per i contenuti nuovamente potenti e freschi come agli esordi. Ora che la situazione contrattuale con l’etichetta si

è assestata, rimaniamo in trepida attesa per l’imminente tour a supporto di The Frozen tears Of Angels che, se non incontra intoppi,

dovrebbe partire dopo l’estate.

Stefano “Elrond” Vianello

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Tracklist:
01. Dark Frozen World

02. Sea of Fate
03. Crystal Moonlight
04. Reign of Terror
05. Danza Di Fuoco E Ghiaccio
06. Raging Starfire
07. Lost in Cold Dreams

08. On the Way to Ainor

09. The Frozen Tears of Angels

Bonus tracks for Japan:
10. Sea of Fate (Orchestral Version)
11. Immortal New Reign

Limited deluxe digipak bonus tracks:
10. Labyrinth of Madness
11. Sea of Fate (Orchestral Version)

Lineup:
Fabio Lione – Voce
Luca Turilli – Chitarre
Alex Staropoli – Tastiere
Alex Holzwarth – Batteria
Patrick Guers – Basso

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